Utente 334XXX
Gentile dottore,
vorrei porle una domanda riguardo un quesito che mi sta facendo molto pensare. Circa un anno fa mio padre e' stato sottoposto ad un' ablazione transcatetere a causa di fibrillazione atriale, alle dimissioni gli e' stata prescritta terapia con rytmonorm che non gli ha impedito di avere una tachicardia con frequenza 120 b/m a distanza di pochi giorni ( aritmia che ha mantenuto per circa tre mesi in quanto ci dicevano che era tutto normale). Dopo questi tre mesi con una fiala di isoptin torna in ritmo sinusale e gli viene prescritta terapia con cordarone ( 15 gg due compresse al giorno e dal 16mo una compressa al giorno). Dopo due mesi dall' assunzione ha un altro episodio di fibrillazione cardiovertito prontamente col farmaco e da allora ad oggi ( 5 mesi ) per fortuna piu' nulla, a parte le quotidiane extrasistoli che gli danno un bel po' di fastidio.
Da circa due mesi il cardiologo di zona gli ha detto di sospendere l' assunzione quotidiana di cordarone e di prenderlo a giorni alterni: preciso che esami di transaminasi e tiroide sono sempre nellla norma. Ora la mia domanda e': la copertura che mio padre ha con un' assunzione a giorni alterni e' sempre totale o lei ritiene che possa essere deficitaria o addirittura annullata e cio' potrebbe facilitare il ripresentarsi dell' aritmia? Siamo consapevoli degli enormi effetti collaterali del farmaco in questione, pero' e' l' unico che lo mantiene in ritmo e soprattutto monitoriamo costantemente i valori di fegato tiroide e polmoni e fino a quando questi si mantengono nella norma non capisco perche' dovremmo sospenderlo.
Mi scusi se mi sono dilungata molto... cordialita'.
Anna
[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Le dico solo questo: negli USA la terapia con CORDARONE consiste in tre cps al giorno.
La terapia in Italia consiste in una cos ogni giorno. Assumere un dosaggio a gioeni alterni non ha niente di scientifico.
Arrivederci