Utente 155XXX
Nel 2000, due impianti (21/23) per una protesi di tre elementi producono , alla prima masticazione, dolori acutissimi alle ATM che , dopo circa tre mesi, diventando cronici, perdono virulenza ma mi lasciano una nevralgia emi facciale sinistra che costituisce una costante cronica della mia sopraggiunta pessima qualità di vita.
Nel tempo, a questa algia facciale si è associata, una cefalea muscolo tensiva costante accompagnata da dolori orbitali e da improvvise ma croniche sensazioni di vertigini e di capogiri ( encefalo e tronco indenni per referto di RMN 2012) .
Soffro altresì di una cervicalgia cronica, refrattaria a trattamenti fisioterapici .
Da oltre dodici anni sono stata inutilmente alla ricerca di qualcuno ( dentista, gnatologo, ortopedico, neurologo, otorino, omeopata, agopuntore, fisioterapista) che riuscisse a zittire quel cane che mi morde la faccia e a bloccare vertigini, capogiri, cefalea costante e cervicalgia perenne .
Le mie ricerche su internet purtroppo sembrano ricondurre il mio caso ad una algia facciale atipica che praticamente non trova terapia risolutiva ma solo farmacologica e palliativa che, per altro, non riesco a tollerare.
Tuttavia , in relazione alla mia esperienza, ai miei sintomi (spesso mi sento la testa come "tirata" o avverto capogiri solo a toccarmi il viso) e alle mie navigazioni sul web , credo che l'ipotesi diagnostica più probabile sia la seguente.
L'iniziale masticazione sugli impianti ha determinato una severa modifica delle ATM (dolori acutissimi ) e conseguentemente della mandibola che , nel tempo, ha attivato scompensi nelle fasce muscolari del collo ad essa collegate con ripercussioni muscolo tensive al rachide e di cefalea cronica e vertigini/capogiri improvvise; infatti i momenti meno oppressivi sono al risveglio (dopo il rilassamento muscolare del riposo notturno) e quando assumo una posizione assolutamente "ferma" di collo e viso con le fasce muscolari che "tirano"meno e meno opprimono il viso e la testa.
La nevralgia emi facciale cronica é sicuramente anch'essa conseguenza di questo stravolgimento delle fasce muscolari collegate alla mandibola .
L'impianto é perfettamente osteointegrato e per questo mi é stato sempre sconsigliato di toglierlo.
Ovviamente ho provato almeno una mezza dozzina di bite ma nessuno che mi abbia dato il benché minimo sollievo, anzi , sempre, un peggioramento.
Chiedo, pertanto, se é possibile intervenire chirurgicamente sulle ATM per riposizionare la mandibola e sperare in un fisiologico ripristino delle fasce muscolari ad essa collegate.
Se la risposta é negativa, chiedo se é possibile che un bite, prima di produrre effetti risolutivi, possa provocare un peggioramento della sintomatologia o, come ritengo, non debba invece dare, nell'immediato, un sollievo rispetto alla situazione precedente. Sono io insofferente e pretenziosa oppure devo pensare che ho incontrato solo gnatologi incapaci?

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[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, " credo che l'ipotesi diagnostica più probabile sia la seguente..." . Concordo sostanzialmente con la sua "diagnosi".
Se ha provato "una mezza dozzina di bite" senza risultato, o la causa è altrove (ma non credo) o forse si deve cambiare la "filosofia" che ha ispirato i bite fin qui realizzati.
Dire "bite" é come dire "pillola" : rappresenta un trattamento assolutamente individuale, e consiste nella configurazione tecnica e artigianale di un ragionamento diagnostico e di una ipotesi terapeutica formulata dal dentista-gnatologo che lo prescrive e realizza.
L'approccio per via occlusale prende in considerazione una patogenesi meccanica del suo problema, che poco si giova di terapie mediche, se non per momentaneo sollievo: se continuo a picchiarle un dito può darsi che l'analgesico le faccia bene, ma se non smetto di picchiarla....
Se il caso presenta le indicazioni e se la conformazione del bite é adatta, gli effetti sono solitamente rapidi, a meno di grandi presenze di aspetti aggravanti, che spesso sono l'esito del lungo perdurare del problema.
Bisognerebbe sapere quale conformazione avevano i bite per lei realizzati, quale razionale seguivano, per quanto tempo le era stato detto di portarli.
Nelle problematiche ATM ricorrere alla chirurgia senza un preliminare beneficio con terapie non chirurgiche può essere rischioso: gli insuccessi con i suoi bite sono certamente spiacevoli, ma un insuccesso chirurgico lo è di più.
Non credo si possa dire di più via rete, senza poter visitare il paziente.
Le suggerirei di dare un'occhiata, in questo stesso sito, agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema. Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1408-vertigine-pertinenza-odontoiatrica.html
http://www.medicitalia.it/minforma/Odontoiatria-e-odontostomatologia/934/La-cefalea-che-viene-dalla-bocca
www.studiober.com/pdf/Cefalea_Otite_Cervicalgia.pdf

Cordiali saluti ed auguri
[#2] dopo  
Utente 155XXX

Iscritto dal 2006
Egregio dottore,

ringrazio per il pronto riscontro.
Lei, tra le righe, ha parzialmente giustificato l'opportunità del mio quesito che coerentemente ho rivolto al chirurgo maxillo-facciale.
Perché vede un bite essendo, come ritengo e con lei condivido , un manufatto artigianale da un lato ma scientificamente predisposto per ottenere risultati funzionali dall'altro, dovrebbe dare rapide e positive risposte al suo primo utilizzo. Deve dare immediato sollievo al paziente non può peggiorargli la sintomatologia.
Quando il paziente, invece, avverte sensazioni peggiorative le possibilità sono due: riporlo o dare allo gnatologo che lo ha predisposto l'opportunità di modificarlo. Una volta, due volte, alla terza si dismette e si abbandona il professionista.
E lo si fa con dispiacere, anche economico ovviamente.
Una sola volta, nelle mie svariate peregrinazioni, mi é capitato d'incontrare uno gnatologo il cui bite era stato in grado , subito, appena indossato, di allentare la tensione ed eliminare l'algia facciale e la cefalea.
E' successo quest'anno dopo numerose e sfortunate esperienze.
Ma purtroppo , al primo controllo (ero andata entusiasta per congratularmi ed esprimergli la mia soddisfazione per il miracoloso risultato), cosa fa questo gnatologo ? mi modifica il suo bite .
E le sensazioni vertiginose e i sintomi dolorosi sono tornati maggiori di quelli iniziali.
E a nulla é valsa la richiesta di ripristinare il primo manufatto perché ha continuato nelle sue periodiche e sempre peggiorative modifiche sino a costringermi ad abbandonare la terapia ( non riuscivo quasi più a camminare per lo stato vertiginoso) .
Pazzesco! o forse...stupida impostazione di chi doveva giustificarne durata e costo.
Ecco perché ho chiesto il parere del chirurgo semmai esistesse una letteratura positiva al riguardo. Cordialità.


[#3] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, io leggo diversamente la sua storia:
"Una sola volta, nelle mie svariate peregrinazioni, mi é capitato d'incontrare uno gnatologo il cui bite era stato in grado , subito, appena indossato, di allentare la tensione ed eliminare l'algia facciale e la cefalea."
Significa che questa strada è percorribile e potenzialmente vincente, anche se l'evoluzione successiva è stata sfavorevole .
Oltretutto, per rispondere al suo quesito:
"Chiedo, pertanto, se é possibile intervenire chirurgicamente sulle ATM per riposizionare la mandibola e sperare in un fisiologico ripristino delle fasce muscolari ad essa collegate"
Credo sia molto difficile e. nei pochi casi in cui l'approccio chirurgico è indicato, costituisce un momento terapeutico comunque inserito in un piano di trattamento complesso, che non può prescindere dall'aver individuato preliminarmente una postura mandibolare vantaggiosa ed efficace nel diminuire o far cessare la sintomatologia dolorosa. Altrimenti il ricorso alla chirurgia è un salto nel buio, che non affronterei né come paziente né come operatore.
Io sentirei il parere di un altro dentista, veramente esperto in gnatologia e disturbi dell'ATM.
Cordiali saluti ed auguri
[#4] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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Ci sono due tipi di bite:
1) quelli che funzionano
2) quelli che non funzionano.

I bravi gnatologi fanno per lo più quelli che funzionano, e a volte quelli che non funzionano.
Gli gnatologi "normali" distribuiscono equamente i due tipi di bite.

Poi ci sono gli gnatologi onesti, che possono essere indifferentemente "bravi" o "normali", e sono quelli che, quando un bite non funziona, cercano di capire perchè e fanno tesoro del problema, e lo reputano un insegnante.

Ci sono anche gli gnatologi presuntuosi, che quando fanno un bite che non funziona, concludono che il loro bite va benissimo ma è il paziente che non si adegua.

Poi ci sono le capre gnatologhe, che fanno un bite che funziona solo quando sbagliano; e sa queste c'è in genere poca difesa.

Mi associo al suggerimento del dr. Bernkopf, di cercare ancora.
A volte neppure noi riusciamo a capire se un altro gnatologoè bravo, normale o capra.
Abbiamo delle possibilità invece di capire se una persona è onesta o no.
E non ci vuole una laurea per questo, ma forse solo buon senso e intuito.
Se ha la fortuna di beccarne uno di questo tipo...
... Avrà vinto alla lotteria.
[#5] dopo  
Utente 155XXX

Iscritto dal 2006
Egregio dr. Formentelli,
illuminante il suo intervento. Altro che cercare l'ennesimo gnatologo !
Comunque , se posso intrattenerla, tanto per sfogarmi , Le dirò che in tredici anni ho consultato almeno otto gnatologi o presunti tali.
E' stato più facile trovarne uno onesto che non uno bravo e infatti, per questo, sono qui a chiedere una consulenza al chirurgo maxillo-facciale che però , purtroppo per me e per fortuna per gli gnatologi, si tiene a debita distanza e non interviene .
Incancellabile il ricordo dell'unico gnatologo onesto che nel 2009, dopo avermi confezionato il suo bite e averlo modificato almeno tre volte nel tentativo di ottenere qualche risultato, si è arreso, con mortificato rammarico ma rifiutando assolutamente la mia disponibilità a pagare il suo impegno. Fin dalla prima visita aveva eluso ogni intesa sull'argomento costo e, coerentemente, non ha accettato alcun onorario.
Perché il vero professionista , mi disse, se anche fa prestazioni di mezzi e conoscenze, dovrebbe ricordarsi che il suo compenso può chiamasi onorario soltanto quando onora la domanda del paziente/cliente con risultati concreti ed efficaci.
Altro che preventivi di cifre iperboliche e almeno un terzo se non la metà preteso subito tanto per "essere chiari e trasparenti" ! e poi ritrovarsi con un bite che funziona solo a peggiorarti i sintomi e sentirsi dire che "ci può stare e bisogna aver pazienza" anche se non si riesce nemmeno a muoversi per il peggioramento delle vertigini.
Le dirò pure che l'ultima esperienza mi ha in qualche modo "dimostrato" che il mio grave e insostenibile malessere (che sempre più si aggrava) potrebbe trovare in un bite manufatto da professionista bravo e onesto e non presuntuoso e arrogante uno strumento di efficace sollievo, ma sono talmente scottata da esperienze inutili e costose che non so più cosa fare.





[#6] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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Purtroppo lei è troppo lontana per qualsiasi tipo di approccio clinico.
Ma sarebbe interessante capire se lei è bruxista o meno, ovvero se soffre della parafunzione di digrignare o serrare i denti fra loro.

Qui degli approfondimenti sull'argomento:
www.malocclusione.it/archivio/bruxismo_cause.pdf
www.malocclusione.it/archivio/bruxismo_diagnosi.pdf
www.malocclusione.it/archivio/bruxismo_terapia.pdf
www.medicitalia.it/minforma/Gnatologia-clinica/1363/Bruxismo-diagnosi-e-terapia

Ripeto, il mio è solo un sospetto che non ha nessuna possibilità di essere verificato a distanza.
[#7] dopo  
Utente 155XXX

Iscritto dal 2006
Egregio dott. Formentelli,

Apprezzo e ringrazio per l'interessamento.
No . Non soffro assolutamente di bruxismo che, mi pare, sia un difetto talmente automatico che soprattutto la notte si manifesta nella sua sintomatologia più evidente.
Come ho scritto sto meno peggio quando i muscoli sono a riposo o perché non mi muovo o al risveglio subito dopo il riposo notturno.
Per fortuna dormo serenamente. Lo sa bene mio marito che mi dice sempre che per me il sonno non solo é un fisiologico bisogno ma, soprattutto, il mio l'unico tempo di sereno benessere.
E poi, lo ripeto, i miei guai sono iniziati con due maledetti impianti (21/23) e una protesi di tre elementi in ceramica che alla prima masticazione mi hanno provocato dolori acutissimi alle ATM.
E che avessi trovato un professionista disposto a certificare la causa dei miei malesseri in quei lavori ! La categoria si auto protegge. Tutto é possibile niente é certo.
[#8] dopo  
Utente 155XXX

Iscritto dal 2006
Nel tornare a ringraziare gli specialisti che sono intervenuti sul mia richiesta di consulto, vorrei far notare come la domanda principale (é possibile intervenire chirurgicamente sulle ATM per riposizionare la mandibola?) ha trovato risposta (negativa) da parte dello specialista gnatologo e non già da parte del chirurgo-maxillo facciale cui era direttamente rivolta e che ha preferito ignorarla.
Per contro, l'altro quesito subalterno di competenza gnatologica (chiedo se un bite, debba dare, nell'immediato, un sollievo rispetto alla situazione precedente) é stato sostanzialmente glissato da entrambi gli specialisti gnatologi che sono gentilmente intervenuti; infatti, rileggendoli, mi sembra che sul punto hanno preferito evitare una risposta netta.
Allora, siccome col bite ho fatto molta esperienza, vorrei darlo io un consiglio a quanti, interessati alla sua efficacia, si troveranno a leggere questa pagina. Ed é questo.

Se lo specialista Vi propone un bite acconsentite senza remore alla sua preparazione e al suo posizionamento.
Una volta indossato, verificate , nei tre giorni successivi, se i vostri disturbi subiscono un miglioramento, un peggioramento o rimangono inalterati.
In tutti e tre i casi non tornate dallo specialista.
Se avete un miglioramento tenetevelo stretto e godetevelo. Semmai tornate dallo specialista (sperando che ci azzecchi di nuovo) quando gli effetti benefici del bite dovessero sensibilmente diminuire.
Se avete un peggioramento o se la situazione di malessere rimane inalterata é inutile dare una seconda chance al medico. Ha sbagliato il manufatto e lo studio occlusale dei vostri denti.
Tornarci é tempo e denaro perso. Molto denaro.
[#9] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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Iscritto dal 2006
Ho glissato?
Ma sta scherzando?

E secondo lei cos'è un "bite che funziona?".


Seconda cosa: lei afferma di non soffrire assolutamente di bruxismo.
Immagino che questa affermazione derivi da una registrazione elettromiografica notturna o da una polisonnografia.
Se così non fosse come penso, si potrebbe dedurne una mancanza di lettura degli articoli indicati, dove è BEN SPIEGATO COME di fa la diagnosi di bruxismo, o la diagnosi di NON bruxismo.

I bite vanno controllati e aggiustati dopo alcuni giorni dalla loro messa in bocca.
Quelli dei bravi gnatologi, ovviamente.
Per quelli delle "capre" ha ragione lei: hanno azzeccato la fortunata coincidenza e funziona: meglio non toccarlo.

Ma non mi ritengo una capra, e, forse, pur con dei dubbi, sono un bravo gnatologo.
Il suo suggerimento mi sembra, in questo caso, non solo inutile e deleterio, ma molto offensivo per la professionalità di tutti i bravi gnatologi, che evidentemente lei non ha avuto al fortuna di incontrare.

E resto comunque dell'idea che lei sia una forte bruxista (si chiama in termini tecnici "intuito clinico"), anche se non ho modo di misurare il fenomeno a distanza.