Utente 192XXX
Gentile Dottore, sono un giovane di 34 anni e assumo quotidianamente da ormai diversi anni una cp di Pantorc da 40 mg, una da 2 mg di EN, una cp da 50 mg di Zoloft e infine 20 gocce di Minias a sera prima di andare a letto; dovrò presto iniziare (con l' aiuto medico) un graduale svezzamento da tali farmaci per ovvie ragioni.
Negli ultimi tempi ho subìto diversi interventi chirurgici intestinali, alcuni eseguiti in modo errato così da prolungare di molto l'ospedalizzazione e quindi un' immobilità forzata. Oggi ho risolto i problemi.
Eccoci a noi. Da due anni circa ho assistito ad un costante abbassamento della pressione arteriosa: in questi giorni ho valori quali 90/80 la massima, 60/50 la minima.
Ultimamente ho iniziato ad avvertire strane sensazioni come affanno dopo piccoli sforzi, intontimento, capogiri e stranamente un senso di mancanza d'aria la notte. Tutti sintomi che potrebbero ricondurre il problema ad un fattore ansiogeno...Purtroppo la mia supposizione è stata subito smentita dal fatto che nei momenti in cui ho questo senso di affanno e giramenti di testa ho potuto constatare che le mie pulsazioni (di norma sempre sui 65/75 battiti al minuto) ormai non salgono al di sopra delle 55 per arrivare la notte anche a 38! So che di notte tutti abbiamo un calo fisiologico delle pulsazioni, ma un numero così basso mi ha spaventato, soprattutto perché assumo benzodiazepine di cui ho già scritto. Il cardiologo, in seguito a una visita con ECG, ha riscontrato presenza di extrasistole dopo piccoli sforzi in un contesto di sostanziale normalità tenuto conto che SIA L' IMMOBILITA' FORZATA DI QUESTI ULTIMI ANNI SIA L' USO QUOTIDIANO DI BENZODIAZEPINE, di cui ho parlato, hanno prodotto tale situazione (consideri che sono alto 176 cm e peso 49 Kg). Pesavo 56 Kg prima delle operazioni (mio peso forma).
VENGO AL DUNQUE: so di sbagliare, ma non bevo molto e lo specialista mi ha suggerito per prima cosa l'eliminazione delle benzodiazepine, flebo di glucosio e poi bere acqua fra 1,2 / 1,5 Lt in quanto di norma bere "fa salire la pressione!".
Di fatto però i miei genitori invece soffrono di ipertensione e bevono molta acqua per favorire la diuresi in quanto questa pratica servirebbe ad abbassare la PA (perlomeno così gli era stato consigliato di fare).
Ho letto pareri addirittura opposti riguardo a questo argomento..."Bere molto fa abbassare la PA", "Bere molto la fa alzare".
Premesso che "IN MEDIO STAT VIRTUS" E NON SI DOVREBBE ECCEDERE COMUNQUE, né bere poco né tantissimo Le chiedo di aiutarmi a capire e mettere un PUNTO FERMO in modo definitivo.
Ho 2 domande:
1) Indipendentemente dai benefici effetti dell'acqua, DI NORMA, bere aiuta ANCHE SE LIEVEMENTE ad alzare, stabilizzare o abbassare la PA?
2) NEL MIO CASO SPECIFICO (Ipotensione da farmaci di cui sopra e immobilità) bere di più, ai fini della mia PA, è irrilevante, aiuta (anche se di un minimo) ad aumentarla o, provocando più diuresi, può avere effetto contrario?
La ringrazio tanto e scusi la prolissità

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Bere le fà bene. Per incrementare i valori di PA può anche assumere alimenti un pò più salati.
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 192XXX

Iscritto dal 2011
Perché, conosce qualcuno a cui bere possa far male?
Carissimo Dottore, ho trascorso circa un' ora per trascrivere il testo con la certezza che non vi fossero errori grammaticali, di punteggiatura e per renderlo comprensibile il più possibile. Mi sembra chiaro anche che le domande che ho posto siano piuttosto specifiche; dunque mi sarei aspettato perlomeno una risposta che completasse quantomeno due righi...Suvvia, un rigo e quattro parole rasentano l' imbarazzo per l' intera categoria che rappresenta...
Mi consenta, non sono un mentecatto, so che alimenti "un po' più salati" aiutano, mi creda, già ne assumo abbastanza (non mi resterebbe che tuffarmi in una vasca di salamoia).
Detto ciò sono profondamente mortificato per il tempo prezioso che ho sottratto a Lei e ai Suoi fortunati pazienti; La prego quindi di evitare di sciuparsi a rispondere a questa mia replica e di non dilungarsi in ulteriori ed esaurienti consigli (anche perché sarebbe il solo a leggere la Sua "dissertazione").
Vede, la Sua innata dedizione nei confronti di pazienti che hanno seri problemi di salute mi ricorda per così dire la stessa abnegazione e devozione del Suo compianto collega, Dott. Giuseppe Moscati.
Faccia una cosa piuttosto: impari se non altro a scrivere nella Sua lingua madre, ne trarrà indubbiamente vantaggio nel caso voglia partecipare ad un eventuale concorso.
Con i miei rispettosi ossequi, stia bene dotto' !
[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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CAFONE....