Utente 279XXX
Salve,
scrivo per cercare di orientarmi ahimè nel vasto mare delle cure oggi disponibili per l'ipp.
A quanto ho capito esistono diverse scuole di pensiero in materia: c'è chi ti propone solo terapia farmacologica sconsigliandoti tutto il resto; chi ti fa fare le onde d'urto (terapia che ho fatto io); chi la ionoforesi; e chi infine le infiltrazioni...
La prima categoria è quella che azzarda di meno, lasciando tutto alla evoluzione naturale della malattia; le altre tentano con un approccio fisico di fermare la crescita della placca. Sulle infiltrazioni esiste un dibattitto aperto: quelli che le sconsigliano motivano tale atteggiamento partendo dalla considerazione che in se stessa la penetrazione ripetuta nel tempo di un ago nel pene è un microtrauma, dunque andrebbe a peggiorare la situazione... Ora io mi chiedo e vi chiedo: esistono studi scientifici e statistici sul metodo delle infiltrazioni periplacca a base di verapamile o pentossifillina? Se sì qual è l'esito in termini di risultati? Come malato/paziente posso accedervi, in modo da farmi un'idea?


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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,nell'universo della terapia della IPP esistono delle galassie oscure che,specie in giovane età,portano ad escludere la presenza di una malattia potenzialmente degenerativa,il più spesso appannaggio di Pazienti dismetabolici (diabete, ipertensione, dislipidemia etc.) e/o riferenti documentati traumi locali.Questo gap diagnostico ha portato,a mio avviso,ad una "confusione terapeutica" con navigazione a vista,spesso,senza un razionale.A questo punto,il consiglio è di contattare un esperto andrologo che abbia un'esperienza consolidata nel campo specifico.Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 279XXX

Iscritto dal 2012
La ringrazio, dottore. Affidarmi ad un esperto andrologo è certamente un buon consiglio, anche se proprio da uno che doveva essere un luminare nel settore ho ricevuto purtroppo risposte sommarie.
In ogni caso, la mia domanda resta. Ripeto: quali sono i dati statistici a sostegno delle infiltrazioni? Quali sono i pro e quali i contro?
Capisco che non cia una cura ben definita, ma avranno fatto degli esperimenti per testare le suddette terapie e valutarne in qualche modo l'efficacia?...
Insomma, non posso sentirmi dire da uno specialista (come mi è capitato): "scopa fin che puoi, per il resto non fare niente, vediamo come va".
Vorrei dei dati con cui potermi confrontare, non scuole di pensiero e astrazioni varie!