Utente 119XXX
Egr. sigg. Medici Anestesisti,
chiedo, se possibile, una Vs. cortese risposta a questa mia problematica:

premetto che mio papà, 75 anni, soffre di parkinsonismo da 7 anni e assume 5 volte al dì la levodopa (MADOPAR 250+50 mg - 3/4 di compressa) oltre a REQUIP 8mg.

Poichè soffre da alcuni mesi di stenosi del canale vertebrale lombare, che gli procura mal di schiena e dolori alle gambe, che non gli permettono di camminare e di stare seduto con facilità, gli è stato prospettato dal neurochirurgo un intervento per risolvere questi problemi di stenosi.

Quello che si chiede è questo:

l’anestesia nell’intervento chirurgico può peggiorare la malattia di parkinson e in che modo? Se sì, è una cosa momentanea o rimane definitiva?

Inoltre, solamente al fine di decidere e stabilire se l’anestesia può essere nociva per il parkinson, è necessario effettuare, oltre a esami sangue ed ECG, i RX al torace, o questi ultimi si possono effettuare successivamente alla decisione di nulla osta a procedere all’intervento chirurgico per le problematiche riguardanti il parkinson?

Ringrazio per la Vs. cortesia e saluto cordialmente.

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[#1] dopo  
Dr. Luigi Stella
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Iscritto dal 2012
Buongiorno,
non esiste una controindicazione assoluta all'anestesia generale, ma solo ad alcuni famaci (butirrofenoni, oppiodi ed altri che qualsiasi buon anestesista conosce).
Tuttavia, per la patologie e per l'età il rischio anestesiologico è certamente da considerare aumentato.
In caso di intervento i farmaci devono essere sospesi il più tardi possibile e ripresi al più presto.
Il problema è valutare bene i rischi e i vantaggi.
Se suo padre non ha deficti motori (intendo ipostenia di gruppi muscolari) c'è da prendere in considerazione un'appropriata terapia antalgica fatta da uno specialista in terapia del dolore che normalmente è in grado portare sollievo al paziente.
Una Laminectomia in un paziente anziano con un metabolismo orientato al catabolismo, costituisce un problema postoperatorio abbastanza serio.
In una percentuale non infima l'intervento può non risolve la sintomatologia dolorosa. Quindi in funzione della situazione, che solo il neurochirurgo ha valutato, chieda di eseguire una valutazione precisa dei benefici attesi e dei possibili problemi immediati e di lungo periodo.
[#2] dopo  
Utente 119XXX

Iscritto dal 2009
Buongiorno Dottore, la ringrazio molto per la sua risposta, andrò a chiedere in terapia del dolore, prima di eseguire un eventuale intervento, grazie di nuovo