Utente 325XXX
Buongiorno.
Ho trent'anni ed ho subito un intervento in urgenza circa due mesi fa per una diverticolite perforante, (ma senza spargimento fecale) durante il quale sono stato sottoposto a sigmoidostomia, viscerolisi e detersione delle anse tenuali e toletta del cavo peritoneale. Ho tenuto i drenaggi per una settimana circa, momento in cui sono stato dimesso. Ho effettuato delle visite successive ed analisi ematiche. Ho altresì ripreso la mia "normale" attività intestinale, (evacuazione di feci per via anale oltre che dalla stomia) dopo circa 15 giorni dall'intervento, ed il chirurgo mi ha detto che è normale.. Ora dovrò fare la colonscopia ed in seguito programmare la ricanalizzazione. Nessun antibiotico, nessuna cura, a parte per quanto riguarda il cibo, ovviamente, molto limitato. Volevo sapere se è possibile e corretto non prendere in considerazione la resezione della parte perforata e se perforata possibile si sia rimarginata da sola? Un amico (molto più grande di me) mi ha un pò spaventato dicendomi che è sempre meglio tagliare la parte "malata" per evitare possibili nuove perforazioni in un punto già indebolito.. Nel caso della resezione dovrei tenermi ancora la stomia giusto? O si può ricanalizzare nello stesso intervento senza grossi rischi?

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[#1] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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La perforazione si rimargina da sola e la Colonscopia servirà a valutare il tratto patologico. In base a tale valutazione il chirurgo valuterà la tipologia dell'intervento. Usualmente il tratto diverticolare viene asportato.

Cordialmente.
[#2] dopo  
Utente 325XXX

Iscritto dal 2013
Ringrazio per la risposta.
So che la colonscopia è un esame molto invasivo, non è rischioso vista la mia condizione interna? Mi hanno detto di farla fare ad un bravo gastroenterologo c'è davvero tutto questo rischio?
Ringrazio ancora per l'attenzione.
[#3] dopo  
Dr. Felice Cosentino
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Si tratta sempre di un esame invasivo, ma se eseguito da personale esperto ( ed a Roma ne troverà) non desta preoccupazione.

Auguroni