Utente 315XXX
Sono il padre di un bambino di anni 10 affetto da morso di II classe con palato stretto e iposviluppo dell'arcata inferiore (iposviluppo mandibolare) in terapia ortodontica da 1 anno e mezzo da un ortognatodonzista della zona dopo che il precedente dentista mi aveva prospettato la necessità di estrarre dei denti e paventato la necessità di un intervento chirurgico a sviluppo concluso. In questo anno e mezzo gli sono stati applicati espansori palatali sopra e sotto con il risultato di creare posto per i denti inizialmente disallineati e dare una forma più armonica alle arcate dentali. L’ortodonzista che lo sta seguendo mi aveva proposto un anno fa un intervento chirurgico sul muscolo buccinatore in quanto perchè al suo dire molto teso ostacolava la terapia ortodontica. Raccolto informazioni in merito all'intervento anche presso chirurghi maxilo facciali non ho dato il mio consenso. Prese singolarmente ora le arcate sono anche armoniche tuttavia risulta molto evidente la distanza che intercorre tra l'arcata superiore e quella inferiore legata alla malformazione scheletrica della mandibola e che non potrà essere sanata quando la terapia terminerà (manca di fatto la compattazione dei denti dell'arcata superiore e basta). Alla luce di ciò ho portato mio figlio a Maggio da un altro specialista il quale mi ha prospettato l'uso di stimolatori mandibolari da utilizzare in prossimità del picco di crescita che, dalle analisi successivamente fatte, dovrebbe verificarsi a breve. Leggo di contro che Vs colleghi evitano di inserire tra le terapie possibili per la correzione dell'iposviluppo mandibolare quella "funzionale". E' loro parere che la terapia attraverso l'uso di attivatori o di stimolatori della crescita mandibolare abbia scarsi effetti. A riprova dicono che nessun attivatore, nella storia dell'ortodonzia, è mai riusito a far crescere una mandibola e pertanto, dopo la pubblicazione di numerosi studi che hanno accertato questo, non lo propongono più. Mi rassegno pertanto per mio figlio ad un futuro intervento chirugico per la correzione di tale difetto ma "dulcis in fundo" leggo proprio su un consulto pubblicato sul vs sito (iposviluppo della mandibola del dicembre del 2007) che l'intervento chirurgico potrebbe provocare più danni (la sig.ra che chiede consulto riferisce che uno dei tanti professionisti sentiti Le riferisce che i tendini non sono abituati a questa nuova posizione della mandibola e cedono, facendo ruotare la mandibola, o facendola ritornare indietro,......che questo non si può sapere prima dell'intervento, che è quindi a basso livello di riuscita,e che per tutti questi motivi lui non lo consiglia). Da ingegnere di fronte a tutto ciò rimango perplesso ma capisco che la medecina non è una scienza esatta (mia sorella medico me lo ripete sempre). Al di là di quanto scritto mi potete dire la sequenza di esami da condurre, su ossa, muscoli facciali e quant'altro per avere un pò di più chiarezza su questa problematica. Grazie a tutti.

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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Auletta
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Gentile utente soffermo la mia attenzione sull' affermazione:
"Leggo di contro che Vs colleghi evitano di inserire tra le terapie possibili per la correzione dell'iposviluppo mandibolare quella "funzionale"
questa considerazione è ovviamente il ragionamento di una specifica scuola di pensiero,che trova nella letteratura scientifica mondiale studi che affermano invece l'efficacia della terapia funzionale.
[#2] dopo  
Dr. Paolo De Carli
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MAJANO (UD)
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A quanto giustamente affermato dal Dott. Auletta, aggiungo una riflessione personale: negare la possibilità di una correzione funzionale ad un bambino di 10 anni in pieno sviluppo scheletrico e che sta per raggiungere il picco di crescita (si può, ad esempio, valutare facilmente osservando la morfologia delle prime vertebre cervicali con una teleradiografia latero-laterale) è un non senso terapeutico.

Soprattutto perchè se superiamo di qualche anno questo picco di crescita, le possibilità di soluzione, se c'è una seconda classe scheletrica importante, diventano veramente poche e l'intervento chirurgico a crescita ultimata (comunque non prima di aver compiuto i venti-venticinque anni di età) diventerà una certezza.

Quindi tra una possibilità adesso più che concreta di una soluzione in modo "non traumatico" e la certezza di una chirurgia tra qualche anno, i colleghi che sconsigliano la soluzione funzionale cosa sceglierebbero per loro figlio?

Ritengo che la strada indicata dal secondo specialista sia quella da seguire, si accerti soltanto che vengano eseguiti TUTTI i seguenti esami:

- modelli di studio della bocca
- Rx ortopantomografia
- teleradiografia latero-laterale
- fotografie del viso e della bocca
- cefalometria ortodontica (esame fondamentale!)

In bocca al lupo!