Utente 330XXX
Gentili medici,
sono un giovane di 35 anni con pene curvo congenito ed affetto da IPP dal 2008 vorrei consigli in merito all'intervento di asportazione di placca calcificata in sede apicosettale di tutti e 2 i corpi cavern. che ovviamente mi produce dolore e fastidio persino camminando perche la grandezza della placca mi urta contro il corpo spongioso.
In merito vorrei aggiungere che fino ad ora ho avuto rapporti e non ho problemi di erezione anche se il
ridimensionamento e indirimento dei corpi cavernosi è esistente.
Vorrei sapere quali rischi potenzialmente esistenti a detta del mio andrologo puo' comportare l'intervento?
In base a alla vostra esperienza chirurgica quante percentuali di successo puo' avere l'intervento?
Dato che mi è stato detto che si potrebbe rischiare di toccare nervi che potrebbero essere lesionati e di conseguenza perdere totalmente la sensibilita' del glande?
Vorrei anche aggiungere che sento indurimenti anche longitudinalmente dall'apice alla base dei corpi cavernosi toccando in mezzo al pene.( osso penieno?)
Di seguito referto dell'ecocolordoppler basale e dinamico fatto un mese fa:
A livello del 3° medio penieno, si apprezza placca fibrotico-calcifica dorso settale dalle dimensioni
di 12x8x1 mm. A livello del 3° distale ulteriore ispessimento fibrotico calcifico del setto,prevalentemente ventrale che si estende fino all'apici dei corp.cav.
L'apice di entrambi è interessato da "cuffia",da ispessimento dell'albuginea,per un'estensione di 20.7mm a destra,35.7mm a sinistra;lo spessore massimo è 5.9mm.
La valutazione ecocolordoppler seriata nel tempo (10-20-30')documenta buona distensione delle arterie cavernose,picchi sistolici nei limiti di norma,con fase diastolica congrua,senza segni doppler di incompetenza del meccanismo veno-occlusivo.
VPS DX:39.5 CM/S
VPS SX:67.1CM/S
VTD DX:2.8 CM/S
VTD SX:3.6 CM/S
IR A DX:0.85
IR A SX:0.86

grazie e cordiali saluti.

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Dr. Gino Alessandro Scalese
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Gentile utente,
i pro ed i contro di ogni tipo di intervento vanno discussi nel dettaglio con il proprio chirurgo di fiducia, anche perchè specie nella branca andrologica spesso il chirurgo ricorre a modifiche tecniche "personlizzate" e come tale in base al tipo di tecnica utilizzata solo lui stesso in base alla propria esperienza può definire meglio quanto da lei richiesto.