Utente 184XXX
Gentili dottori, dallo scorso mese di febbraio avverto un problema al lato destro della mandibola, rappresentato da un rumore generato nella fase di apertura che nella fase di chiusura, nel masticare, nello sbadigliare e nello spalancare la bocca. I primi giorni, avevo anche dolore nel movimento, e nelle ore notturne una sorta di anestesia interessante i denti dell'arcata superiore lato destro, che però spariva poco dopo il risveglio.
Il mio medico curante inizialmente mi ha fatto fare una RX il cui esito è stato il seguente: "L'articolazione temporo mandibolare di destra mostra segni di stenosi con ridotta escursione articolare: utile approfondimento diagnostico mediante risonanza magnetica" quindi, su indicazione del radiologo una RMN che ha evidenziato: Lieve ipoplasia dei condili mandibolari bilaterali, A destra a bocca chiusa si osserva sublussazione anteriore del menisco che tuttavia non appare leso, normalità dei reperti a carico di entrambi i menischi all'apertura della bocca, dose di raccolta liquida intrarticolare di entrambe le articolazioni temporo-mandibolari" inviandomi quindi da un ortopedico il quale, pero', non mi ha visitato adducendo che tale problema era di competenza dell'otorinolaringoiatra.
Riuscito ad andare dall'otorino (lo scorso 10 luglio), questo ha refertato il mio problema come segue: "esame obiettivo: otoscopia negativa, rinoscopia nei limiti, orofaringe lieve iperemia. diagnosi: artrosi ATM dx. proposta terapeutica: Pennsaid gocce 5 g. per 5 volte al giorno sulla ATM dx per 7 giorni, Bornilene spray due puff in gola 5 volte al giorno per 7 giorni."
Purtroppo questa cura non ha sortito alcun effetto: la situazione è rimasta tale e quale così come descritta con l'unica differenza che l'anestesia notturna ai denti si presenta saltuariamente e non più tutte le notti come ai primi tempi.
Negli ultimi tempi, poi, ho iniziato ad avvertire che la mandibola nell'aprirsi e chiudersi produce lo stesso rumore anche nella parte sinistra, senza tuttavia sentire alcun dolore.
A fronte di tale ultima novità negativa la mia preoccupazione è che la situazione possa peggiorare e per questo sono a chiederVi se il problema rappresentato è dello specialista otorino o dello specialista maxillo-facciale e quali ulteriori strade potrebbero essere intraprese. Soffro peraltro di diverse discopatie al rachide cervicale e sono in procinto di effettuare ulteriori accertamenti richiestimi dal neurochirurgo.

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Dr. Marco Finotti
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Che la cura non abbia sortito effetti non mi stupisco. Lei ha bisogno di un collega esperto in gnatologia che solitamente ė un odontoiatra o può essere anche un chirurgo maxillo facciale.
Cordiali saluti