Utente 332XXX
Premessa: io non so niente di medicina
Erano le 8.30 di mattina, ed un familiare di una persona amica ha sentito che quest'ultima rideva in continuazione. Quando è andato a vedere, la paziente fisicamente stava bene, ma continuava a ridere senza parlare. Già una settimana prima che succedesse questo, è stata trovata in bagno svenuta, ma dopo aver fatto degli esami non è stato riscontrato niente.
Il familiare ha chiamato il medico di base e dopo alcuni controlli (non so quali), ha consigliato di portare la paziente in ospedale. Il familiare e la paziente sono andati all'ospedale in macchina e lei riusciva a camminare e muoversi normalmente. Quando è arrivata li, è svenuta ed è rimasta paralizzata la parte destra del corpo. Le sono stati fatti i primi esami e la TAC ha riscontrato che si trattava di ictus, e poi le hanno attaccato la flebo. Penso che l'abbiano fatto per riuscire a bloccare la fuoriuscita del sangue dal cervello, giusto? Continuavano a fare gli esami e la flebo, e dicevano che non c'era niente da fare. Verso le 20.30/21.00 il neurochirurgo ha detto che l'unica soluzione era operarla perchè sennò sarebbe morta in 2 ore circa. L'operazione è andata bene e subito dopo la paziente è stata portata in terapia intensiva. Il dottore ci ha detto che bisognava aspettare 48 ore per vedere i primi sviluppi post-operazione. Comunque è sembrato positivo perchè ha detto che per il risveglio ci volevano circa 48/72 ore (sempre se non c'erano complicazioni varie, come emoraggie) e poi bisognava vedere i danni che aveva subito il cervello. Passate 48 ore non è successo niente e un infermiere ci ha consigliato di chiamarla e parlare con lei. Infatti dopo 3/4 giorni ha aperto gli occhi ed ha iniziato a muoversi. Dopo 2 settimane circa le è stata fatta la tracheotomia, dove ha preso un virus (non so di che genere).Sono passati 2 mesi circa e la situazione è questa:
- se le prendi la mano non sente; ma se gliela stringi, lei stringe la tua
- ha pianto 2 volte ed ogni tanto sembra che sorrida o che abbia il volto sorridente
- se le muovi il braccio destro (quello paralizzato) lei stringe gli occhi o sembra che gli dia fastidio
Apparte questi segnali, non parla e non segue con lo sguardo o cose così.
Secondo voi, sente qualcosa o no? E' cosciente dell'ambiente esterno?

Grazie a chi risponderà

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[#1] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Iscritto dal 2008
Gentile utente buona sera, è difficile per via telematica e sulla sola base di quanto ci scrive rispondere in modo esauriente a quanto ci chiede.
Le reazioni provocate potrebbero avere un significato clinico, ma possono anche essere solo riflesse.
La sua situazione neurologica sembra essere piuttosto compromessa e solo gli esami ed il suo neurologo possono dare un parere più esauriente.
Io sono cosciente di non esserlo stata, come invece lei avrebbe desiderato, ma da qui in coscienza non si può dire di più.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 332XXX

Iscritto dal 2014
Grazie per aver risposto.
Le riporto gli ultimi aggiornamenti sullo stato di salute della paziente:
la visita alla paziente da parte dei familiari e parenti può essere fatta 2 volte al giorno per un massimo di un'ora. Negli ultimi 3 giorni ogni volta che un parente va a trovarla, quando la saluta, lei apre gli occhi e si mette a piangere.
Può essere un segno di coscienza con l'ambiente esterno?
L'ultima TAC ha evidenziato che l'ematoma si è quasi assorbito. Volevo chiederle: adesso, dalla TAC, si possono vedere o no i danni cerebrali subiti?
Ha anche cominciato a deglutire la saliva da sola. L'infermiera ha detto che stanno provando ad abituare la paziente a farla respirare da sola senza l'aiuto delle macchine.

Grazie
[#3] dopo  
Dr. Anna Maria Martin
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Gentile utente buon giorno, per risponderle comincio dalla fine:
1. E' certamente importante che riacquisti una respirazione spontanea valida, perchè i presidi respiratori sono gravati da una serie di complicanze tra cui l'insorgenza di infezioni, ma ciò è cosa diversa dalla coscienza che non procede di pari passo,
2.La TAC ci da informazioni di tipo anatomico più che funzionali e quindi va integrata a discrezione dei curanti come detto nel post 1
3. I segnali che Lei descrive vanno inquadrati nel contesto clinico perchè non sono di univoca interpretazione.
Saluti.