Utente 319XXX
egregi dottori vi posto l'esito dei mie due doppler efettuati a 1 anno di distanza
ecocolordoppel dianmico del pene:
valutazione flussimetrica aa cavernosa sinistra dopo iniezione di 6 microgrammi di alprostadil
-10 minuti dalla iniezione,: PSV(M/S) 0.32 EDV (M/S) 0. 03 IP IR 0.89
-30 minuti dalla iniezione PSV(M/S) 0.53 EDV (M/S) 0 IP IR 1
tempo di accelerazione: 48
valutazione flussimetrica aa cavernosa destra:
10 minuti dall'iniezione: PSV(M/S) 0.36 EDV (M/S) 0 IP IR 1
30 minuti dall'iniezione: PSV(M/S) 0.41 EDV (M/S) 0 IP IR 1
tempo di accelerazione 54
ecostruttura corpi cavernosi dopo farmaco infusione: Normoecoica
erzioone completa . incurvamento pene assente
dopo questo esame che ha prodotto una erezione di 8 ore ho iniziato ad avvertire dolore ed il pene nelle settimane successive ha iniziato ad incurvarsi e retrarsi
mi sono rivolto presso altro andrologo che ha parlato di un principio di fibrosi e mi ha prescritto terpaia che ho seguti per un anno( anitiossidanti e antiinfiammatori) , ma l'erezione è sempre dolorosa ed il pene si è curvato sia nel punto della iniezione che nella parte dorsale, i corpi cavernosi sono dolenti l'erezione è molto difficoltosa, dopo tanto girare ho fatto nuova ecografia durante visita specilaistica presso altro andrologo, ecco il risultato: i è proceduto con un esame ecotomografico basale con apparecchiatura real time con sonda lineare da 10 e 13 MHz.

Referto: l'esame ecotomografico ha evidenziato una normale conformazione del pene con aspetto ecograficamente fisiologico delle diverse strutture anatomiche. Nella norma il rapporto corpi cavernosi/corpo spongioso uretrale. I piani ecotomografici sia longitudinali che trasversali in condizioni di base documentano la presenza di una condizione di fibrosi di media entità dei corpi cavernosi sopratutto nel loro tratto prossimale e distale, con aree di fibrosi localizzata di maggiore entità in corrsiposndenza delle estremità per circa 1 cm a sinistra. il setto intracaversnoso appare di spessore e costituzione normale in tutto il suo decorso,
Conculsioni: presenze di aree di fibrosi dei corpi cavernosi con irregolare distribuzione e di media entità.
ho seguito un nuova terapia per altri 6 mesi ma non è cambiato nulla, a breve avrò una di controllo, ma la fibrosi non è regredita per niente, l'elasticità è compromessa.
il nuovo specialista dopo visita di controllo mi ha parlato delle onde d'urto, sarebbero utili dopo essersi impasticcato per 2 anni senza risultato!!
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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

come già forse le è stato indicato, la fibrosi dei corpi cavernosi o, in medichese, Induratio Penis Plastica (IPP) o ancora malattia di La Peyronie è una patologia caratterizzata dalla formazione di placche fibrotiche all'interno della tunica albuginea del pene.

Questa malattia è facilmente associata a dolore e spesso a curvature anomale del pene durante l'erezione, nelle fasi più avanzate della malattia possono subentrare disturbi dell'erezione.
La causa della malattia è poco nota. Molti sono i fattori ipotizzati e spesso associati alla patologia. Tra questi i traumi sono ritenuti i più importanti, soprattutto i microtraumatismi che causano sanguinamento e successiva deposizione di fibrina con attivazione della normale reazione infiammatoria.

Altri fattori chiamati in causa sono quelli vascolari (aterosclerosi, ipertensione arteriosa) ed infettivi (uretriti, ecc.).

Una recente osservazione che antigeni HLA della classe II sono più comuni in uomini con induratio penis plastica fa ritenere molto suggestiva una causa autoimmunitaria.

Il disturbo erettivo interessa circa il 40% degli uomini colpiti da malattia di La Peyronie e le cause sembrano da imputare ad un problema vascolare di tipo arterioso, quando la placca allunga e assottiglia i vasi, oppure di tipo venoso per l'alterazioni dei normali meccanismi di occlusione venosa con conseguente aumentata fuga del sangue dai corpi cavernosi.

La malattia presenta un decorso molto variabile e a volte capita anche di osservare una risoluzione spontanea della placca. Per questo motivo il trattamento deve essere all'inizio di tipo farmacologico, conservativo con l'utilizzo di prodotti a base di vitamina E, farmaci antiinfiammatori ed “antifibrotici” (tra questi vi è il PABA, cioè l’acido paramminobenzoato di potassio).

Sono state provate anche altre terapie come gli ultrasuoni, la diatermia, la laserterapia, le iniezioni intraplacca di farmaci antiinfiammatori.

Da ultimo solo a nodulo stabilizzato ed in presenza di gravi incurvamenti o disturbi dell'erezione, può essere utile ricorrere ad un trattamento chirurgico che può prevedere l'inserimento di una protesi oppure l'uso di tecniche di chirurgia plastica che permettono l'escissione della placca stessa e la correzione dell'incurvamento.

Un cordiale saluto
[#2] dopo  


dal 2013
La ringrazio per la spiegazione dottor Beretta, io se posso aggiungere qualcosa non sono diabetico ed i miei ormoni sono nella norma, non ho mai subito traumi dato che non ho mai avuto rapporti completi, tutti questi fastidi li ho accusati dopo il doppler dinamico al quale è seguita una forte erezione, sino ad allora avevo solo probelmi di mantenimento ma l'erezione era rigida adesso a distanza di quasi 2 anni, ho sempre dolenzia anche a pene flaccido che appare retratto e al di sotto c'è come un tessuto duro, i farmaci che lei ha descritto li ho assunti per circa 2 anni con un lieve miglioramento per il dolore ma non per la funzionalità, tra l'altro il cialis 20 non mi da nessun effetto solo quelli collatrali, ed il viagra 50 mi fa ottenere una erezione gommosa rigida solo alla base e con glande flaccido che si mantine per poco!! oltre al fatto che con quella forte spinta del viagra i corpi cavernosi mi fanno male,
Da quello che scrive io non tornerei mai più come prima dato che il pene si è accorciato e ristretto alla base, lo specilaista dopo l'uteriore teropia Onde d'urto vuole sottopormi di nuovo a doppler dinamico ma ha senso nelle mie condizioni,
poi viene detto che questo test è sicuro ed indolore come mai mi ha provocato un dolore immenso e con solo 6 microgrammi l'erezione è stata rigida per quasi 8 ore provocando indubbiamente esiti fibrotici?? il mio dopplere dianmico iniziale era normale oppure c'è stata una risposta troppo forte??
grazie
P.S io non ho placche ma se ha letto aree iperecogene diffuse quindi non sono operabile con la chirurga di placca che posso fare se non vi saranno miglioramnti come 2 anni a questa parte??
[#3] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Quello che deve fare è sempre seguire attentamente tutte le indicazioni che le darà,in diretta, il suo andrologo di riferimento, non drammatizzi, non faccia autodiagnosi e non si autoprescriva terapie da solo!
[#4] dopo  


dal 2013
e chi si è scritto mai terapie, dal doloroso evento ho seguito le scrupolsamente le indicazioni di 2 andrologi:
il primo mi ha prescritto: trental, vitamina e, propelberry per 6 mesi : costo terpia circa 600 euro, risultati 0 cosi ho cambiato aria.
nuovo andrologo terpia sempre di 6 mesi: cialis one day, vitamina e, ginko e tradamix: costo detella terpia: 1500 euro: rislutati 0 non mi ha proposto infiltrazioni perchè la fibrosi è di tipo diffuso e non ci sono placche
risultati nulli.
a questo punto inizio a pensare che contro questa malattia non c'è nessun rimedio, solo banali paliativi,
tanto per restare in tema l'ultimo andrologo e siamo al terzo ha parlato di onde d'urto come risolutive e sinceramente non ne sono convinto per questo chiedevo un parere
esiste solo una gran confusione e si spendono molti soldi inutilmente,
tutti sono bravi a disgnosticarla ma nessuno è in grado di curarla!!!
[#5] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

si rilegga quello che lo ho già scritto in particolare:

"La malattia presenta un decorso molto variabile e a volte capita anche di osservare una risoluzione spontanea della placca. Per questo motivo il trattamento deve essere all'inizio di tipo farmacologico, conservativo con l'utilizzo di prodotti a base di vitamina E, farmaci antiinfiammatori ed “anti fibrotici” (tra questi vi è il PABA, cioè l’acido paramminobenzoato di potassio).

Sono state provate anche altre terapie come onde d'urto (ESWL), gli ultrasuoni, la diatermia, la laserterapia, le iniezioni intra placca di farmaci antiinfiammatori.

Da ultimo solo a nodulo stabilizzato ed in presenza di gravi incurvamenti o disturbi dell'erezione, può essere utile ricorrere ad un trattamento chirurgico che può prevedere l'inserimento di una protesi oppure l'uso di tecniche di chirurgia plastica che permettono, quando possibile, l'escissione della placca stessa e la correzione dell'incurvamento."

Un cordiale saluto
[#6] dopo  


dal 2013
si ho riletto con attenzione e sono sempre più convinto che l'andrologia non può nulla, e le terapie sono solo tentativi, nel mio caso le terapie sono iniziate subito dopo l'evento e non hanno stabilizzato un bel nulla perchè a distanza di un anno la fibrosi è degenerata, a meno che il pripismo l'aveva già prodotta, cmq l'incurvamento cosi come il deficit erettile sono stati progressivi, e se il cialis mi dava una risposta con erezioni tumescenze mattutine adesso non fa proprio effetto: mette solo mal di testa occhio secco, dolori alle gambe che ho sopportato per 6 mesi.
Non capisco perchè la mutua non passa i farmaci per i trattamenti, e soprattutto il ssn non fa trattamenti!!!!
io attualmente sono la verde ho speso tutti i miei risparmi con la speranza di risolvere ma come vede non ho risolto nulla, adesso che faccio vado a rubare per avere denaro per curarmi!!!!
[#7] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

quello che, da questa postazione, possiamo dirle è che in circa il 30% dei casi le terapie non riescono ad arrestare la situazione patologica.

Ancora un cordiale saluto.
[#8] dopo  


dal 2013
il 30% è una percentuale alta, significa 1 su 3, cmq al di la delle percentuali, la mia funzionalità seppur presente un buon flusso sanguigno è scarsa a anche con gli inibitori, il dolore è molto ridotto. Cilalis 20 provoca solo una modica tumescenza, sono proprio sfortunato a rientrare in quella percentuale, e più sfortunato ad essere disoccupato e non poter tentare altri trattamenti,
un curiosità ma se dovesse essere necessaria la protesi essa rimuoverebbe le aree fibrotiche oppure si limiterebbe a sirarle, stò parlando di fiborsi che non coinvolge la tunica bensi le trabecole dei corpi cavernosi!!
[#9] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Gentile lettore,

quando sarà necessario e se sarà necessario inserire una protesi, il suo andrologo le spiegherà, in funzione della sua situazione anatomica particolare presente, la procedura chirurgica che si dovrà seguire.

Ancora un cordiale saluto.