Utente 319XXX
Nel mese di aprile sono stato ricoverato per numerose extrasistole e una ipocinesi per sospetto infarto;poi da analisi effettuate tra cui la coronografia tutto risultò negativo
fui dimesso dopo 8 giorni ma con ancora forti extrasistole:la cura bisoprololo da 5 mg.
Dopo un mese al controllo l'holter conteggio ancora 7000 extrasistole con doppiette e qualche tripletta;su mia richiesta il dottore che mi seguiva mi indirizzo in un altro ospedale più specializzato a napoli. Mi fecero ripetere tutto naturalmente: holter, eco.
Dall'eco però risultò la completa assenza di ipocinesi:il cuore era tornato a funzionare normalmente.Mi fecero fare la risonanza al cuore dove risultò una sospetta dispasia aritmogena per cui ricoverato di nuovo ma all'ospedale a napoli feci alla fine di luglio lo studio elettrofisiologico con chiaramente possibilità(quasi certa) di impianto del defibrillatore.L'esame però risultò negativo e mi sembro di rinascere.Nel frattempoa mentre facevo tutti questi analisi sono arrivato allo studio con assenza di extrasistole sentendomi proprio bene però non mi hanno saputo dire la causa di tutto prescrivendomi ancora il bisoprololo. Da ieri però mi sono ritornate delle extrasistole non come la prima volta ma mi hanno fatto innervosire facendomi avere paura.La domanda: posso stare tranquillo con tutti gli esami che ho fatto e soprattutto devo convivere con questi disturbi non li caccerò mai del tutto via? Grazie di una possibile risposta,spero si capisca bene in questo mio epilogo. aspetto una risposta ...grazie!

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Guardi se c'è stato il sospetto di una displasia aritmogena del VD mi lascia perplesso che sia stato effettuato direttamente uno studio elettrofisiologico enon sia stata effettuata invece una RMN cardiaca in un centro di eccellezza (essendo l'indagine da preferire) per escludere questo tipo di problema. Se dalla RMN (ripeto da eseguirsi in un centro con esperienza in DAVD e in assenza di extrasistolia, quindi preferibilmente durante terapia antairitmica efficace) risulta che lei non ha una DAVD allora la sua extrasistolia è benigna e segue i criteri della benignità, ossia: è difficile trattarla farmacologicamente, può presentarsi capricciosamente, ma non è pericolosa e spesso occorre conviverci.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 319XXX

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gentile dottore la ringrazio innanzitutto di aver preso in esame il mio caso.
Forse non mi sono espresso bene,la RMN l'ho fatta ad acerra e poi mi è stato fatto lo studio elettrofisiologico,infatti la diagnosi della RMN gliela scrivo tutta per intero e dice:
sintesi:
-Ventricolo sinistro non dilatato e con normale funzione sistolica regionale e globale.
-Ventricolo destro lievemente dilatato e con normale funzione sistolica regionale e globale.
-immagini morfologiche pre-contrasto compatibili con la presenza di aree miocardiche di infiltrazione
adiposa coinvolgnenti le pareti anteriore ed antero-settale del ventricolo sinistro ed il tratto di efflusso
del ventricolo destro.
CONCLUSIONI
Nel complesso,elementi morfologici sospetti ma non diagnostici per cardiomiopatia aritmogena ad interessamento biventricolare;utile raccordo clinico strumentale.
Questo è stato il referto della RMN.
poi mi è stata fatto lo studio elettrofisologico con il seguente esito:
DIAGNOSI:
studio elettrofisiologico negativo per aritmie inducibili in paziente con anamnesi di aritmie ipocinetiche ventricolari e pattern morfologico RMN sospetto,ma non diagnostico per displasia aritmogena ad interessamento biventricolare.
Questo è quanto mi è stato fatto.
Spero che riprenderà in esame quanto ho aggiunto alla precendente e mail.
la ringrazio e le auguro buon lavoro .
antonio
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Al suo posto continuerei a monitorizzare l'evoluzione delle alterazioni riscontrate con una nuova RMN dopo 1 anno. Il sospetto e non la certezza di DAVD potrebbe dipendere da un'esperienza in merito non particolarmente elevata da parte del centro che ha eseguito la RMN (personalmente mi affido in questi casi alla risposta autorevole di un paio di centri italiani come quello del S. Matteo di Pavia e quello dell'Università di Padova e proprio per non restare nel "limbo" diagnostico). I risultati dello studio elettrofisiologico sono più tranquillizzanti. Continui con la terapia consigliata
Cordialità