Utente 335XXX
Salve Dottori,
mio figlio (trentenne) si è rivolto ad un urologo per un intervento di circoncisione totale, con cui deve correggere un precedente intervento di circoncisione parziale mal esitato. Al fine di evitare i problemi con le erezioni involontarie, l'urologo gli ha prescritto l'Androcur per tutto il periodo compreso dall'operazione sino alla rimozione definitiva dei punti, ossia trenta giorni. Mio figlio deve assumerne una pastiglia da 100 mg la sera, prima di andare a dormire.
Il medico di base e il farmacista si sono però opposti al trattamento, in quanto il farmaco è usato impropriamente (è utilizzato, a quanto ho capito, per i trattamenti dei malati di cancro alla prostata e per i soggetti con gravi deviazioni sessuali), ed ha effetti collaterali pesantissimi ed irreversibili (avvelenamento del fegato, ginecomastia). Alla fine hanno accettato di somministrare il farmaco solo di fronte alla prescrizione in originale dell'urologo, declinando qualsiasi responsabilità. Preciso che il trattamento è già in corso da una decina di giorni, per ora senza problemi apparenti a parte il "desiderato" blocco delle erezioni involontarie.
Il trattamento prescritto dall'urologo, protratto per trenta giorni, è davvero così pericoloso? E' il caso di convincere lo specialista a ridurne la durata? Grazie dell'attenzione.

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Dr. Tommaso Vannucchi
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gentile utente
le considerazioni dell'urologo sono più che corrette e non capisco come mai ci sono tante paure(immotivate) per l'andocur; personalmente l'ho prescritto a miei pazienti senza alcun problema; ovviamente quando si prescrive un farmaco si deve conoscere bene cosa si prescrive e mi sembra che l'urologo lo sappia