Utente 758XXX
vi chiedo se possibile un parere per un problema di mia madre che ha quasi 80 anni ma da qualche anno le si forma una ulcera allaltezza poco sopr la caviglia dal lato interno della gamba sinistra, le sono state diagnosticate delle vene varicose. la ulcera è stata crata in vari modi presso ospedali , e ci volevano dei mesi per guarire,( l'ulcera raggiungeva dimensioni fino a 7 cm x 5), fino a un anno o poco piu, perche si chiudesse. poi a distanza di alcuni mesi ricompare è gia capitato per 4 volte, l'ultima volta le han consigliato di mettere una crema all'ossido di zinco per tnere morbida la pelle., e valutare un intervento, ma su questo punto ci sono pareri discordanti visto che ha un insufficienza cardiaca e una notevole osteoporosi e é in cura con vari farmaci da tempo, lasitone, cardioaspirina, folidar lanoxin mite, Enapren,isosorbide mononotrato.
Al momento il problema di ulcer non si prresenta da circa 8 mesi, cioé era ricomninciato ma si é richiusa.
Vi ringrazio per l'attenzione e aspetto un parere.

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Dr. Vincenzo Scrivano
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Gentile Utente,
dalla Sua descrizione sembra potersi arguire come l'ulcera debba essere in relazione all'incontinenza valvolare di una vena perforante (con ogni probabilità, una delle perforanti di Cockett).
L'unica opzione terapeutica chirurgica è la chiusura della perforante incontinente o della vena dalla quale essa drena subito sotto l'emergenza della perforante; questo può essere fatto in anestesia locale o (sebbene sia una pratica che non mi trova d'accordo) addirittura con scleroterapia.
L'opzione non chirurgica consiste nella compressione. Vi sono diversi tipi di bendaggio che possono essere confezionati a tale scopo, ma la loro apposizione deve necessariamente essere eseguita da personale qualificato.
Un'alternativa potrebbe essere rappresentata da sistemi di elastocompressione commerciali; essi sono composti da un doppio gambaletto, di cui quello interno è in cotone, lavabile. La compressione da essi esercitata non è però paragonabile a quella del bendaggio.
Infine, tenga presente come la possibilità del bendaggio sia subordinata alla verifica della relativa integrità del sistema arterioso; se la pressione sistolica sulla tibiale posteriore dovesse risultare inferiore a 80 mmHg, il bendaggio è assolutamente controindicato.
Cordiali saluti