Utente 317XXX
Gentili Dottori,
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione. Mi scuso per la lunghezza del testo.

Dall'età di 12 anni, dopo il menarca, soffro di acne lieve e moderata. Solo al liceo, qualche anno dopo dal suo esordio, è diventata fonte di grande disagio ed imbarazzo.

All'età di 13 anni una prima dermatologa mi consiglia Benzac ( poi sostituito con Duac) associato ad antibiotici topoci. La pella migliora decisamente, sono molto soddisfatta ,ma dopo sei mesi torna qualche saltuaria pustola. Queste imperfezione mi mettono mi imbarazzano a tal punto da di evitare gli amici, talvolta rimanere assente da scuola. Consulto allora altri dermatologi, a cui non sono capace di spiegare il mio disagio ( sono molto timida) e mi consigliano di limitare o addirittura eliminare l'uso del Benzac, non ritenendolo necessario. Consiglio che non metto in pratica.

A 15 anni, poiché sono abbastanza irsuta, vado da una ginecologa per verificare i livelli ormonali. Gli esami del sangue non registrano significative anomalie, l' ecografia detecta una piccola cisti che al controllo successivo, un mese dopo, è scomparsa. Esclude la sindrome dell'ovaio policistico.

A 16 anni la pelle peggiora, diventa più grassa e le pustole diventano più frequenti e più grosse, lasciando delle brutte macchie quando guariscono. Sono molto depressa, non esco di casa per un'estate. Prendo in considerazione l'idea di non tornare a scuola, ma di studiare privatamente. Consulto una psicologa, ma essendo molto triste, non riesco ad aprirmi e risolvere i miei problemi. faccio un'ulteriore ecografia. Due piccole cisti consentono alla dermatologa di prescrivermi la pillola ( Jasmine), che non ha alcun effetto positivo, né sull'acne né sui peli. Avendo letto su internet dei benefici dell' isotretinoina chiedo alla dermatologa se posso prenderla. Sostiene che la mia situazione non è tanto grave da giustificarne l'uso.

A 17 anni cambio dermatologo che mi prescrive Aisoskin ( isotretinoina). è una terapia di due anni. Dopo sei mesi, netti miglioramenti. In quei due anni e nei due successivi la pelle è pulita e capisco finalmente cosa significa non doversi vergognare della propia faccia. Non ho più paura di uscire, mi piace andare a scuola e stare con i miei compagni. Mi diplomo con il massimo dei voti ed entro a medicina. Nello stesso periodo vado da uno psicologo per due anni perché mi rendo conto del fatto che legare la proprio autostima e serenità alla pelle è sbagliato e pericoloso.

A due anni dalla fine della cura con Aisoskin sono tornati dei brufoli, ponti neri, arrossamenti, quasi come prima di incominciare la terapia. Di nuovo sono molto depressa. Studio male, non riesco a uscire. Questa primavera a volte non riuscivo a presentarmi alle lezioni. Piango molto. Riuscirò a dare gli esami? A frequentare i tirocigni? Forse no. Riuscirò a laurearmi?. Razionalmente mi rendo conto che la mia acne è lieve, che molti non la notano, ma quando mi vedo allo specchio piango.

Tornare all' Aisoskin?

Graz

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Gent.le pz
In questo consulto non so se concentrarmi di più sull'acne o sugli evidenti problemi psicologici di accettazione che si celano e si alimentano sul suo organo bersagloo...la pelle!
L'acne ovviamente è più il mio campo e ritengo che vada trattata .A seconda delle lesioni , della gravità , del tipo e del numero di esse esistono algoritmi .Questi prevedono terapie locali e generali (non c'è solo la isotretinoina) che possono dare ottimi risultati . probabilmente prima di partire con terapie così impegnative si può provare strade alternative. DEve riconsultare il dermatologo di fiducia.
Cordialità