Utente 324XXX
Salve,

Circa un mesetto fa, stavo a cena fuori con gli amici. Tutto di un tratto, avverto un "qualcosa" che mi prende allo stomaco.. ansia, palpitazioni, senso di svenimento, e forti brividi! Sono dovuto tornare a casa, non in buono stato. La notte ho riposato male, svegliandomi durante la notte.
Preciso che è stata la prima volta che mi è capitata una cosa del genere; fino a quel momento tutto a posto, uscire a cena fuori era quasi di routine, ed è sempre stata una cosa piacevole per me.
Il giorno seguente, sempre dopo cena, mi riprende questo stato, che penso sia d'ansia, ma non ne sono sicuro, perché non sono spaventato, non sono preoccupato, sento solamente che mi sta avvenendo questa cosa... che tra l'altro cerco anche di controllare, inutilmente. Rispetto alla sera precedente, i sintomi sono più lievi, principalmente brividi, della durata di un quarto d'ora. Da questo episodio, giorno dopo giorno (un po' spaventato da quello che mi era successo, quindi un po' teso) il tutto migliora, senza nessun altro episodio, e tutto riprende normalmente. Fino a sabato sera, esco a cena fuori (lo ammetto già ci stavo pensando che potesse riaccadere) e mi ricapita. Il sintomo più evidente sono i brividi, leggere palpitazioni, un po' d'ansia, che, come detto, cerco di controllare, sono vigile, so che mi sta ri-succedendo ma non riesco a fermarlo.. non sto in panico. Cosa può essere? Attacchi di panico? Perché in una situazione così piacevole di stare a cena fuori con gli amici? Non ho nessun pensiero particolare, vivo una vita tranquilla... davvero non riesco a spiegarmi questi accadimenti. Grazie anticipatamente.
[#1] dopo  
Dr. Marco Bianchini
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Gentile utente,
gli attacchi di panico si palesano senza segni anticipatori, ed all'inizio diventa anche difficile ricostruire gli avvenimenti che ne favoriscono l'insorgenza. Ora dai sintomi che descrive la situazione potrebbe inquadrarsi come "attacco di panico", le consiglio tuttavia di parlarne con il suo medico di base che potrà procedere ad un esame clinico piu' accurato ed eventualmente in caso di mancanza di altri dati clinici orientarla da un professionista (psichiatra/psicoterapeuta) per una diagnosi piu' accurata e successivo trattamento mirato.