Utente 288XXX
Gentilissimi,
ho 33 anni e non riesco ad avere figli con mia moglie, a causa di severa astenoteratozoospermia. Prima di sottoporci ad una tecnica di Pma, ci sono stati prescritti degli esami ad entrambi. Nel mio caso, dalla spermiocoltura, sono risultato positivo all'Ureoplasma Urealiticum (carica batterica 100.000). Gli specialisti del centro a cui ci siamo rivolti mi hanno detto che si tratta di un batterio facilmente curabile con antibiotici, ma io vi chiedo, visto che non ho avuto risposte soddisfacenti in merito, se questa infezione possa interferire o aver interferito con la mia fertilità, oltre che con la tecnica alla quale, a breve, dovremmo sottoporci.
Grazie per la risposta, resto dubbioso se il consulto andasse inserito in andrologia o urologia.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,la prassi preparatoria alla PMA prevede la negatività delle indagini batteriologiche,per cui deve seguire le indicazioni terapeutiche ricevute.Quanto l'ureaplasma sia responsabile della astenospermia,non è possibile saperlo,anche perché non porta riscontri analoghi riferiti al passato.E' frequente il riscontro di coppie che,dinanzi ad un problema di carattere generale,si "fermano" su aspetti importanti ma parcellari che ritardano l'iter prestabilito della fecondazione assisitita.Cordialità.
[#2] dopo  
Dr. Diego Pozza
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caro lettore,

una infezione da ureaplasma può alterare la fertilità di un maschio ma non può determinare uno stato di grave oligozoospermia.
Se lo specialista a cui vi siete rivolti ha ritenuto opportuno una PMA avrà ritenuto non possibile modificare sostanzialmente la sua condizione di fertilità. Comunque l'infezione da ureaplasma va debellata prima di procedere alle procedure di fecondazione assistita.
Cari saluti
[#3] dopo  
Utente 288XXX

Iscritto dal 2013
Gentile dottor Izzo, la ringrazio per la celere risposta. Vorrei solo precisare che conosciamo bene l'iter di accertamenti che precedono le varie tecniche di P.m.a., essendo già al secondo tentativo. Il nostro era un piccolo timore legato al fatto che lo specialista non ci ha risposto circa l'incidenza o meno dell'ureaplasma sull'esito della tecnica. Quanto al mio problema, legato all'astenoteratozoospermia, direi che è diventato a carattere "ignoto", più che "generale", dato che da quasi due anni, specialisti accreditati, dopo averci sottoposto alle più svariate indagini, purtroppo non hanno individuato le cause del disturbo, alternando le risposte "non lo so" alla parola "stress ossidativo". Peccato solo che il costoso cocktail di integratori antiossidanti che assumo da 15 mesi (ora ho smesso) abbia portato a miglioramenti minimi nei parametri seminali. Scusi se mi sono dilungato, ma è solo per farli capire che nonci attacchiamo a flebili speranze diverse dal vero problema, ed è anche vero che, purtroppo, non possiamo diventare i medici di noi stessi.
Grazie ancora.
[#4] dopo  
Utente 288XXX

Iscritto dal 2013
Grazie anche a lei, dottor Pozza, per la sua risposta. Lo specialista ci ha informati sull'impossibilità di effettuare la tecnica senza aver debellato l'infezione, anche se, nel mio caso, non si tratta di oligozoospermia, ma di astenoteratozoospermia.
Cordialità.
[#5] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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....segua le indicazioni dell'andrologo di riferimento.Il rispetto dell'iter è fondamentale per ottimizzare l'esito della PMA.Cordialità.