Utente 318XXX
Salve, vi scrivo per chiedere un consulto sul mio caso. Dopo aver avuto un malore importante, con perdita di conoscenza, ho subito un ricovero, in cui mi è stato diagnosticato un aneurisma dell'aorta ascendente. Dall'ecocardiogramma eseguito, risulta questo:
Radice aortica: ectasica(38mm la radice, 51mm aorta ascendente); arco 35mm
Atrio sinistro: di regolari dimensioni
Pericardio: nella norma
Flussimetria doppler: rigurgito aortico lieve
Conclusioni: ectasia aortica in particolare dell'aorta ascendente e dell'arco, ed insufficenza aortica lieve in paziente con familiarità per dissecazione aortica e aneurisma. Alterazioni della cinetica segmentaria del ventricolo sinistro di verosimile origine ischemica con funzione eiettiva globale normale. Rimodellamento concentrico del ventricolo sinistro.
Dall'angio tc il risultato è questo:
Si segnala ectasia del tratto ascendente dell'aorta toracica, che presenta diametro massimo di 47 mm. Deposizione di sali calcarei lungo le pareti dell'arco aorticoe del tratto prossimale dell'aorta discendente. Estese deposizioni di sali calcarei si rilevano in corrispondenza delle pareti dell'aorta addominale, nel tratto sottorenale e sui vasi iliaci, prevalentemente a destra dell'origine. Deposizione di sali calcarei si rilevano anche in corrispondenza delle pareti della coronaria di sinistra.
A questo punto ho ricevuto due pareri diversi: da una parte mi si consiglia di attendere, sottoponendomi ad un ecocardiogramma di controllo o angio tc tra circa tre mesi, continuando la terapia (Valpression-Plavix-Totalip-Normix-Pantoprazolo, e precedentemente a questo episodio Cardura e Coaprovel). Dall'altra mi si consiglia invece un intervento chirurgico che sarebbe utile dato anche la familiarità con questo tipo di patologie ( mia madre e tre fratelli deceduti per aneurisma/dissecazione aortica). Ora ho diversi dubbi e vorrei avere un altro parere da voi, vista la mia preoccupazione, dato gli infelici precedenti familiari.
Vi ringrazio, saluti

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Chiara Lestuzzi
28% attività
12% attualità
20% socialità
AVIANO (PN)
Rank MI+ 60
Iscritto dal 2012
Gentile signore,
in verità il suo è uno di quei casi in cui è molto difficile prendere una decisione. Il diametro dell' aorta non è tale da indicare un intervento, anche se negli ultimi anni il limite per l'indicazione chirurgica è stato un po' ridotto, soprattutto per i soggetti ad alto rischio (bicuspidia aortica, ma nel referto eco non se ne parla).
Mi lascia un po' perplessa la pesante familiarità: qualcuno aveva per caso una sindrome di Marfan o un' altra patologia ereditaria?.
L'altra cosa che mi lascia perplessa è l'accenno a una possibile cardiopatia ischemica: ha mai avuto disturbi? Mai fatto un test da sforzo? Adesso un test da sforzo non sarebbe indicato, ma una valutazione della situazione delle coronarie potrebbe far pendere la bilancia verso la decisione di operare, se ci fosse indicazione a intervenire anche lì.

Il mio personale consiglio è di fare un' angio RM (risonanza magnetica), che è ancora più precisa dell'angio-TAC, o di ripetere l'angio-TAC tra 4-6 mesi, includendo se possibile la TAC coronarica, e poi (con tutta la documentazione) sentire il parere di un paio di cardiochirurghi esperti in patologia dell' aorta, per una valutazione globale. Che include, oltre ai dati strumentali, la valutazione globale della sua situazione (altri problemi oltre all'ipertensione?), il suo stile di vita (sportivo? attivo? sedentario?) e anche la sua tranquillità psicologica. Se dai dati strumentali emergesse che lei ha una buona probabilità di doversi operare comunque entro qualche anno, forse conviene intervenire adesso (a 70 anni) e in elezione senza correre il rischio di operare a età più avanzata o in condizioni di urgenza.

[#2] dopo  
Utente 318XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio per il suo gentile parere. In famiglia nessuno aveva la sindrome di Marfan o altre patologie ereditarie, o almeno non sono mai state riscontrate o diagnosticate. L'unico carattere che ci accomunava tutti era l'ipertensione che nel mio caso è iniziata circa 15 anni fa in seguito ad un intervento ai reni in cui, a causa di calcoli, ho perso parte del rene stesso. Da quel momento in poi mi sono tenuto sotto controllo con la terapia e ho tenuto valori pressori sempre regolari intorno ai 120/80. Non ho mai fatto un test da sforzo, non mi è mai stato richiesto dato che fino a poco tempo fa non avvertivo nessun tipo di problema. Tutto è iniziato con un senso di affaticamento, spossatezza e stanchezza pesante che in un primo momento è stata associata all'età, al caldo e al mio stile di vita molto attivo. Fino al malore che ho avuto, in seguito al quale mi è stato diagnosticato l'aneurisma, che precedentemente non era mai stato riscontrato. Ho già preso appuntamento con un cardiologo di fiducia, il quale spero possa indicarmi dei cardiochirurghi a cui sottoporre la mia situazione, in modo da poter valutare al meglio. La ringrazio ancora per la sua risposta.
[#3] dopo  
Dr. Fabio Regoli
20% attività
0% attualità
12% socialità
PIOMBINO (LI)
Rank MI+ 32
Iscritto dal 2013
Concordo con quanto detto dalla Collega Chiara Lestuzzi, le indagini non sono complete, è indispensabile una angio RM con ovvia refertazione anche dei vasi epiaortici (Tronco anonimo Carotidi comuni,esterne ed interne per evidenziare eventuali stenosi a tale livello - se non è stato fatto un ecocolordoppler dei vasi cerebro afferenti). Giustamente la situazione del circolo coronarico è condizionante per l'intervento, ed anche per definire meglio la sua situazione cardiovascolare. Un ecg da sforzo presenta dei rischi, la coronarografia richiederebbe mani molto ma molto esperte per non fare danni a livello della aorta ectasica e calcifica, quindi concordo con una TC coronarica da effettuarsi a breve "in barba" alla doppia esposizione rx con la angioTC precedente (le TC di ultima generazione danno meno esposizione e poi non c'è rischio).
Fatto questo concordo nel sentire il parere di due cardiochirurghi esperti sulla patologia dell'aorta. Rimandare quanto sopra è inutile, crea ansia e basta.
Piuttosto vorrei fare una considerazione: aneurisma dell'aorta con placche calcifiche di tutta l'aorta è espressione di un quadro degenerativo aterosclerotico abbastanza comune ed anche acquisito (anche se un aneurisma dell'aorta ascendente oltre alla valvola aortica bisuspide è un fattore di rischio e per intuibili fattori emodinamici può evolvere in aneurisma dissecante sopratutto se la pressione arteriosa non è ben controllata) mentre un quadro familiare stretto di familiarietà di primo livello di quattro persone con aneurisma DISSECANTE,sopratutto se insorto nei fratelli non in età avanzata, indica fuor da ogni dubbio un problema genetico (S. di Marfan, Sindrome di Ehlers-Danlos, Sindrome di Noonan ecc ecc.) Le consiglerei di fare anche uno studio genetico per accertare od escludere se lei ha una patologia di questo tipo o no. Secondo me fa molta differenza per decidere su un intervento in elezione, differibile od una vigile attesa. Se poi deve essere fatto giustamente meglio eseguirlo alla sua età che in età più avanzata e magari in urgenza. Secondo me, anche se il parere del cardiochirurgo è dirimente, opterei valutato tutto per un intervento differibile.
Cordialmente,
[#4] dopo  
Utente 318XXX

Iscritto dal 2013
Vi ringrazio tantissimo per le vostre risposte molto accurate. Mi sono state molto utili. Porgo cordiali saluti
[#5] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
32% attività
16% attualità
16% socialità
MILANO (MI)
Rank MI+ 64
Iscritto dal 2010
Faccia una visita cardiochirurgica quanto prima, facendo visionare la TAC ad un collega.

La risonanza non aggiunge nulla a quanto già sappiamo.

47/48/49 mm, cambia poco.

Rimane il quadro di una importante familiarità per dissezione aortica,
calcio sulla coronaria sinistra ed alterazioni della cinetica segmentaria all'ecocardiogramma.

Penso che sia necessario programmare un ricovero per eseguire una coronarografia ed successivo intervento cardiochirurgico.

GI