Utente 404XXX
Ho fatto un intervento alla grande safena un mese fa, tutto è andato bene, però ieri ho notato che si vede in rilievo un'altra vena nella posizione sotto al ginocchio. Prima dell'intervento non si vedeva, anche la grande safena non era evidente se non un piccolo bernoccolino al lato del ginocchio interno. Il chirurgo non mi ha fatto l'ecodoppler prima dell'intervento, gli ho chiesto come mai, mi ha risposto che l'ecodoppler si fa solo per dar soddisfazione al paziente. Non ne sono molto convinta, vorrei sapere qualcosa di preciso in merito. prima di procedere ha segnato i punti dove doveva incidere ma senza vedere l'interno come poteva essere così sicuro? L'esperienza è importantissima ma penso sarebbe meglio vedere come è la situazione all'interno, sbaglio?
Ringrazio anticipatamente.
Carla

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[#1] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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L'ecocolordoppler è esame di fondamentale importanza non solo diagnostica, ma anche per la corretta programmazione del tipo e dell'estensione dell'intervento chirurgico e mi sorprende non poco che un Collega possa averle dato una simile risposta.
La marcatura preoperatoria delle vene è una problematica tutt'altro che secondaria e non semplice come apparentemente può sembrare. Non a caso sono state messe a punto svariate metodiche e codifiche anche con l'uso di ultrasuoni o di sistemi di illuminazione incidente ed esistono studi comparativi importanti fra le diverse metodiche (v. Prof. Upperti).
La possibilità che una collaterale possa sfuggire a questo mappaggio o non essere reperita durante l'intervento esiste; è anche possibile che un vaso venga volutamente tralasciato per limitare il numero di incisioni e l'inevitabile danno estetico che ne deriva soprattutto in zone particolari, demandando un successivo trattamento alla scleroterapia complementare che costituisce una buona integrazione della chirurgia ablativa.
[#2] dopo  
Utente 404XXX

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Gentile dottore, la ringrazio infinitamente per l'esauriente risposta, la cosa ha molto stupito anche me, perchè nonostante l'esperienza mi chiedevo come è possibile tracciare il percorso da operare senza fare quasi nulla, la visita che mi è stata fatta e l'esito che mi è stato comunicato è consistito in una pressione sulla coscia. Mi sorge il dubbio che questo intervento potesse essere evitato. Non è piacevole avere questi dubbi, ma con quello che sta succedendo nel nostro paese qualche volta non si sbaglia ad avere paura.
Grazie ancora Dottore, cercherò di sapere cosa ne sarà di questa varice che non era presente prima!
Carla
[#3] dopo  
Dr. Lucio Piscitelli
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Gentile Utente,
pur comprendendo lo sgomento che le notizie divulgate dalla stampa possono ingenerare nel pubblico, La invito a riflettere sul fatto che in Italia vengono ogni giorno compiuti milioni di atti medici da professionisti di elevate capacità, cultura e soprattutto moralità. Purtroppo questi non fanno notizia nella "normale semplicità" con la quale ogni giorno si recano a compiere un lavoro non sempre ricambiato dalle giuste gratificazioni e ancor più screditato dalle azioni di quei pochi che noi stessi vorremmo perseguire per il danno incalcolabile di immagine e di considerazione che fanno ricadere sull'intera categoria e per la comprensibile spiacevole diffidenza che inculcano in chi dovrà affidarsi alle nostre cure.
Quando poi la divulgazione di queste notizie, ma anche di altre non sempre obiettivamente riferite, non sia funzionale a interessi che sarebbe qui lungo stare a illustrare, ma che evidentemente non coincidono con quelli della classe medica.
Ciò detto, per sua tranquillità e in aggiunta a quanto già esposto è giusto anche precisare che al di là degli esami strumentali, senz'altro necessari, l'esperienza e la competenza consentono in flebologia quasi sempre di porre una indicazione chirurgica già solo all'esame ispettivo e palpatorio, salvo poi completare e integrare l'esame con le necessarie indagini strumentali che tuttavia rivestono, come le dicevo, un ruolo determinante nella fase successiva di determinazione e messa a punto della strategia chirurgica.