Utente 283XXX
Buonasera a tutti.
Complimenti e grazie per il servizio e la disponibilità.

Ho una problematica di incurvamento penieno verso l'alto di circa 30/35 gradi. Mi sono automisurato l'incurvamento tramite autofoto e goniometro. Solitamente un incurvamento di tale entità andrebbe corretto?

Tenendo conto che ho delle dimensioni peniene pittosto limitate circa 14.5 cm di lunghezza in erezione ed una circonferenza in erezione di 12 cm, esisteno terapie chirugiche per preservare almeno tale lunghezza?
Ho letto che correggendo un incurvamento si perdono circa un paio di cm in lunghezza, e visto che ho già il pene ridotto sarebbe probabilmente un problema.
L'estensore, molto pubblicizzato in rete, è utilizzabile per correggere le curvatura?

Mentre per normalizzare la circonferenza dovrei ricorrere alla chirurgia. Mi è stato riferito che la circonferenza di norma va dai 13 cm in su.




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[#1] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore,
non pensi subito ad una correzione chirurgica, per decidere una qualsiasi strategia chirurgica non basta il goniometro ma è sempre importante una attenta valutazione clinica diretta per capire a fondo il problema e poi impostare le eventuali successive decisioni terapeutiche. Ad esempio , se ci sono state , come giudica le sue passate esperienze relazionali e sessuali? Questo è uno dei tanti dati clinici di base che devono essere considerati dall'andrologo che valuterà la sua situazione anatomica.
Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#2] dopo  
53238

Cancellato nel 2012
Gentile Utente,

vengo subito alle sue domande:
1) l'incurvamento da lei riportato è un incurvamento moderato che si corregge se crea disturbo (fisico o psicologico).

2) Esistono interventi che non creano accorciamenti ( per interposizione di un patch nella zona che si incurva) ma espongono a rischi di altra natura: rischio di disfunzione erettile e re-incurvamento per retrazione del patch

3) Gli interventi con interposizione di patch sono generalmente consigliati per incurvamenti di natura maggiore dove altrimenti l'accorciamento penieno sarebbe più marcato - Un incurvamento dell'entità da lei misurata non dà accorciamenti di 2cm ma ben di meno.

4) L'estensore non riesce a correggere l'incurvamento

Dette queste cose tecniche passo a dei consigli personali che mi permetto di darle, derivanti dalla mia esperienza professionale, per le quali mi scuserà se le ritiene eccessive:
- Credo che sia troppo concentrato sulle dimensioni del suo pene e poco informato: le dimensioni di 14,5cm sono perfettamente regolari.
- Mi permetto di ricordarle che nella maggior parte dei casi le regazze non sono solite misurare il pene con il goniometro o con il millimetro. Accettare le proprie dimensioni quando queste rientrano nella normalità ( e le sue lo sono sia per lunghezza che per circonferenza) è un passo fondamentale per un buon equilibrio psicofisico e per poter vivere appieno la sua sessualità.

Cordiali saluti
[#3] dopo  


dal 2009
Ringrazio per le risposte.

Sinceramente nella mia (relativamente limitata) esperienza sessuale, non ho mai avuto problemi di "gestione" del rapporto per quanto riguarda l'incurvamento ne questo mi è mai stato fatto notare dalle mie partner. Forse andrebbe corretto per motivi estetici.

Dott. Maio La ringrazio per la sua risposta chiara precisa e schematica, assolutamente "non eccessivo" nemmeno il consiglio.

Semmai eccessivo è chi propone (vende!) interventi chirurgici andrologici senza nemmeno visitare!

Sulle dimensioni carenti... preciso però, che è stato l'andrologo al quale mi sono rivolto che le ha valutate un pò fuori norma, ai limiti inferiori di normalità specie per quello che riguarda la circonferenza. L'andrologo mi ha consigliato di pensare ad un allungamento e ingrossamento chirurgico, dopo la correzione dell'incurvamento.
Sui parametri di norma che l'andrologo mi ha riferito durante la visita sinceramente io risultavo ai limiti inferiori.
Io avevo dei dubbi di avere un pene "poco sviluppato", dubbi che mi sono stati confermati durante la visita.
Sarà???

Per quanto riguarda le esperienze relazionali invece, a pesarmi e crearmi non pochi problemi di disagio, è stato più che le "opinioni" delle ragazze, la valutazione clinica "oggettiva" andrologica.

Grazie
Buona domenica a tutti!
[#4] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
non sò chi sia l'andrologo che l'ha visitata e non lo voglio neppure sapere . Ma, se sono corrette le misure da lei riferite, siamo in una situazione di perfetta normalità anatomica e lei non necessita di nessun trattamento chirurgico di rimodellamento.
Ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#5] dopo  


dal 2009
Dott. Beretta grazie per la risposta.
Avrei un'ultima domanda.
Se la problematica di "insicurezza" perdurasse, visto che è da diverso tempo presente e forse comunque di difficile "superamento";
sarebbe consigliabile una nuova valutazione andrologica oppure rivolgersi ad uno psicologo o ad un medico-psichiatra?
Eventualmente nelle varie psicoterapie secondo la vostra esperienza qual'è quella che da maggiori risultati per questo tipo di situazioni?
[#6] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,
cerco in questo caso il consiglio è quello di consultare un collega psicologo con chiare competenze sessuologiche . Chieda un parere anche al suo medico curante che meglio di noi conosce chi opera vicino alla sua residenza.
Auguri ed ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#7] dopo  
53238

Cancellato nel 2012
Gentile Lettore,

se il disagio dipende dall'incurvamento che è al limite della necessità di correzione può non essere sbagliato correggere l'incurvamento (l'intervento dà generalmente ottimi risultati).

Ribadisco che è sbagliato intervenire sulle dimensioni perchè normali e perchè la chirurgia non ha risultati altrettanto soddisfacenti della correzione dell'incurvamento.

Cordiali saluti
[#8] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Sulle scelte da lei fatte , se desidera , comunque ci tenga aggiornati.
Auguri ed ancora un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#9] dopo  


dal 2009
Gentili Dottori, mi sono rivolto ad una psicologa-psicoterapeuta.
Ovviamente c'è volute qualche incontro perchè potesse valutare e capire "bene" la mia "personalità" e la situazione nella quale mi trovo.

Fermo restando la mia innata diffidenza, il mio carattere "spigoloso" e la mia forte insicurezza di fondo;
secondo la Dott.ssa a condizionarmi oltremodo sono più le valutazioni andrologiche ricevute che il problema in sè. Ora anche abbastanza difficile da capire e interpretare.
Visto che si è iniziato con una medicalizzazione ed un approccio interventista mi risulta difficile tornare indietro, avendo assunto una posizione di estrema protezione.
Secondo la dott.ssa a questo punto una nuova ed attenta valutazione andrologica sarebbe utile.
Valutazione che dovrebbe darmi elementi o per tranquillizarmi o per darmi un'indicazione chiara alla chirurgia.
La mia opinione è che purtroppo essendo il mio ( e di molti altri..) un problema forse non ben definito e condiviso in termini medico-scientifico, avere una valutazione chiara è cosa difficile. E molto si gioca nell'approccio iniziale dell'andrologo... che è andato come è andato.
Cosa ne pensate?
A chi potrei rivolgermi?
Grazie
[#10] dopo  
Dr. Giovanni Beretta
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Caro lettore ,

a questo punto riconsulti il suo medico di medicina generale che, riesaminato tutto il suo problema , potrà , conoscendo meglio di noi le strutture sanitarie che operano vicine alla sua residenza, eventualmente indirizzarla verso una più mirata valutazione specialistica.

Infine anche il nostro sito, per la scelta di un esperto andrologo, può esserle utile

Un cordiale saluto.

Giovanni Beretta
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[#11] dopo  


dal 2009
La ringrazio.
Nel vostro sito non ci sono andrologi nella mia provincia.
Forse mi conviene guardare in città più grandi vicine: come Siena Firenze, Roma o L'Aquila.
Grazie