test  ecg  
 
Utente 322XXX
Buongiorno, circa 5 mesi fa in seguito ad un episodio ipertensivo dovuto verosimilmente ad una crisi d'ansia, è stata rilevata in pronto soccorso la presenza al tracciato elettrocardiografico di un pattern di Brugada di tipo 1 spontaneo che a successivi approfondimenti è risultato essere già presente tale e quale in tracciati fatti più di 10 anni fa.
Ho successivamente eseguito ulteriori accertamenti (ecocardiogramma, test da sforzo e monitoraggio holter) da cui non è emerso nulla di anomalo (nessuna extrasistole nelle 24 ore, normale morfologia cardiaca, nessuna alterazione sotto sforzo).
Nella circostanza è stato ritenuto superfluo il test con la flecainide in quanto l'ecg eseguito in assenza di farmaci risultava già positivo di per sé. Mi è invece stato proposto lo studio elettrofisiologico cui ho preferito non sottopormi.
Nel corso degli accertamenti, e in seguito alle mie ricerche successive, penso mi sia stata data la possibilità di crearmi un quadro abbastanza chiaro della situazione se non per un aspetto: i numeri.
In sostanza mi pare chiaro che esiste un rischio aumentato rispetto alla popolazione "sana" di incorrere in aritmie cardiache incompatibili con la vita ma non sono assolutamente riuscito a capire di cosa si stia parlando in termini numerici.
Se quindi la mia situazione è positività in basale per il pattern di tipo 1 ma totale assenza di episodi pregressi (nessuna sincope, nessuno svenimento, nessun episodio cardiaco di alcun genere) e nessuna familiarità per morte improvvisa o eventi cardiaci resuscitati, quanto devo aspettarmi che il mio rischio sia aumentato? Su 100 pazienti nella mia situazione quanti manifestano eventi avversi a lungo termine?

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Pochi...Non è possibile esprimersi in termini percentuali precisi perchè i numeri che riguardano la sindrome sono ancora bassi (essendo stata scoperta da pochi anni), ma nel suo caso nonostante il pattern ECG di tipo 1, il rischio è basso (del resto anche nella vita e al di là degli aspetti medici esistono rischi di vario genere e ci si può esprimere solo in termini di basso o alto rischio), a patto di seguire alcune indicazioni: evitare i picchi febbrili (in caso di febbre assumere tachipirina già per ipertermie lievi, intorno ai 37.5/38°C) ed evitare sempre l'uso di determinati farmaci (chieda la lista al suo cardiologo curante).
Cordialità
[#2] dopo  
Utente 322XXX

Iscritto dal 2013
Innanzitutto grazie per la risposta e per la rapidità.
In effetti sono a conoscenza delle situazioni e dei farmaci da evitare ma nonostante ciò proprio pochi giorni fa ho avuto la febbre molto alta (intorno a 40) che per due giorni non sono riuscito ad abbassare sotto i 38 e mezzo con nessun farmaco. Ora mi piacerebbe pensare che aver superato senza alcun evento anomalo questi giorni possa consentirmi di ritenere il mio rischio ancora più a basso!! Ma d'altro canto ha ragione lei, la vita stessa comporta svariati rischi. Io ne ho solo uno in più....
Grazie