Utente 257XXX
Salve,

Da sempre ho avuto problemi con le ragazze. La mia prima storia importante, a 20 anni, è durata due anni. All'epoca soffrii molto per la separazione, stetti male per altri due anni, ma la cosa più rilevante è che non ho più avuto altre ragazze, neanche occasionalmente, fino all'anno scorso. Eppure le occasioni sono state tante, non mi ritengo bellissimo, ma neanche brutto. mi capita di piacere, anche a belle ragazze. Il fatto è che non riesco a cogliere l'attimo. Sono estroverso nella fase di conoscenza, di amicizia o di flirt iniziale, ma quando poi si tratta di "concludere", arrivare al primo bacio con la ragazza di turno, è come se mi facessi prendere dal panico. Belle ragazze, che mi piacevano, ma che puntualmente respingevo. All'epoca della prima storia avevamo provato invano di fare l'amore, non riuscendoci, così mi sono ritrovato vergine fino all'anno scorso, con conseguente complesso di ineguatezza.

Fortunatamente, le cose si sono sbloccate l'anno scorso. Ho conosciuto una ragazza, carina, con la quale sono riuscito a vincere questo mio panico. c'è stato il primo bacio, poi i primi rapporti sessuali, ed anche se è durata pochi mesi è stata per me una liberazione psicologica.
La seconda, pochi mesi dopo, con un altra ragazza. Ma è stata lei a fare i primi passi, chiedendomi il numero, insistendo per vederci ecc.. anche con lei una relazione normale, durata circa sei mesi.

Adesso è quasi un anno che sono single, sono uscito con alcune ragazze, ma sto tornando di nuovo a rinunciare.. ragazze che quando sono da solo e ci penso mi rendo conto di volerle, ma poi quando ci esco finisco per trovargli dei difetti. Ha un bel carattere ma è un pò sovrappeso.. oppure fisicamente è perfetta ma non potrei andarci d'accordo.. è un amica e non vorrei rovinare il rapporto.. come volessi trovare delle scuse per assecondare la mia rinuncia. Sto tornando ad avere "paura" di fare quei primi passi, paura di lanciarmi. Non so perchè. Forse paura di apparire ridicolo, di essere rifiutato..Eppure quando mi è successo, di essere rifiutato, non è mai stata la fine del mondo.

L'altra sera mi sono confidato con un amica, che ha intuito che lei mi piace.. e parlando, sul come io vedo lei e come lei vede me, mi ha confessato che mi trova un ragazzo freddo, come se non avessi voglia di trovare una ragazza.. che tengo dentro le mie emozioni,e non riesco ad esternarle..e probabilmente ha centrato il punto..

Spero in un Vs cortese parere. Distinti saluti
[#1] dopo  
Dr.ssa Franca Esposito
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ROMA (RM)
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Gentile utente,
Quest'ultima ragazza le ha dato una indicazione utile.
Non dovrebbe sottovalutarla.
Lei indica delle difficolta' che sperimenta soggettivamente. Dal di fuori viene visto freddo.
Forse ci sono dei problemi molto antichi che dovrebbero essere esaminati e che inibiscono l'espressione della sua affettivita'. Problemi che hanno avuto luogo nell'infanzia e andrebbero rimossi.
Esistono degli approcci terapeutici che non considerano il passato ma si limitano a lavorare su come lei interagisce nell'oggi.
In ogni caso sarebbe necessario per lei un sostegno psicoterpeutico.
Ci pensi un po' su.

Cordiali saluti
[#2] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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SESTO SAN GIOVANNI (MI)
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Gentile Utente,

sembra che, a partire dai 20 anni in occasione della Sua prima storia, Lei abbia tirato fuori le sue paure che qui descrive molto bene: di essere inadeguato, di essere rifiutato, ecc...

E che cosa fa di conseguenza? Evita.
Evita di provarci, se la racconta un po' dicendosi che una è grassa e l'altra solo simpatica, l'altra ancora è solo un'amica, ecc...

Sa che cosa succede con tale meccanismo?
Si amplificano le paure!

Come se ne esce?
Iniziando a buttarsi di più, esponendosi proprio a ciò che fa paura.

Tra l'altro mi colpisce molto che Lei dica che in fondo il rifiuto non è stato la fine del mondo: no, infatti, se razionalizza la cosa, non lo è stato.
Ma non c'è solo l'aspetto razionale, anche quello emotivo e moltissimi uomini non riescono a tollerare il rifiuto e lo temono.

Cosa fare?
Le risponderò dal punto di vista del modello teorico cognitivo-comportamentale. Io non credo che ci siano "traumi" nel passato o nell'infanzia, credo solo che le cose potrebbero essere andate come ho sintetizzato sopra. Talvolta basta una prima esperienza negativa o una prima defaillance per dar vita -per apprendimento- ad un circolo vizioso che alimenta e mantiene il problema.
E' questo circolo vizioso che deve essere spezzato.
In genere la terapia cognitivo-comportamentale lavora su due aspetti: la parte cognitiva, relativa alle credenze disfunzionali che generano e mantengono il problema e quella comportamentale che riguarda invece l'esposizione a ciò che il pz teme, evitando di evitare.

Un cordiale saluto,
[#3] dopo  
Utente 257XXX

Iscritto dal 2012
Vi ringrazio molto per le risposte.

Ho già fatto, in passato, terapia da uno psicologo. Per degli attacchi di panico. Ho tirato fuori tutto ciò che avevo dentro, le mie paure, alcuni brutti ricordi del passato. Ho fatto anche terapia di gruppo. Ma questi miei problemi sono rimasti, visto che ne sto scrivendo..

Per questo motivo vorrei seguire il consiglio della Dott.ssa Pileci, provare ad andare incontro a questa mia paura, ed affrontarla.

Cordialmente,








[#4] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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CATANIA (CT)
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Gentile Ragazzo,
L' essere percepito freddo, disaffettività, inadeguato....correla spesso con una "corazza difensiva", che magari, a causa delle sue problematiche pregresse, ha strutturato per difendersi dalle emozioni e dall'Amore

Se ha la sensazione di dover ancora risolvere qualcosa, ritorni dal Collega che si è occupato di lei magari qualche altro colloquio potrebbe aiutarla .
[#5] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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SESTO SAN GIOVANNI (MI)
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Iscritto dal 2009
Gentile Utente,

dallo psicologo non si va per "tirare fuori tutto", perchè questa non è la chiave per il cambiamento o per stare bene, soprattutto per i disturbi d'ansia. Ci sono infatti trattamenti psicoterapici che NON sono affatto indicati per alcune problematiche e credo di aver compreso, con i limiti della distanza e del mezzo telematico, che Lei abbia fatto proprio un trattamento del genere.

Infatti, benchè abbia parlato di tutto e a lungo in terapia, non ha risolto il problema.

Nel caso delle paure, ansie, ecc... le terapie più indicate sono appunto quelle attive e focalizzate, che permettono al pz. di FARE e non solo di parlare. Inoltre non bisogna parlare mica di tutto, tirando fuori proprio tutto in una psicoterapia: secondo il modello teorico che seguo io, cioè quello cognitivo-comportamentale, non è neppure utile al pz. tirare fuori tutto, perchè si perdono di vista gli obiettivi terapeutici che devono essere chiari, sensati e percorribili e su quelli (e solo su quelli si lavora). Inoltre non giova al pz. essere consapevole proprio di tutto, perchè è vero che di moltissime cose siamo inconsapevoli ma, tutto sommato, possiamo funzionare bene anche così.

Le terapie efficaci per l'ansia sono quelle che permettono invece di affrontare operativamente ciò che genera l'ansia.

Se quindi nella Sua vita va tutto bene, tranne la relazione con le ragazze perchè c'è un timore (e NON ci interessa conoscere le cause, perchè una volta che abbiamo saputo le cause il problema non sarà risolto, semmai i pz. -pochi per la verità- potrebbero essere interessati a capire le cause solo in un secondo tempo e dopo aver risolto il problema), è sulla relazione e su questi timori che deve lavorare.

Anche le terapie di gruppo, in genere, non sono adatte per questi disturbi.

Contatti dunque uno psicologo psicoterapeuta esperto in tali problematiche.

Un cordiale saluto,
[#6] dopo  
Utente 257XXX

Iscritto dal 2012
Grazie mille, le Vostre risposte mi sono state molto utili.

Cordiali Saluti.
[#7] dopo  
Dr.ssa Angela Pileci
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SESTO SAN GIOVANNI (MI)
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Iscritto dal 2009
Bene, allora spero di ricevere aggiornamenti sulla Sua situazione, se Le fa piacere!

In bocca al lupo!
[#8] dopo  
Utente 257XXX

Iscritto dal 2012
Certamente, grazie!