Utente 308XXX
Gentili dottori di Medicitalia,
vi contatto per via di una disfunzione delle ATM.
Inizio col dirvi che nel novembre del 2009, mentre stavo masticando ho avvertito un forte scroscio all’Atm sinistra. In seguito, per un po’ di giorni ho avvertito anche dolore soprattutto quando masticavo o parlavo, quindi durante “l’utilizzo” di tale articolazione.
Qualche mese più tardi, ossia nell’aprile 2010, ho cominciato ad avvertire scrosci mandibolari bilaterali, forti e frequenti (quasi quotidiane) cefalee, otalgie, dolori ai muscoli facciali e anche fastidiosissimi acufeni bilaterali continui (che continuo ad avere tuttora).
Mi sono rivolta allora ad un dentista specializzato in gnatologia, il quale, dopo un’accurata visita, in cui sospettava una sublussazione mandibolare, mi ha mandata a fare una RM delle ATM, di cui vi riporto il referto:
MOTIVO DELL’ESECUZIONE: SCROSCI MANDIBOLARI.
ATM sx: normali rapporti dei capi articolari. Segni di rimaneggiamento della superficie della testa condilare. Dislocazione anteriore del disco con parziale riduzione. Movimento di translazione del condilo limitato nella posizione a bocca aperta.
ATM dx: spazio articolare superiore lievemente ridotto. Dislocazione anteriore del disco senza riduzione. Movimento di translazione del condilo limitato nella posizione a bocca aperta.
Dopo altre visite, e dopo aver ipotizzato un problema muscolare, nell’ottobre del 2010, il dentista ha deciso di farmi un bite plane da portare la notte.
Per un periodo di tempo, grazie al bite, ero riuscita ad ottenere un piccolo miglioramento, nel senso che le cefelee muscolo-tensive erano diventate meno frequenti.
Ma dopo qualche mese, nonostante le continue visite per controllare l’evolversi della situazione e le continue modifiche apportate al bite, ero peggiorata nuovamente.
Quindi, nel maggio del 2011 sono stata mandata da un fisioterapista per fare qualche seduta di manipolazione fasciale.
Anche questa terapia mi aveva migliorato di poco la sintomatologia. Intanto continuavo a portare il bite senza risultati.
All’inizio di quest’anno mi sono fatta visitare allora da un chirurgo maxillo facciale, di cui vi riporto brevemente il referto:
La paziente riferisce cefalea ricorrente muscolo tensiva spesso al risveglio con nausea.
Da circa tre anni riferisce la presenza di dolore in sede di ATM, bilaterale con riferito scroscio.
Anamnesi per pregresse terapie ortodontiche (fino ai 16 anni).
RM effettuata nel luglio del 2010 (referto riportato sopra) prima di usare il bite, tuttora in uso, senza grosso beneficio.
Ortopantomografia delle arcate dentarie del giugno 2011, con presenza di malposizione dei terzi molari in corso di estrazione;
obiettivamente: scroscio articolare bilaterale, più evidente a sx, sia in apertura che in chiusura.
Lateralizzazione a sx in apertura e protrusione.
In chiusura lieve precontatto a sx e conseguente scivolamento a dx per completare l’occlusione.
Abrasione dello smalto dentario e marcato ipertono masseterino, bilaterale.
Si consiglia di modificare il bite attuale per avere un bite completamente piatto, per ridurre, quanto più possibile interferenze occlusali ed arrivare ad un maggiore rilassameto possibile della muscolatura.
Si consiglia inoltre valutazione fisiatrica per controllare la componete posturale.
Sono stata visitata dal fisiatra. Questo è il referto:
rachide C ipomobile, contrattura margine sup. trapezio bil.. Non segni di irritazione radicolare in atto agli aa sup. bbainski neg. bil.
Cervicalgia prevalentemente miogena.
In seguito mi ha consigliato di sottopormi ad alcune sedute di massoterapia decontratturante rachide C/D ed alcune sedute di TENS rachide C/D.
La fisioterapia mi ha portato senza dubbio un po’ di beneficio (la cefalea è meno frequente).
Il bite è stato modificato varie volte, ma sto cominciando a considerarlo inutile dopo più di 3 anni di terapia.
Mi è stato detto che tutti i sintomi sopraelencati, sono causati dalla disfunzione delle atm.
Per gli acufeni mi sono rivolta anche all’otorino, il quale dopo un test audiometrico e impedenziometria con timpanogramma, mi ha detto che l’apparato uditivo è a posto, e gli acufeni sono causati probabilmente da questo problema alla masticazione. Mi ha detto anche che con tutta probabilità dovrò tenermeli, in quanto non c’è una cura.
La domanda che vorrei porvi è: nel mio caso è possibile un intervento chirurgico alle ATM, visto che è passato molto tempo, e le terapie non invasive non mi hanno dato un significativo miglioramento?
Ringrazio chiunque voglia rispondermi..(e scusate per la lunghezza del mio post).

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, dal suo racconto appare evidente che il problema risieda nelle ATM, come in fondo tutti i suoi Curanti concordano.
La terapia attuata, purtroppo , non ha dato sufficienti e duraturi risultati: può essere il caso di cambiare terapia: se dopo alcuni mesi di bite non c'è risultato, delle due l'una: o i suoi problemi non dipendono dall'ATM, oppure ( e mi lasci questo dubbio) il bite potrebbe essere inadeguato.
Dire "bite" é come dire "pillola" : rappresenta un trattamento assolutamente individuale , e consiste nella configurazione tecnica e artigianale di un ragionamento diagnostico e di una ipotesi terapeutica formulata dal dentista che lo prescrive e realizza: é questa che il paziente compera, non il pezzo di resina acrilica che qualunque tecnico realizza in un'oretta di lavoro. Purtroppo la facilità di realizzazione tecnica fa si che spesso un bite non si neghi a nessuno.
A mio parere, come l'ingessatura in una patologia di altra articolazione, non ha alcun senso portarlo di notte : nessun ortopedico accetterebbe di curare un paziente che di giorno si toglie il gesso. A mio parere il trattamento prevede l’applicazione di una placca intraorale di riposizionamento mandibolare (e quindi NON piatta), opportunamente conformata ad hoc, da portarsi 24 ore al giorno (pasti esclusi quale compromesso) per un tempo congruo a poter trarre qualche conclusione sull’efficacia di questo trattamento (almeno 6 mesi, ma per l’acufene può essere necessario più tempo). La notte dura 8 ore , e 8 ore avanti e 16 indietro non portano in nessun posto: non vedo per qual motivo i problemi non dovrebbero ricomparire togliendolo al mattino, come anche dopo un ottimo trattamento fisioterapico.

Forse sarebbe il caso di chiedere una seconda opinione ad un altro dentista, sincerandosi che sia esperto in problemi dell'Articolazione Temporo Mandibolare.
Le suggerirei di dare anche un'occhiata, in questo stesso sito, agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema. Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/Otorinolaringoiatria/961/Otite-che-non-guarisce-colpa-dei-denti
http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html
http://www.medicitalia.it/minforma/Odontoiatria-e-odontostomatologia/934/La-cefalea-che-viene-dalla-bocca
Problemi di “naso chiuso”: a volte la causa sta in bocca
[#2] dopo  
Utente 308XXX

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Gentile dr Bernkopf,
la ringrazio per la sua esauriente risposta.
[#3] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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Leggendo il suo referto, noto due elementi che non sono poi stati presi in considerazione: LE USURE DENTALI e L'IPERTONO DEL MASSETERE.

Ho l'impressione che ci siano due tipi di patologie differenti nel suo caso: la dislocazione anteriore del disco e il bruxismo .
Usure dentali e ipertono massetterino mi portano a pensare ad una importante componente bruxistica.
Legga gli articoli che ho pubblicato sul mio sito www.malocclusione.it sull'argomento e in particolare sulla terapia, poi ne riparliamo.
[#4] dopo  
Utente 308XXX

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Gentile dott. Formentelli,
la ringrazio per la sua risposta.
Confermo quello che dice lei: sono una bruxista ed è proprio per questo che mi è stato consigliato di portare il bite durante le ore notturne.

Vorrei farle una domanda.
Dopo essermi sottoposta ad una RM encefalica, mi sono state trovate delle lesioni iperintense alla sostanza bianca, perciò, il neurologo mi ha aperto un DH con la motivazione "sospetta malattia demielinizzante" e per sottopormi ad ulteriori esami.
Tra le ipotesi avanzate c'è anche quella della SM.
Ho letto che tra i sintomi di tale malattia ci sono anche gli acufeni che però sono anche uno dei sintomi della disfunzione delle atm.
Gli acufeni non sono associati ad ipoacusia: mi sono sottoposta ad un test audiometrico tonale ed impedenzometria con timpanogramma e l'otorino mi ha detto che il mio apparato uditivo è a posto.
I miei acufeni sono sorti 3 anni fa in concomitanza con lo scroscio mandibolare, il mal di testa muscolo-tensivo e l'otalgia.
Si tratta di acufeni (avverto più suoni) bilaterali e continui.
Lo so che è difficile fare una diagnosi a distanza, ma considerando soltanto i dati che le ho fornito, secondo lei, i miei acufeni, possono avere le caratteristiche degli acufeni da disfunzione delle atm, o hanno piuttosto le caratteristiche di quelli di origine centrale?
Inoltre, i potenziali evocati uditivi potrebbero fornirmi una risposta certa alla mia domanda?







[#5] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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Non so darle una risposta sugli acufeni, mi dispiace.

Penso che lei debba seguire una altra strada terapeutica per il bruxismo, da associare al bite notturno.
Ma prima occorre, naturalmente, una diagnosi accurata, riguardo al bruxismo.