Utente 324XXX
salve dottori non è la prima volta che mi rivolgo a questo forum.

sono un ragazzo di 29 anni che soffre da parecchi anni di disfunzione erettile. premetto che ho sempre trascurato questa cosa e la mia vita è sempre stata sedentaria fatta di computer e masturbazione compulsiva.
solo da poco ho avuto il coraggio di affrontare questa situazione. vi spiego velocemente:

sto facendo una cura ormonale di pregnyl (2 iniezioni a sett) dalle analisi l'andrologo ha constatato una carenza abbastanza bassa vista la mia età quindi ha adottato questa cura più gli inibitori orali. infatti era da parecchio tempo che mi sentivo sempre stanco e svogliato nell'affrontare le giornate e durante l'attività ma qui ha giocato sicuramente anche la mia vita sedentaria che di certo complica le cose.
ho eseguito un ecodlopper dinamico dove si è constata una fuga venosa. per avere conferma ho fatto anche la cavernosografia che appunto è andata a confermare questa cosa.

adesso oltre al pregnyl e i farmaci orali sto eseguaendo anche il caverject 2- 3 volte a settimana come cura riabilitativa. ne avevo parlato col dottore se era possibile farlo e lui è stato favorevole dicendo che mi poteva fare solo che bene.
le risposte alle iniezioni sono molto scarse.... in pochi casi il pene mi si gonfia molto stile proboscide d'elefante ma non ce erezione. ma la cosa che mi preoccupa di più è che adesso il mio pene lo sento più flaccido come se fosse insensibile e durante la masturbazione non riesco a raggiungere la durezza massima come prima...ma come è possibile?. una volta ho provato da solo una autoiniezione ed erroneamente ho spinto anche l'aria che era dentro la siringa ed il lato sinistro del pene mi si è gonfiato molto per qualche ora dopodiché si è sgonfiato. mi ero spaventato molto pensavo che non si sgonfiasse più e di avere procurato un danno alla circolazione. parlandone anche con l'andrologo mi ha rassicurato che non succede niente se viene iniettata anche aria il problema era se lo facevo dentro una vena...però per curiosità vorrei farmi un altro ecodlopper per vedere se la circolazione nei corpi cavernosi era nella norma come nel primo esame .

passiamo alla questione che mi interessa...FUGA VENOSA. l'andrologo si è mostrato subito favorevole all'intervento mentre io ero dubbioso visto le parecchie perplessità sulla percentuale di successo di questa operazione. poi mi ha spiegato che adesso ce una nuova tecnica (ce già da qualche anno) non invasiva come quella vecchia studiata e partita da un radiologo toscano che da dei risultati molto buoni e che dottori stranieri vengono qui in toscana apposta per studiare questa formula. non mi ha dato la conferma del successo al 100% ma ha detto che i pazienti già operati con questa formula sono in buona percentuale andati bene.


il mio problema è anche il desiderio che non ce...se poi ci mettiamo anche questa fuga venosa la frittata è fatta. a pensare alla protesi mi viene da suicidarmi.

voi siete favorevoli alla fuga venosa?

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[#1] dopo  
Dr. Enrico Conti
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Non è questione, caro lettore, di essere o meno favorevoli alla fuga venosa! Se c'è, bisogna prenderne atto. E' sicuramente molto rara. Le allego il link di questo consulto recente che Le consiglio di leggere attentamente. Cordiali saluti!

http://www.medicitalia.it/consulti/Andrologia/388695/Fuga-venosa-inibitori-pde5-poco-efficaci
[#2] dopo  
Utente 324XXX

Iscritto dal 2013
dottore mi sono informato bene ed ho sentito due andrologi su questa cosa e tutti e due si sono dimostrati favorevoli all'intervento. non mi hanno assicurato il 100% ma nella situazione in cui sono mi converrebbe farla. poi mi hanno parlato di questa nuova tecnica che moralmente mi ha dato qualche speranza. per adesso continuo coi farmaci, cura di ormoni sostitutiva.....col caverject vedrò se continuare visto che i risultati sono scarsi e dopo le iniezioni il mio pene lo sento più flaccido e l'erezione la sento più scarsa rispetto a prima.

volevo sapere se anche voi siete a conoscenza di questa nuova tecnica (non so se ne sono state studiate altre) studiata e partita nella provincia dove abito io che ha anche coinvolto dottori stranieri venuti qui a vederla e studiarla. da quello che mi hanno detto può dare dei risultati molto buoni.

[#3] dopo  
Dr. Enrico Conti
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Non conosco tecniche massa-carraresi in particolare e me ne dispiaccio ma d'altra parte in medicina conta ciò che è dimostrato (e pubblicato su riviste scientifiche di settore!). Dò per scontato che si tratta di una embolizzazione di vene a deflusso patologico, effettuata con tecnica radiologica e quindi certamente anche mini-invasiva.

In breve: La chirurgia o la embolizzazione di vene anomale nella fuga venosa possono avere successo anche se non si può garantire il risultato. Se la tecnica è mini-invasiva perchè non provare? L'importante è che l'indicazione sia giusta. In ogni caso, se non dovesse funzionare, l'eventuale futuro impianto protesico non sarebbe inficiato da questo tentativo. Cordiali saluti e ci faccia sapere ulteriori sviluppi.