Utente 729XXX
Da circa un paio d’anni ho notato improvvisi ed imprevedibili attacchi – fortunatamente distanziati anche mesi l’uno dall’altro- di dissenteria acutissima. In genere gli attacchi erano notturni e di breve durata, nel senso che già la mattina successiva potevo recarmi al lavoro anche se per tre/quattro giorni mi restava un senso di nausea e di strano mal di stomaco. La stranezza era dovuta soprattutto al fatto che mangiando passavano transitoriamente sia nausea che mal di stomaco.
Quando già pensavo alla sindrome del colon irritabile e in particolare a cause nervose, se non neurologiche, mi sono accorta di strane coincidenze nelle date e ho realizzato che almeno nel 95% nei casi la colpa era da attribuire al consumo di gorgonzola naturale (non quello dolce che pare non mi dia problemi). Addirittura una delle crisi era avvenuta durante un viaggio in Francia: solo ora mi sono resa conto che la cena era stata a base di formaggi tipici, fra cui il roquefort.
Nessun altro tipo di formaggio, né fresco nè stagionato, mi da problemi.
Come dovrei approfondire l’argomento? Ritenete si tratti di intolleranza o allergia? So che il gorgonzola contiene istamina, ma altri tipi di alimento contenenti istamina non mi danno problemi. Che genere di esami o prove allergologiche dovrei fare per verificare se altre sostanze possono nuocermi ?
Grazie mille per l’attenzione e complimenti per il vostro servizio.

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[#1] dopo  
20563

Cancellato nel 2010
Diete di astensione e diete di reintroduzione.

per un mese o due evitare accuratamente ogni forma di alimento sospetto (nel suo caso i formaggi fermentati) e annotare eventuali episodi diarroici. Per un altro mese o due introdurre deliberatamente il cibo sospetto e tenere un diario di quando lo ha mangiato, quanto ne ha mangiato, cosa eventualmente e' successo e a che distanza dal pasto.

Alla fine vedere se la differenza negli espisodi e' significativa o no. Se lo e', l'allergologo proibira' solennemenete il gorgonzola e questa sara' la terapia.

Per altre molecole implicate di allergie alimentari l'approccio e' uguale ossia clinico-circostanziale, non ci sono test soddisfacenti.

Cioe' i test ci sono, sia prick sia IgE specifiche, ma rispetto alle allergie inalatorie c'e' molta meno correlazione fra IgE per es. anti melone e allergia clinica al melone.

Questo in quanto la molecola estraibile dall'alimento e che noi impieghiamo nei test potrebbe subire modifiche al momento dell'assorbimento nell'organismo, qundi l'allergene in vivo e quello in vitro non sarebbero uguali.
[#2] dopo  
Utente 729XXX

Iscritto dal 2008
Grazie per la dettagliata risposta, in particolare per le accurate spiegazioni.
In effetti il cibo incriminato l'ho abolito non appena ho realizzato la possibile correlazione.
Tra qualche mese, proverò CAUTAMENTE la reintroduzione per verificarne gli effetti.
Ma se il problema è solo di non consumare più gorgonzola...non è certo un problema!
Può sembrare strano che non abbia messo subito in relazione il disturbo con il consumo di un cibo così particolare, ma l'insorgenza di questi improvvisi problemi gastrointestinali è avvenuta subito dopo un mio brutto periodo dovuto ad una grave mielite per la quale ero stata sottoposta a carico steroideo. Per cui temevo che la forte dissenteria improvvisa fosse un altro sintomo della mielite... invece a quanto pare l'unico collegamento potrebbe essere che la somministrazioni di alte dose di cortisone mi hanno reso più appetibili i cibi molto saporiti, che prima non gradivo...

Ancora moltissimi complimenti per il vostro splendido servizio