Utente 306XXX
ho ricevuto un vs consulto in occasione della prima fibrillazione atriale circa 3 mesi fa. Ho effettuato con il cardiologo ECG ed ecocardiogramma , ho effettuato tutte le analisi del sangue e non è stato riscontrato nulla di anomalo. Solo l'holter cardiaco ha evidenziato qualche extrasistole. Cura: 1 olpress il mattino, 1 /2zanedip la sera e due compresse di almarytmt al giorno. Tutto bene per tre mesi salvo qualche extrasistolein fase di digestione( soffro di ernia iatale) L'altro ieri al mattino unan uova fibrillazione( pressione sistolica 160, diastolica 115 , frequenza carduaca 120)Ricovero al pronto soccorso dove a seguito di ecg mi riscontravano solo alcune extrasistole. nessuna cura , solo un calmante e in osservazione (seduta in una saletta da sola per tre ore senza monitor) dopo tre ore arrivo del cardiologo, nuovo ecg e diagnosi di fibrillazione, Riconversione con una endovena di almarytm e monitoraggio per circa 3 ore. Dopo 5minut dall'endovena il cuore torma normale. Il medico del pronto soccorso 8 non era un cardiologo) mi ha detto che sono a rischio di ictus perché alla 2° fibrillazione , perché donna in sovrappeso e perché ipertesa( mb. l'ipertensione del tutto ballerina in me è comgenita e ne soffrivo anche a 16 anni quando pesavo meno di 5o kg ed è legata all'ansia ed all'emotività- /Se faccio tre misurazioni tra la prima e la terza fatte a distanza di pochi minuti cè una differenza di 30 o 30 punti) Mi ha consigliato l'anticoagulazione con i nuovi farmaci , sentito il cardiologo. Questi,interpellato telefonicamente , mi ha detto che i nuovi farmaci non sono ancora testati edè in dubbio sul coumadin in quanto il mio tempo di protrombina è vicino al minimo ed ho solo 150.000 piastrine ( mia madre è morta di piastrinopenia)
Mi ha consigliato la cardioaspirina.
Pensate che sia sufficiente o corro gravi rischi?

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Dr. Vincenzo Martino
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Gentile utente,
il suo caso è al limite tra quelli che necessitano effettivamente di una terapia anticoagulante o no. La scelta di una o l'altra terapia spetta francamente al cardiologo che l'ha in cura, i quali può effettivamente meglio valutare il suo reale rischio trombotico.
Saluti