Utente 327XXX
Ho subito in data 14 novembre una ferita dovuta alla rottura di una lastra di vetro, che cadendo mi ha fatto perdere parte del polpastrello del V dito. La lesione è apparsa abbastanza superficiale, ed è localizzata a cavallo tra la seconda e la terza falange medialmente e anteriormente utilizzando come riferimento la posizione anatomica.

L'esame obiettivo del pronto soccorso è il seguente: Ferita lacero contusa con perdita di sostanza al V dito della mano destra. Non sono visibili corpi estranei. Si sutura la ferita con punti Victryl 6/0 per fermare l'emorragia. Si lava con acqua ossigenata, si medica con garze imbevute di Tranex e garze al fitostimoline. No deficit sensitivi nè motori del dito.

Ora, premetto che sono studente di Medicina e buona parte dell'ansia che questa lesione mi porta è dovuta alla paura di avere danni permanenti volendo intraprendere il percorso di studi chirurgico.

Il problema che ho avuto sin dal giorno successivo la medicazione è un dolore molto acuto localizzato all'"interno" della terza falange (e anche parzialmente a cavallo con la seconda) quando effettuo un movimento di pronazione della mano estesa con le dita a loro volta estese. Questo forte dolore si irradia al margine mediale della mano.
Non ho difficoltà nè a flettere nè a stendere il V dito, oltre a non avere alcun deficit sensitivo.
Ho notato che applicando una pressione al margine mediale della terza falange riesco ad evocare (parzialmente) il dolore proprio in prossimità dei punti. Il dolore scompare per la gran parte quando comprimo fortemente la base del V dito al livello dell'articolazione con il metacarpom, nonostante attui il movimento prima indicato. Ho paura che uno dei punti sia stato applicato troppo in profondità e che sia entrato in contatto con qualche struttura nervosa o legamentosa (immagino sia interessato il pronatore profondo ma le mie conoscenze si fermano all'esame di anatomia).

Sono stato dallo specialista chirurgo della mano il giorno successivo la lesione ma non avendo ancora compreso l'origine del dolore acuto che "alle volte" mi compariva e non essendo stato in grado di evocarlo mi è stato detto che sicuramente il dolore sarebbe scomparso nel tempo, anche se penso ci sia "qualcosa sotto".

Vi prego di indicarmi quali potrebbero essere le cause di questo dolore acuto, se ritornare subito dallo specialista o se aspettare la rimozione dei punti fra cinque giorni. Sono letteralmente terrorizzato per il mio futuro accademico e professionale non essendo interessato il dito solamente ma la mano tutta.
Allego qualche immagine della lesione e un video nel quale indico con la mano sana i movimenti che non posso effettuare.

http://imgur.com/a/NMGPu (le prime due immagini sono di ieri, le altre di oggi)
http://www.youtube.com/watch?v=zGOBHjdYPYY&feature=youtu.be


Grazie mille, si spera, da un vostro futuro collega.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Collega,

io aspetterei la rimozione dei punti di sutura: se non ci sono alterazioni di sensibilità a valle, cioè sui due lati del polpastrello, vuol dire che non c'è un interessamento dei due nervi collaterali digitali.

Pertanto, tutto fa pensare che, una volta rimossi i punti, il dolore debba scomparire.

Buona serata.
[#2] dopo  
Utente 327XXX

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grazie mille, mi ha rassicurato non poco. La aggiornerò al più presto.

:)
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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OK.
[#4] dopo  
Utente 327XXX

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Dottore, dopo una settimana dalla rimozione dei punti il dolore è quasi completamente scomparso per fortuna. Mai stato così contento di riuscire a pronare la mano :) . Ogni tanto provo ancora qualche fitta ma niente di particolarmente doloroso. Grazie per avermi fatto tranquillizzare evitandomi ulteriore stress.

Ad ogni modo continuo a non capire a cosa quel dolore fosse riferibile.
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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OK.