Utente 319XXX
Gent.mo Dottore,
mi chiamo A. e ho 27 anni e mezzo. Le espongo il mio problema: soffro di
eiaculazione ritardata.
Le racconto, il più brevemente possibile, la mia “biografia sessuale”, per
poterLe dar modo di capire le cause del mio problema. La mia “non” prima
volta
è stata a 20 anni: ma è stata una “non volta”, nel senso che non riuscii,
feci
“cilecca”. La ragazza mi piaceva molto, ma non la conoscevo bene e non ebbi
più
possibilità di rivederla. Non credo sia stato un trauma gigantesco, ma forse
ha
influito negli anni successivi, perché da quella volta , per vari motivi
(insuccessi universitari, mancanza di autostima ), non sono andato più con
una
donna fino ai 25 anni. La mia prima volta ufficiale è stata abbastanza
squallida, con una ragazza verso la quale non ero troppo attratto, una sera
che entrambi
avevamo bevuto troppo. La prima volta è stata anche l’unica in cui sono
riuscito ad eiaculare tramite la penetrazione. Perché? Perché era la prima
volta, o perché ero ubriaco? Fatto sta che con le successive partner che ho
avuto fino ad oggi non sono più riuscito a “venire” in maniera normale: né
con
penetrazione, né con stimolazione orale o manuale da parte di lei, ma solo
masturbandomi davanti a loro. Le dico che per nessuna di queste ragazze ( 5
in
totale) provavo alcun sentimento: nella quasi totalità dei casi si sono
trattati di rapporti occasionali, che mi lasciavano sempre con un gran senso
di
colpa e squallore (quello che ho visto chiamarsi “post-sex blues”). E’
importante aggiungere che, nonostante reputassi alcune di loro carine,
nessuna
mi attraeva in maniera eccezionale. Anzi, a dire il vero, si è quasi sempre
trattato di un “accontentarsi”: capisce che questo non è un buon punto di
partenza, dopo due o tre incontri le mollavo. Non credo di essere
estremamente
selettivo: quando vedo ragazze in giro, mi sento attratto dalla maggior
parte
di loro. Ho iniziato a pensare che forse il sesso non sia per me, ho visto in
internet dei siti che parlano di persone che se ne dicono serenamente
disinteressate, ma non è questo il mio caso: in alcuni momenti il pensiero
diventa fisso, una vera ossessione. Le poche volte che mi è capitato di
farlo,
però, non mi è piaciuto. Insensibilità del pene? Nei rari periodi della mia
vita che ho avuto rapporti sessuali regolari, ho provato a non masturbarmi
per
molti giorni: ero sì più sensibile alla frizione, e quindi provavo un po’ di
piacere, ma comunque non riuscivo a finire. È come se mentre facessi l’amore
non sentissi quella capacità di “immersione mentale” nel piacere, mi distacco
dalle sensazioni del mio corpo, non mi “concentro”. Cosa che riesco benissimo
a
fare con la masturbazione, ed è questo l’ultimo punto che le chiedo la
pazienza di leggere, perché nella mia autoanalisi la ritengo la causa prima
del
mio problema. Come le ho detto, ho iniziato a fare sesso da poco più di due
anni: la mia, come immaginerà, è stata quindi un’adolescenza e u

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
dubito fortemente che vi sia una componente fisica nel suo problema, essendo che le ha eiaculazioni in alcune particolari occasioni, e sempre quelle, ma non in tutte le altre. Solo una modestissima e rara alterazione ormonale potrebbe provocare questo. Ne parli con un collega "al volo", e se è come penso senta uno psicologo.
[#2] dopo  
Utente 319XXX

Iscritto dal 2013
La mail non mi è stata pubblicata tutta, perchè troppo lunga: aggiungo l'ultimo pezzo, che credo sia fondamentale.
Come le ho detto, ho iniziato a fare sesso da poco più di due
>anni: la mia, come immaginerà, è stata quindi un’adolescenza e una prima
>giovinezza segnata da un’acuta ed amara frustrazione sessuale, la quale ha
>radicalizzato la mia naturale tendenza all’isolamento , alla malinconia e
all’
>autocommiserazione, oltre a una forte insicurezza sul mio aspetto fisico.
>Situazione che in buona parte credo di aver superato, fortunatamente, ma che
>credo presenti ancora oggi i suoi strascichi. Ovviamente questi anni sono
>sempre ricorso alla masturbazione: durante l’adolescenza con vhs e dvd, e
dai
>20 anni circa in poi con internet, che ritengo il grande male, quasi una
>dipendenza. Cosa ha provocato psicologicamente la visione di materiale
>pornografico sul Web? Innanzitutto, l’infinita possibilità di scelta ha
fatto
>sì che diventassi sempre più selettivo nella scelta dei filmati, facendo
>durare
>la masturbazione, a volte, anche più di 2 ore (!). In secondo luogo il porno
>mi
>dà la possibilità di soddisfare, almeno visivamente, le mie fantasie più
>morbose. È questo il punto: se a 17 anni mi bastava un film di Tinto Brass
>per
>andare in estasi, adesso i video di internet mi danno l’opportunità di
vedere
>di tutto: e io, le confesso con un po’ di senso di colpa, sono eccitato da
>filmati dove si simulano situazioni di incesto, o dove attrici poco più che
>diciottenni fingono di essere più giovani. (basta andare in un qualsiasi
sito
>hard per vedere che tra le categorie più cliccate ci sono “mom”, “daughter”,
>“family”, “teen” ecc. La mia “perversione” dunque deve essere abbastanza
>comune). Questo è l’aspetto che ritengo più nocivo: girando per strada, mi
>sto
>accorgendo di essere fortemente attratto dalle liceali sul modello “lolita”
>(cioè un misto di sensualità e innocenza, angelicate e perverse allo stesso
>tempo - per farle un esempio, l'attrice del film “Gocce d’acqua su
>pietre roventi”, le bagnanti di Renoir o le modelle di Balthus. Ricordo che
>per anni mi sono
>masturbato vedendo i “Contes Immoraux” di Borowczyk, dove un gruppo di
bionde
>adolescenti fanno il bagno nude) e mi sto rendendo conto che, più passa il
>tempo, più questo territorio sarà per me tabù, e rimpiango gli anni in cui
>potenzialmente sarei potuto andare con una di loro e non l'ho fatto. La
>ragazza, a quel tempo 17enne, con la quale non riuscii la prima volta, e di
>cui
>mi sentivo se non innamorato, perlomeno invaghito, rimane un sordo rimpianto
>che ancora vaga nella memoria come un fantasma. Che sia stata quella
“lolita”
>di allora, quell’amore non consumato, a tenermi ancor oggi legato a quel
>modello di femminilità? Non saprei. So solo che sono sempre stato attratto
da
>“fanciulle petrarchesche”, mi sono sempre consumato in amori non corrisposti
>e
>struggenti. Sono stato a lungo un giovane Werther. Adesso, al contrario,
>sento
>un’aridità sentimentale che è preoccupante. Vorrei fare il cinico
>dongiovanni,
>ma non ci riesco. Vado a letto con donne che quasi disprezzo e anni luci dai
>miei ideali. La distanza tra le mie fantasie e la realtà è quella che, a mio
>avviso, è causa della mia “impotenza”, perché forse è così che dovrei
>chiamarla, un’impotenza non tanto tragica come quella effettiva, ma
beffarda,
>scoraggiante, perché soddisfa le mie partner e non me (posso durare quanto
>voglio), non mi fa provare piacere, mi allontana dal sesso e mi fa ritornare
>nel solipsismo masturbatorio. Sabato mi incontro con una ragazza e mi trovo
>nella paradossale situazione di preferire passare la sera in uno dei soliti
>siti internet.
>La ringrazio per l’attenzione, la concisione non è il mio forte.
>
>Distinti Saluti.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Cavallini
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noto che è pittusto attento alle narraziomni. Ma la sostanza della mia risposta non cambia.