Utente 319XXX
Buon pomeriggio,
ho letto alcuni articoli relativi a studi che dimostrano come, tra gli altri, gli psicofarmaci possono essere causa di un alta percentuale di frammentazione del dna spermatico.

Mi conferma la veridicità di tale informazione?

Antefatto: mio marito, ormai da 18 anni, assume in via continuativa - dietro prescrizione di uno psichiatra - una serie di farmaci (minias, clopixol, tegretol e ). Negli ultimi tempi i medicinali sembrano non sortire più l'effetto desiderato infatti mio marito ha avuto parecchie ricadute (manie di persecuzione). Con fatica l'ho convinto a cambiare e a rivolgersi al centro di sanità mentale della nostra città. Al primo consulto ci è stato detto che ormai i farmaci che prende sono troppi, inadatti alla problematica e "vecchi"; il primo step sarà dunque la sostituzione graduale con psicofarmaci di nuova generazione (ma temo che hai fini della pma nulla cambierà).

Arrivo al dunque: io ho 34 anni, lui 41. Abbiamo alle spalle 5 imsi (tra Belgio, Italia ed Austria). L'unico problema riscontrato è una marcata OAT (ma nessuno mai ci ha consigliato di fare il tunel test). Al primo tentativo basso tasso di fertilizzazione (metà). In media da 10 ovociti di partenza ci ritroviamo con due embrioni da trasferire, solo una volta due blastocisti. Beta sempre assenti. A detta dei medici su di me non riscontrano problemi, il dito è puntato sul seme (forme normali dal 3 al 6%).

Farò fare a mio marito il tunel test ma, domando, nel caso di alta % di frammentazione quali strade possiamo percorrere?
Io mi sono fatta queste idee:

1) provare con seme prelevato con biopsia direttamente dai testicoli (ho letto che gli spermatozoi prelevati dai testicoli presentano una frammentazione minore rispetto a quelli presenti nel LS)
2) passare all'eterologa (donazione seme)

Sono corrette le mie proposte/ipotesi? Ha comunque senso fare cure con antiossidanti? (in fin dei conti le due blastocisti le abbiamo avute dopo 3 mesi di genadis).

Ultima domanda: in un sito spagnolo ho letto di una nuova tecnica chiamata MACS (una tecnica che permette la selezione immunomagnetica di spermatozoi sani e ottimi per la fertilizzazione dell’ovulo separandoli da quelli con marcatori apoptotici, destinati a morire). Ne ha mai sentito parlare?

La ringrazio per quanto potrà dirmi.

A.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Cara Utente,capisco l'ansia ma,Le assicuro,non sarà con le autodiagnosi e fantasiosi ricorsi a tecniche di PMA invasive ,che riuscirete ad ottimizzare una fecondazione,spontanea o medicalmente assistita.Segue i consigli degli specialisti di riferimento che avranno le competenze idonee a sddisfare le sue curiosità ed a ricorrere alla strategia terapeutica idonea.Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 319XXX

Iscritto dal 2013
La ringrazio per la risposta.

Cerco informazioni su possibili soluzioni alternative per natura (dopo 5 negativi ormai c'è un principio di rassegnazione non d'ansia).

I vari specialisti che ho consultato sono i primi a dirsi basiti, non riescono infatti a capire come non abbia ancora funzionato (siamo in una botte di ferro). Gli stessi specialisti, gira e volta, mi propongono sempre gli stessi protocolli e le stesse tecniche che, evidentemente, per il nostro caso non vanno bene (non può essere sempre e solo sfortuna). Il tempo passa, io invecchio, i soldi finiscono (ed anche la buona volontà), ritengo dunque necessario darmi da fare nel tentativo di trovare un qualcosa che possa fare la differenza.

Visto che il problema è il seme mi sembrerebbe sensato studiarlo in maniera più approfondita (considerato che la visita andrologica, le eco e gli esami ormonali non hanno mai giustificato la scarsa qualità del LS e visti i 5 negativi nonostante la mia giovane età ed un quadro più che buono, cercare una spiegazione studiando meglio il LS di mio marito non mi sembra una strada insensata).

La tecnica macs di cui le parlavo non è per niente invasiva, trattasi semplicemente di una novità proposta da alcune cliniche spagnole. Di certo è recente e poco conosciuta. Essendo una novità non c'è ancora la possibilità di verificare la sua effettiva utilità (se può fare la differenza o meno), ma, mi vien da dire, piuttosto che continuare con la stessa minestra di tecnica e protocollo che non ha mai portato a niente, magari aggiungere un ingrediente alla ricetta potrebbe, finalmente, far uscire la torta. Magari poi si rivelerà sostanzialmente indifferente come l'imsi (inizialmente osannata).

Cordialità.

A.

[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...per tecnica invsiva alludevo al prelievo degli spermatozoi dal testicolo...Trovo inspiegabile la richiesta sulla opportunita' di ricorrere ad una fecondazione eterologa e Le ricordo che il problema e' sempre di coppia.Ho il sospetto che suo marito sia stato poco seguito da un andrologo...Cordialita'
[#4] dopo  
Utente 319XXX

Iscritto dal 2013
Rispondo al volo.

Con tutti i pickup e le anestesie che mi sono cuccata io, anche se mio marito facesse il prelievo degli spermatozoi direttamente dal testicolo ... non morirebbe di certo ;-)

All'epoca - prima di affidarci ad un centro di pma - non trovando un andrologo privato in zona ci rivolgemmo al SSN. Abbiamo seguito il classico iter (spermiogramma e spermiocoltura, visita andro, dosaggi ormonali ed eco. Risultato tutto ok ci prescrissero cura di 3 mesi con carnitene e nicetile - se ricordo bene - e poi altro spermiogramma. Risultato? Tutti i valori peggiorati. Altra cura ed altro risultato infausto. Nell'ultima visita sul foglio ci hanno scritto di prendere in considerazione una tecnica di procreazione medicalmente assistita e così siamo stati liquidati).

Ci siamo così rivolti ad un centro (nel tempo a 3 diversi), di esami ne abbiamo fatti a iosa, io in particolar modo (dosaggi ormonali, pannello della trombofilia, gli esami per la poliabortività - che dopo 3 negativi ti fanno fare comunque - ecografie, sonoisterosalpingografia, isteroscopia diagnostica con biopsia e pure operativa per un piccolo polipo ... durante le stimolazioni i valori ormonali, la risposta alla stimolazione, lo stato dell'endometrio e via dicendo sono sempre stati definiti ottimi).

Se gli esami fatti fino ad oggi non hanno giustificato la qualità del LS, cos'altro possiamo fare? E poi, in ogni caso, la soluzione quale sarebbe? A parte le cure a base di antiossidanti (per lui), non ci è mai stato proposto altro. Idee, indicazioni, spunti?

La ringrazio.

A.
[#5] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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...non potendo visitare ne' prendere visione delle analisi eseguite,non posso che invitarLa a seguire i consigli di uno specialista con certificate esperienze nel campo della fisiopatologia della riproduzione.Da questa postazione telematica,inoltre,non ci e' consentito di prescrivere alcuna terapia.Cordialita'