Utente 314XXX
Gentili dottori,
Sono una donna di 36 anni alla settimana 28 di gravidanza e dalla 22 mi è stata diagnosticata un'ipertensione cronica di grado lieve attraverso rilevazioni da holter pressorio, con picchi che raggiungevano i 110-178 ma con una media tra notte e giorno di 85-130. Il mio ginecologo mi ha prescritto inizialmente 1 compressa di adalat crono da 20 cui ne è stata aggiunta una seconda sempre da 20. Questa terapia nell'arco di una settimana ha lasciato invariati i valori pressori, quindi, dopo visita cardiologia, mi è stata prescritta dallo specialista 1/4 di compressa da 100mg di atenolono (tenormin) che il ginecologo ha aumentato ad 1/2. I valori sono ora rientrati nella media. I miei dubbi riguardano la scelta di quest'ultimo farmaco. leggo su ogni sito farmaceutico o di medicina che rientra nella categoria D dei medicinali sicuramente dannosi per il feto. Questo beta-bloccante sulla base degli studi condotti, causa bradicardia e ridotto peso alla nascita del bambino. La mia domanda è: perché non mi è stato prescritto un farmaco meno pericoloso? Vivo nell'ansia di non potermi fidare dello specialista che mi segue e nel terrore di arrecare danni al bambino. Cosa ne pensate?

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Dr. Maurizio Cecchini
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Concordo con lei ch il beta bloccante non si il farmaco di elezione in una gravida.
Ne riparli con il cardiologo
Arrivederci