Utente 332XXX
Buongiorno, sono una giovane di 29 anni; da circa 5 anni soffro di calcolosi renale bilaterale. Ho avuto 7 calcoli e sono stati tutti espulsi spontaneamente. Dagli esami effettuati risulta che sono composti prevalentemente da ossalato di calcio e in una percentuale minore da fosfato di calcio. Attualmente nei miei reni è presente della renella. Effettuo una dieta ipocalcica e iposodica .Bevo circa 1,5-2 litri di acqua al giorno e bevo acqua minimamente mineralizza.
Ho chiesto consulti a urologo ed endocrinologo, che mi hanno fatto fare degli
esami per sospetto di iperparatiroidismo, smentito però dal valore del PTH 17 (doveva essere tra 14-72).
Gli altri esami hanno dato i seguenti esiti: Creatinina siero 0.83 ( 0,50-1,00); eGFR 87 (60-160); Fosforo inorganico 3,43 ( 2,50-4,80); Vit. D. 25 (OH) 34.80 ( 20.00-100.00); Acido urico siero 4,20 ( 2,40-5,70)
URINE: Calciuria 24 ore 175 ( 50-400); Acido urico urine 24 ore 0,40 ( 0,20-0.50); Creatininuria 24 ore 1133 ( 600-1800); Ossalati urinari litro 34. PH urine 5.00 (5.00-7.00)
Gli unici esami anomali sono la calcemia 10,52 ( 8,60-10,50) e la fosfaturia 24 ore 0,40 ( 0,50-1,50).
A causa di una progressiva demineralizzazione dei denti ho eseguito una moc ma risulta essere tutto nella normalità.
I reni non sembrano aver alcun problema dal punto di vista morfologico.
Mi chiedo come sia possibile avere una calcemia al limite nonostante la dieta ipocalcica.
Chiedo un consulto per sapere se mi devo rassegnare a una vita di calcoli oppure se sarebbe il caso di continuare con altre indagini diagnostiche. E se sì, in che direzione?
Grazie per l'attenzione
Cordiali saluti

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Dr. Paolo Piana
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Gentile Signora,
il suo caso è molto probabilmente una calcolosi ossalo-calcica idiopatica, ovvero per la quale non è evidenziabile una causa organica evidente, almeno con i mezzi diagnostici attualmente disponibili. Dal nostro punto di vista, alla luce delle più recenti evidenze scintifiche, nel suo caso la dieta ipocalcica non è affatto indicata ed addirittura in grado di causare degli sgradevoli effetti collaterali, non vorremmo che la demineralizzazione dei denti di cui ci parla non sia già un prmo segnale. Le diete ipocalciche e la demonizzazione di latte e derivati ci rimandano a 20-30 anni fa, quando si voleva riconoscere nel calcio la causa di tutti i calcoli urinari. E' invece evidente che non sia tanto il calcio, ma l'ossalato la causa di queste calcolosi "costituzionali" od "idiopatiche". L'unica possibilità di non far assorbire l'ossalato dall'intestino è propio assumere calcio in quantità adeguate. Piuttosto, si può pensare di somministrare degli inibitori della cristallizzazione come il citrato di potassio, però con un'efficacia tutta da valutare.
Anche parlando di acqua da bere, è oggi noto che il basso contenuto di calcio sia più un argomento della martellante pubblicità delle acque in bottiglia che delle evidenze scientifiche.
Le consigliamo per intanto la lettura di questi nostri articoli nei quali questi argomenti vengono particolarmente approfonditi:

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1402-calcolosi-renale-ed-dilemma-dieta-falsi-miti.html

http://www.medicitalia.it/minforma/urologia/1212-calcolosi-renale-dilemma-acqua-quanta-bisogna-bere.html

Non vogliamo con questo nostro parere mettere troppo in crisi le sue convinzioni, che verosimilmente le vengono da consulenze di nostri Colleghi, ma le assicuriamo che su questi temi le convinzioni che noi stessi condividevamo 25-30 anni fa sono andate gradualmente sgretolandosi a fronte di nuove evidenze scientifiche ma, forse soprattutto, all'inefficacia dei provvedimenti "classici". Se la calcolosi si vincesse solo con la dieta, noi saremmo ormai disoccupati da tempo, non crede?

Saluti