Utente 315XXX
Gentile Dott.,

qualche settimana fa ho accompagnato mio padre in ospedale, il quale lamentava forte dolore al polso destro e gonfiore. A seguito di radiografia, ci hanno consigliato di eseguire privatamente una Tac al polso. Questo è il referto: "Multiple lacune geodiche intraspongiose si osservano a carico delle ossa del carpo, in particolare al capitato ove si osserva la formazione più grossolana. Millimetrica area di analoghe caratteristiche si apprezza alla stiloide radiale e alla base del I metacarpo. Esiti di frattura dello scafoide(frattura di 45 anni fa), con rima lesionale a tutto spessore ancora evidente; limitrofo allo scafoide concomita frammento corticale di circa 6 mm sul versante dorsale dell'articolazione radiocarpale. Sfumate calcificazioni si osservano lungo il profilo palmare della regione carpale mediale, di verosimile pertinenza dei legamenti intercarpali. Il semilunare appare lievemente disassiato dorsalmente, come da DISI(flessione dorsale del semilunare) in esiti di lesione del legamento scafo-lunato."
Ci siamo recati a visita ed il chirurgo della mano ha guardato la TAC e ci ha detto che era una condizione molto rara che non aveva mai visto precedentemente, in considerazione del numero di cisti(circa 12) che si potevano osservare. Sconcertato, dopo aver effettuato delle fotografie, ci ha detto di ritornare a distanza di due settimane per capire che tipo di approccio terapeutico iniziare. Preoccupati ci siamo recati da un altro chirurgo della mano il quale anche lui, nel vedere la TAC, è rimasto sconcertato spiegandoci nuovamente della condizione estremamente rara che non aveva mai visto in quasi 30 anni di esperienza. Ci ha spiegato che poteva trattarsi di una malattia rara, di una patologia, che forse sarebbe stato il caso di fare una biopsia ossea ma che occorreva fare una TAC anche all'altro polso per vedere se anche li vi sono tutte queste cisti. Non vorrei che mio padre diventasse una cavia umana e spero possiate consigliarmi il miglior approccio terapeutico. Se mio padre dovesse fare una tac al polso che non evince cisti, non è detto che non possa averle al piede o al ginocchio o chissà dove. Come mi devo comportare? Che approccio terapeutico mi consigliate? Lui sosteneva che se il polso sinistro ne è privo è una condizione diversa rispetto al fatto di avere entrambi i polsi con cisti e che si dovrebbe poi pensare a qualche malattia particolare. Non vorrei bombardare mio padre di radiazioni inutili per poi sentirmi dire facciamo un'altra tac qui o li per capire che succede. Grazie per l'attenzione.

Sei stato ricoverato in un ospedale italiano?

Esprimi un giudizio

Hai vissuto un'esperienza positiva con un medico o in una struttura sanitaria?

Raccontacela

[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
36% attività
20% attualità
16% socialità
TRANI (BT)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2008
Gentile Signore,

ettettivamente si tratta di una patologia anomala, tranne gli esiti del trauma distorsivo del polso.

Conoscere la situazione controlaterale potrebbe essere utile, anche se non è indispensabile.

Deve capire che è normale, di fronte a situazioni anomale e inconsuete, procedere con prudenza e voler avere le idee più chiare possibile.

Buona serata.
[#2] dopo  
Utente 315XXX

Iscritto dal 2013
Dottore grazie per la rapidità nella risposta.
So che la situazione è anomala e spero che rimarrà semplicemente tale senza nessun contorno preoccupante. C'è una cosa che mi preoccupa. Fare una tac forse inutile che potrebbe trovare un arto privo di cisti ma senza escluderne la presenza di altre altrove non risolve il problema. Se si ritiene necessaria una biopsia a questo punto vorrei procedere con l'indagine più appropriata affinchè si accerti rapidamente l'assenza di eventuali neoplasie che, mi sembra, non sono state escluse. Dire che occorre capire se queste cisti possano continuare a progredire o meno e quindi eventualmente ripetere tac a distanza di due o tre mesi, potrebbe essere una grave perdita di tempo in caso di patologia maligna. Io non sono medico per cui non ho le basi per poter dire ad un professionista qualificato quali indagini deve fare, però ho capacità di discernimento e sinceramente non vedo utile fare un indagine alla cieca che non ha nessuna o comunque poca utilità pratica. So che lei non può sostituirsi al medico e non ha neanche la possibilità di vedere mio padre e le immagini, però sarebbe molto importante se potesse darci un consiglio su come procedere o da cosa iniziare per arrivare rapidamente ad una diagnosi certa.
Grazie ancora per la sua disponibilità.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
36% attività
20% attualità
16% socialità
TRANI (BT)
Rank MI+ 72
Iscritto dal 2008
Molto probabilmente il dolore che suo padre ha al polso deriva dalla vecchia lesione dello scafoide (mai consolidatasi) e dalla lesione del legamento scafo-lunato.

Difficilmente le "cisti" danno disturbi.

Potrebbe limitarsi a tenerle sotto controllo nel tempo, valutando se aumentano di dimensioni e/o di numero.