Utente 312XXX
Buongiorno, nel giugno 2013 a mia madre di 87 anni è stato diagnosticato un tumore di 4 cm alla testa del pancreas. A fine agosto, alla terza seduta di radioterapia è comparso ittero. Durante il successivo ricovero, nonostante la Birilubina fosse superiore a 20, i medici avevano deciso di dimetterla! Solo dopo le nostre insistenze (anche perché l'alternativa proposta dal primario era stata "tenetela a casa.. io farei così con mia madre") il 23 set le hanno installato un drenaggio esterno con sacchetto di raccolta. Da quel momento i valori sangue ed urine sono tornati quasi normali ma sono arrivati i dolori alla schiena. Vi chiedo: è normale che il drenaggio venga lasciato per così tanto tempo? Ci hanno detto che forse, dico forse, tra due sett inseriranno uno stent. Non voglio aggiungere altro. Oltre al male incurabile in alcuni casi ci siamo trovati abbandonati a noi stessi. Mia madre dimostra 70 anni. Merita di essere trattata come altri pazienti.
[#1] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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Il drenaggio biliare esterno solitamente è una soluzione temporanea e dopo qualche settima viene sostituito ( a meno che non ci siano sitiazioni anatomiche/cliniche che lo controindicano) con un drenaggio interno. E' stata mai presa in considerazione il posizionamento endoscopico della protesi biliare ?

Cordialmente

[#2] dopo  
Utente 312XXX

Iscritto dal 2013
Egregio Dott. Cosentino, grazie per la risposta, il 15 novembre proveranno ad inserire uno stent ma in altro ospedale.
Speriamo bene
[#3] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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Auguroni e mi aggiorni. Mi farebbe piacere.

[#4] dopo  
Utente 312XXX

Iscritto dal 2013
Dottore buongiorno,
Ieri hanno sostituito il vecchio drenaggio (ho saputo che trattasi di drenaggio intero/esterno) con uno identico. Al di lá della questione stent o non stent, ho notato stamane che il tubo esce direttamente dal ventre senza alcuna protezione o anello di plastica di cui era invece dotato il precedente. È normale così dottore? Non vi è maggiore rischio di infezione? Grazie in anticipo per ogni preziosa indicazione vorrà fornire.
[#5] dopo  
Utente 312XXX

Iscritto dal 2013
Dottore aggiungo che mia madre ha difficoltà ad assorbire i liquidi che ingoia, anche la semplice acqua. In sostanza, ha continue eruttazioni, sicuramente sintomo della progressione del male. Si può darle sollievo in qualche modo, a livello farmacologico? Grazie
[#6] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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Ci sono certamente possibilità terapeutiche, ma deve essere il suo medico ad indicarle. Non si preoccupi del drenaggio esterno.


[#7] dopo  
Utente 312XXX

Iscritto dal 2013
Dottore grazie, chiederemo ad uno specialista. Purtroppo molto spesso si viene abbandonati a sé stessi e questo è ingiusto anche e soprattutto nell'ambito della medicina palliativa, un cordiale saluto
[#8] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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I miei migliori auguri.


[#9] dopo  
Utente 312XXX

Iscritto dal 2013
Egregio dottore,
Mi scuso in anticipo se la incalzo,
Dalla scorsa notte a mia madre si sono gonfiate caviglie e gambe dal ginocchio in giù. È stato prescritto il lasix ed un controllo dell'albumina. Il medico di famiglia ha toccato la pancia trovandola rigonfia anche di liquidi. Tutto ciò rientra sempre nell'ambito dei sintomi del male maledetto o meglio di difficoltà epatiche? Grazie in anticipo
[#10] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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É l'uno e l'altro. Purtroppo.


Cordialmente.


[#11] dopo  
Utente 312XXX

Iscritto dal 2013
Da quando hanno sostituito il drenaggio, nel punto in cui il tubicino esce dallo stomaco si è creata una infiammazione. Gli interventisti che hanno eseguito l'impianto, cosí come gli oncologi, sono distanti da noi. Hanno fissato un controllo a metà gennaio ma è una data lontana. Egregio dottore domando: 1) l'infiammazione può essere trattata localmente da un buon infermiere (consideri che mia madre assume già augmentin); 2) eventualmente posso rivolgermi ad un oncologo o meglio ad un gastroenterologo? Grazie in anticipo
[#12] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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La medicazione può essere effettuata tranquillamente da un infermiere e per la gestione globale si rivolga pure ad un gastroenterologo.

Cordialità