Utente 313XXX
Buongiorno,
Sto cercando di cambiare le mie abitudini a 360 gradi per il mio stile di vita.
Ho iniziato con l abolizione di alcuni alimenti e altrle abitudini per inserne altre, cioè assunzione di olio di canapa, alimenti a base di farina e semi decorticati e non,sempre dalla pianta di canapa, come l assunzione di bevande da fiori come la rosa o altre tisane simili.
Quello che ancora non ho trovato è un dottore che mi possa dare chiarimenti al riguardo.
Quel che so che da quando ho iniziato, meno di un anno, mi sento meglio per umore, fisico, salute generale e di rado prendo un raffreddore, aggiungo inoltre che dal mio ultimo viaggio in Africa (2009)non prendo medicine di alcun tipo, neanche un aspirina o un vivin C.
Grazie per l attenzione e il tempo dedicatomi.
[#1] dopo  
Dr. Francesco Candeloro
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La sua domanda è sicuramente un po' vaga, quello che posso dirle da esperto di omeopatia è ribadire le differenze tra fitoterapia, che resta sempre una forma di allopatia, sebbene con effetti più attenuati dei comuni farmaci, e omeopatia, che sfrutta - di sostanze che derivano da tutti e tre i regni della natura - solamente le proprietà di stimolo sul potere di guarigione, innato, in ogni essere umano, sebbene diverso da individuo ad individuo come già la costituzione ci fa presagire. La fitoterapia, così come l'allopatia, si continua a prescrivere sul nome della malattia, oppure sfrutta a volte supposte azioni di rinforzo del sistema immunitario, che però viene ad essere rinforzato in maniera selettiva, e non come esito di un migliorato e complessivo funzionamento dell'intero organismo, ciò invece a cui mira l'omeopatia che pertanto, anche in assenza di disturbi ben definiti, riesce sempre ad agire in senso preventivo, non fortificando mai una sola funzione, ma irrobustendo questa unitamente al miglioramento di tutte le altre che in qualche maniera partecipano comunque di quella apparentemente meno efficace (medicina olistica). In ultima analisi la fitoterapia necessita, proprio per la sua azione selettiva, della ripetizione di una sostanza benefica a lungo termine, finendo così per poter gravare di effetti secondari l'organismo, e questo perchè che non arriva a toccare la causa primaria dei disturbi più evidenti, ma svolge per lo più azione palliativa nei confronti di questi, come dimostra il loro precoce ritorno alla sospensione di una terapia anche di successo; viceversa la cura omeopatica quando ha agito beneficamente necessita solo di saltuarie verifiche, dal momento che in circostanze in cui anche aspetti secondari, come l'alimentazione ad esempio, sono opportunamente corretti - come nel suo caso - la sua azione globale sull'organismo le permette di agire sempre in profondità e, se in mano esperte, di essere al contempo sicura e progressivamente sempre più risolutiva.