Utente 270XXX
Salve a tutti.
A mio padre, di 65 anni, è stato diagnosticata un'ectasia dell'aorta toracica ascendente con cono di efflusso di 3 mm e diametro massimo al III medio di 50 mm.
Abbiamo consultato il cardiologo di fiducia e ci ha riferito che questa patologia necessita di intervento chirurgico.
In rete ho visto che oltre all'operazione vera e propria esiste anche il trattamento EVAR, ossia l'impianto di una protesi endovascolare. Ne ho parlato con il cardiologo e lui ha detto che, per il problema che presenta mio padre, questa strada non è percorribile.
Premetto che mio padre ha anche un pachipleurite calcifica sul polmone destro dovuta all'esposizione all'amianto, quindi ha ridotte capacità respiratorie.
Mi domando: la tecnica mini invasiva (EVAR) è prevista per gli aneurismi dell'aorta toracica ascendente? Nel qual caso, non sarebbe ideale tale trattamento considerando che mio padre, oltre a una certa età, ha anche problemi di natura respiratoria?

Ci tengo a precisare che mio padre nel Marzo 2013 ha avuto un infarto senza sintomi. E' stato in terapia intensiva per 5 giorni e ha subito un trattamento di angioplastica coronarico e dovrebbe farne a breve un altro...

Età 65 anni, Altezza 1,65 cm, Peso 80 kg

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[#1] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Suo padre deve essere valutato da un cardiochirurgo per il trattamento della patologia aneurismatica a carico dell'aorta ascendente.

Si dovrebbe valutare contestualmente la necessità di eventuali problemi aperti coronarici.

Il suo cardiologo ha ragione.

Non esiste al momento un trattamento endovascolare per questo tipo di patologia.

L'intervento è sconsigliabile solamente in presenza di capacità funzionali respiratorie severamente ridotte, valutabili mediante esami specifici durante un ricovero ospedaliero.

A 65 anni si è ancora giovani e questo tipo d'interventi sono effettuati comunemente con buoni risultati.

GI



[#2] dopo  
Utente 270XXX

Iscritto dal 2012
Anzitutto grazie per la risposta, esimio dott. Iaci.
Ci tenevo a precisare che soltanto a causa dell'infarto siamo venuti a conoscenza di questa ectasia e pertanto, non avendo altri dati, non sappiamo al momento se questa dilatazione sia congenita o meno. Per questo motivo, da ignorante in materia, ritenevo di far ripetere a breve la rinonanza magnetica per valutare l'evolversi della situazione. Nessuno mi vieta di pensare che questa dilatazione possa essere congenita. Inoltre mi chiedevo, sempre da incompetente in materia, se l'eventuale ostruzione delle tre coronarie (che hanno causato l'infarto) possa aver potuto favorire la dilatazione dell'aorta. Pensavo al principo dei vasi comunicanti (non potendo il flusso pompato dal cuore fluire per quelle tre coronarie, la pressione accresciuta del sangue ha partecipato alla dilatazione).

Distinti saluti e grazie ancora per la risposta...
[#3] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Un'aorta ascendente di 50 mm non puo' essere congenita.

Non c'e' la stretta necessita' di una risonanza magnetica, soprattutto se fosse gia' stata eseguita meno di 6 mesi fa. Potrebbe bastare un ecocardiogramma o l'aortografia di un esame coronarografico.che mi pare di capire sia gia' programmato.

Il discorso dei vasi comunicanti non e' corretto.

Malattia coronarica ed aneurisma dell'aorta ascendente sono con ogni probabilita' conseguenze di una ipertensione arteriosa non controllata.

Faccia vedere suo padre da un cardiochirurgo, per studiare l'approccio piu' adatto alla situazione.

GI
[#4] dopo  
Utente 270XXX

Iscritto dal 2012
Grazie per i chiarimenti, dott. Iaci.
Martedì prossimo mio padre deve fare un'ecocardiografia trans-esofagea. Se le dimensioni dell'aorta sono tali da richiedere un intervento avremmo un colloquio con il cardiochirurgo per il decidere sul da farsi. Se le dimensioni, come mi auguro, sono contenuto entro i cinque cm, il cardiologo/emodinamista che lo ha in cura provvederà a trattare la seconda delle tre vene occluse con un intervento di angioplastica.
A ogni modo, grazie di cuore per la risposta e per la disponibilità accordatami...
[#5] dopo  
Dr. Giuseppe Iaci
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Mi sembra una strategia terapeutica assolutamente condivisibile.

In bocca al lupo.

GI