Utente 248XXX
gentili dottori, mi sono informato piuttosto bene sull'EP leggendo anche i vostri inserti. Ci sono delle cose che, tuttavia, non mi sono chiare. Poco tempo fa mi sono recato da un VS collega urologo per un problema di frenulo breve per il quale circa due mesi fa mi sono operato. Innanzitutto volevo chiedervi: dove una volta c'era il frenulo adesso ci sono piccoli gaviccioli di pelle, racchiusi una volta dal filo di sutura. Volevo chiedervi se, in base alla vostra esperienza, questi pezzetti di pelle si riassorbiranno da soli o meno. In secondo luogo, parlando col dottore gli ho comunicato che sono, da quando ho iniziato ad avere rapporti, un eiaculatore precoce. Nel descrivere la mia condizione il dottore mi ha chiesto se è una situazione che si verifica ad ogni rapporto. Il punto è questo! Di solito ho rapporti piuttosto saltuariamente (una volta ogni 1-2 settimane), e il primo rapporto (dopo questo lasso di tempo) è sempre insoddisfacente. Tuttavia se, dopo il periodo di latenza, io e la mia patner abbiamo un secondo rapporto, i tempi aumentano drasticamente: da circa1-2 minuti diventano 25-30 o anche più, insomma, la seconda volta riesco a controllarmi! Il dottore mi ha comunicato che l'eiaculatore precoce è colui il quale arriva troppo presto in tutti i rapporti. E' così? In attesa di una vostra risposta, vi ringrazio in anticipo per l'attenzione.

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[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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Caro Utente,personalmente ritengo che ogni rapporto abbia la sua dignità e,quindi,sia errato ricorrere al successivo per sopperire alle carenze del precedente.Va da se che la saltuarietà dei rapporti non aiuti nella resa ma,a questo punto,sarebbe consigliabile ricorrere ad una terapia medica con dapoxetina,Ne parli con lo specialista di riferimento.Cordialità.
[#2] dopo  
Utente 248XXX

Iscritto dal 2012
Gentile Dr. Izzo, nel comunicare che l'eventuale secondo rapporto dura più del primo non volevo intendere che lo scopo dello stesso sia quello di "sopperire alle carenze del precedente": mi limitavo a constatare un dato di fatto. Per questo la mia domanda non era: "è giusto fare l'amore due volte perché la prima è andata male?". Se l'atto in sé perdesse così facilmente di dignità, sarebbe difficile ritrovare l'intimità giusta per affrontarlo una seconda volta. Per questo le ho chiesto: in base alla Sua esperienza, l'eiaculatore precoce è colui il quale non riesce a controllare mai (dal primo, al secondo, al terzo rapporto) l'eiaculazione, o anche colui il quale vive in pochi attimi l'euforia del momento, ma poi riesce più "razionalmente" a gestire il rapporto?
Mi rendo conto, più di chiunque altro, che ritrovarmi a guardare l'orologio mentre vivo il rapporto, non aiuta me né giova al rapporto stesso, per questo citare dei numeri mi risulta banale, tuttavia era solo il modo per dire: la seconda volta sento di avere il controllo di me stesso.
Grazie per il suo consiglio!
[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Izzo
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…non esiste uno standard che identifichi "l'eiaculatore precoce" in quanto,spesso,il medesimo soggetto può essere precoce in un rapporto e "normale" in un altro,anche con la stessa partner e,quindi con le altre…Posso sottolineare come il paziente più ostico è colui il quale in tutti i tipi di rapporto,auto o eterosex e con tutte le partner,non riesca a superare i due minuti di mantenimento dell'eiaculazione.Va da se che le classificazioni siano sempre fallaci e non riproducibili.Cordialità.
[#4] dopo  
Dr.ssa Valeria Randone
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Gentile utente,
Mi associo alle preziose indicazioni del dr Izzo.

", l'eiaculatore precoce è colui il quale non riesce a controllare mai (dal primo, al secondo, al terzo rapporto) l'eiaculazione, o anche colui il quale vive in pochi attimi l'euforia del momento, ma poi riesce più "razionalmente" a gestire il rapporto?"

Chi soffre di e.p., solitamente, al fine della sua cura, necessita di più livelli diagnostici, la cura non può essere " organo focalizzata" perchè la sfera della sessualità è poliedrica e correla con un 'infinità di cause, da quelle psichiche, relazionali, da spectatoring, da cattivo apprendimento sessuale da stili di vita inadeguati, correlati al' immaginario e così via.

Chi soffre di e.p, parlare di eiaculatore precoce contribuisce a creare confusione tra personalità e disfunzione, ha una certa difficoltà a procatsrinare il " punto di non ritorno eiaculatorio" perchè non sente il punto di arrivo e l' eiaculazione scappa via, talvolta senza grande piacere ed appagamento, ma soprattutto senza capacità di controllo.


L'ambiente vaginale, luogo altamente simbolico, dove si manifesta l'e.p, contiene paure, ansie e velocizza il riflesso eiaculatorio.
Lo IELT, infatti si riferisce al coito, non ad altre pratiche amatorie.

In ambito sessuologico, e nella fattispecie nell’e.p., non si può trattare esclusivamente il sintomo e soprattutto alla sua età...., trascurando la cornice emozionale, ambientale e relazionale in cui si manifesta; è infatti una disfunzione sessuale, che necessita di un clinico, che possa e sappia farsi carico dell’aspetto diagnostico, terapeutico e del carico emozionale che questa disfunzione porta con sè.

L' andrologo è sempre il primo referente per la salute sessuale maschile.

Una “diagnosi non completa” ed una terapia che non affronti le cause nella loro globalità, possono costituire , un fattore di mantenimento del disturbo nel tempo, anziché la risoluzione della disfunzione.

Le allego qualche lettura, un canale salute ed un mio libro sulla disfunzione.

http://www.medicitalia.it/salute/eiaculazione-precoce

http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/3854/Si-puo-prevenire-l-eiaculazione-precoce-Quell-incontrollabile-fretta-del-piacere
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1358/Eiaculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/1190/Eaiculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/963/Eiaculazione-precoce-
http://www.medicitalia.it/valeriarandone/news/3220/Eiaculazione-precoce
http://www.medicitalia.it/libri/9-eiaculazione_precoce_riflessioni_e_strategie_per_risolvere_il_problema.html

[#5] dopo  
Utente 248XXX

Iscritto dal 2012
Gentili dottori,
probabilmente avete ragione. Ho cercato invano di attribuire la mia condizione a cause organiche che, una volta risolte, non hanno migliorato il quadro.
Mi rendo conto, ed è difficile ammetterlo, che non sono mai riuscito a vivere la sessualità in modo sano e sereno, sebbene abbia una partner stabile e magnifica, che, almeno per ora, non mi fa mai pesare le mie deficienze.
Ho letto alcuni brani proposti dalla Dott.ssa Randone e ho ritrovato molte delle condizioni psicologiche predisponenti nella storia della mia vita.
Da quando ero piccolo ho vissuto la sessualità nel tipico timore cristiano del "peccato".
Ho scoperto (nel senso che ho avuto il coraggio di provare) molto tardi la masturbazione e da allora essa ha rappresentato per me il modo per raggiungere la meta, e non per godere del viaggio, quasi dovessi recuperare il piacere perso negli anni. Lo stesso, presumo, si verifichi nell'ambito del rapporto in cui, sebbene consciamente io voglia "dare piacere" più che provarne, inconsciamente devo raggiungere la meta o magari, come diceva Freud, voglio inconsciamente punire la mia partner, privandola del piacere.

E' quantomai frustrante!
Dottoressa, secondo lei quanto può essere difficile, se è possibile, cambiare?
Grazie.