Utente 928XXX
Due giorni fa purtroppo mi sono procurato una rottura al mignolo della mano destra con una pallonata durante un allenamento.
La sera stessa, appena avvenuto l'accaduto, sono andato in pronto soccorso dove mi hanno messo una stecca.
La mattina dopo dalle lastre è emerso che ho una frattura scomposta pluriframmentaria alla base della II falange del V dito della mano sinistra.
A prima vista l'ortopedico mi ha detto prima di tutto che il dito non tornerà mai come prima e al 90% non si piegherà e distenderà come prima, e mi ha detto che molto probabilmente bisognava operare con i fili di kirschner perchè essendo vicino l'articolazione la riduzione non era semplice.
Fatta la riduzione e le lastre mi ha detto che sembrava accettabile, ha parlato col primario (credo fosse il primario) e mi ha detto che operare non ne vale la pena poichè non migliorerebbe la situazione.
Domani devo tornare a fare i raggi e la visita ortopedica.
Mi consigliate di chiedere il parere di un altro ortopedico?
Perchè mi sembra strano che sia passato dal dire che la riduzione non avrebbe retto a causa del tendine che "tira" e poi dirmi che l'operazione è inutile!

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Gentile Signore,

sentire un secondo parere può essere utile, anche se da quanto ho capito si tratta di una frattura non semplice che però è stata ridotta in modo soddisfacente.

Mi preoccuperei piuttosto di portare a consolidazione i frammenti nel più breve tempo possibile utilizzando i campi magnetici pulsati, al fine da sfilare i fili il più presto possibile e iniziare quanto prima la kinesiterapia.

Infatti, il vero rischio potrebbe essere quello di una rigidità articolare.

Buona serata.
[#2] dopo  


dal 2016
Grazie per la risposta!
Non so se ha capito bene ma l'operazione chirurgica non c'è stata affatto, è stata effettuata solo una riduzione manuale.
Oggi ho fatto di nuovo i raggi e la visita e pare sia stabile, mercoledì prossimo nuovi raggi e nuova visita.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Si, ha ragione, ma vale in ogni caso il discorso che le avevo fatto.
[#4] dopo  


dal 2016
Quindi dovrei fare magnetoterapia prima che mi venga tolta la steccatura?
[#5] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Certo, dopo non ha senso.....
[#6] dopo  


dal 2016
Buongiorno!
Nella notte a causa di un "riflesso incondizionato" tra sonno-veglia ho mosso il dito sentendo dolore.
Questo potrebbe aver "spostato" la frattura?
[#7] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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In teoria è possibile: dipende da quanto aderente è la stecca.
[#8] dopo  


dal 2016
Se così fosse dovrei sentire dolore?
Ora non sento nulla.
Comunque, posso chiedere qual'è la prassi a questo punto?
Mercoledì di nuovo raggi e visita...e saranno 9 giorni dalla frattura...
Dovrò fare di nuovo raggi?
Il dolore quando andrà via definitivamente e quando uscirò fuori dal pericolo che l'osso possa muoversi?
[#9] dopo  


dal 2016
Dimenticavo, la stecca parte da circa 15 cm dal polso, ed è piegata quasi a 90 gradi alle dia.
Il mignolo e l'anulare sono immobilizzati insieme.
Nel caso in cui si sposti l'osso, come si procede, operazione?
[#10] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Faccia il controllo Rx come previsto: vedrà che non è successo nulla di importante.
[#11] dopo  


dal 2016
speriamo!
[#12] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Stia tranquilla.
[#13] dopo  


dal 2016
Buongiorno!
Oggi di nuovo raggi e visita, pare tutto ok e tornerò il 4 marzo a togliere la steccatura, fare raggi e fare la visita...della magnetoterapia nulla!
Comunque, una mia perplessità...5 lastre radiografiche in 10 giorni non son troppe?
Tra l'altro settimana scorsa una delle proiezioni me l'hanno fatta senza protezione per le "parti basse" (sono un maschio) e oggi hanno sbagliato ben due volte le lastre, e mi hanno sottoposto a ben 7 esposizioni, le prime 3 errate, e altre 4 successive...
Sono troppe, 13 esposizioni per un totale di 5 lastre radiografiche in 10 giorni?
[#14] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Il punto non è se sono troppe, ma se sono necessarie.

Certo le esposizioni vanno limitate allo stretto necessario, ma questa valutazione non posso farla io a distanza.
[#15] dopo  


dal 2016
Grazie per la risposta!
Non intendo dire che me ne ha fatte fare inutilmente, vorrei capire se tutte queste radiazioni in così poco tempo fanno male o non è nulla di che.
[#16] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Consideri che un esame TAC standard espone da solo a più radiazioni da quelle da lei effettuate in svariati giorni.
[#17] dopo  


dal 2016
cavoli!
Allora mi metto l'anima in pace! :)
Grazie per l'assistenza "via etere"!
[#18] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Di nulla.
[#19] dopo  


dal 2016
Buongiorno a tutti!
Brutte notizie.
Ieri ho tolto la stecca ma il dito è "crollato".
Dalle lastre di 2 settimane fa era ok ma ieri sembrava quasi nella stessa posizione di 22 giorni fa.
Secondo l'ortopedico non si è formato callo osseo e i piccoli frammenti non si sono saldati per cui la frattura è tornata come all'origine.
Mi hanno praticato un gesso con trazione tramite stecca e dopo i raggi la frattura risultava ancora scomposta ma meglio della situazione precedente.
Mi hanno consigliato un consulto da un chirurgo della mano poichè in ospedale qui non si opera e secondo il capo reparto l'unico modo per "salvare la situazione" sarebbe applicare uno strumento che mantiene il dito costantemente in trazione.
Domani farò una visita ma l'ortopedico, seppur via telefono, mi ha già detto che va operato, ma naturalmente non conosce la storia.
L'ortopedico in ospedale infatti ha detto di nuovo che l'operazione chirurgica non risolve la cosa, poichè si tratta di frammenti troppo piccoli.
Per cui vi chiedo, in base alle vostre conoscenze, dopo un mese dalla rottura è ancora possibile operare e che operazione sarebbe?
Il "macchinario" che verrebbe applicato per la trazione necessita intervento chirurgico o è esterno?
In ogni modo se si tratterebbe di intervento chirurgico l'anestesia sarebbe locale, vero?
[#20] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Probabilmente pensano a un "fissatore esterno".

Sarebbe molto utile fare anche i campi magnetici pulsati, per almeno 6 ore al giorno.
[#21] dopo  


dal 2016
Buona sera.
Aggiorno.
Ho fatto la visita e ieri mi hanno operato.
Inizialmente mi era stato detto che per evitare l'irrigidimento articolare mi sarebbe stata effettuata una riduzione con fili di k e una trazione dinamica con metodo Suzuki.
Finito l'intervento, con sorpresa, mi è stato detto che è stata effettuata solo la riduzione coi fili di k.
Non ho ben capito il perchè, ma visto che mi sono stati applicati due fili, dal basso, credo che solo uno dei frammenti, quello superiore, non aveva fatto callo, per cui bastava ridurre solo questo.
Ora, mi chiedo, visto che il dito è immobile e resterà così altri 20 giorni, non rischio comunque l'irrigidimento articolare?
Altra domanda, i due fili sono "collegati" alla falange superiore f1 o solo al frammento di f2?
Infine, a prima vista il dito sembra dtorto, ruotato verso l'esterno, è una impressione o è "la prassi"?
[#22] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Non possi rispondere alla sua ultima domanda, perchè non ho elementi sufficienti di valutazione.

Il fatto di mantere immobile l'articolazione certamente può favorire la rigidità articolare.
[#23] dopo  


dal 2016
Grazie per la risposta.
La rigidità articolare è cronica o trattabile e superabile con fisioterapia?
Cioè, nel tempo, se non al 100%, riacquisterò una mobilità accettabile del dito?
Sono rimasto stranito perchè l'Intervento era stato programmato sul principio che avrebbe evitato la possibile rigidità, ma alla fine mi ritrovo col dito bloccato per altri 20 giorni!
[#24] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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E' trattabile con la kinesi-terapia (attiva e soprattutto passiva), che va fatta più volte al giorno in modo costante.

Il risultato dipende da quanto e come viene eseguita, oltre che dal tempo di immobilizzazione che precede la terapie e dall'età del paziente.
[#25] dopo  


dal 2016
Buongiorno, grazie ancora e scusate se chiedo consigli.
Premetto che chiederò al mio medico curante!
Nella notte, e ormai anche in prima mattinata, accuso del dolore al gomito, probabilmente per via del fatto che lo tengo piegato tutto il giorno e anche la notte, come suggerito dal chirurgo, e che sono ormai più di 30 giorni che la mobilità è limitata.
Esistono dei farmaci o integratori per limitare il dolore o comunque "preservare" il gomito?
[#26] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Per il dolore può usare i cumuni antiinfiammatori: gli integratori non servono.

Bisogna però capire quale sia la causa del dolore (epicondilite ?).
[#27] dopo  


dal 2016
non saprei, posso solo dirvi che al mattino, e anche di notte, quando mi sveglio ho dolore!
[#28] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Va vista la situazione direttamente.
[#29] dopo  


dal 2016
Buongiorno!
Oggi dopo 28 giorni coi fili di K e dopo 50 giorni circa dalla frattura ho finalmente il dito libero
Ho fatto una visita di controllo lunedì scorso e oggi mi sono stati estratti i due fili.
È normale che non abbiano ricontrollato nè prima nè dopo l'estrazione lo stato della frattura?
In ogni modo mi è stato detto di tornare tra 17 giorni a fare lastre e visita e in caso il callo sia buono di iniziare la fisioterapia.
Nel frattempo mi hanno detto di muoverlo ma senza sforzare.
È pur vero che sono poche ore che il dito è libero ma non riesco a muoverlo quasi per niente, solo la prima falange ma in modo minimo, mentre seconda e ultima ho come la sensazione che si siano saldate, come se avessi ancora i fili!
Al tatto ho come l'impressione che in corrispondenza della nocca, dove vi era la frattura, nella parte inferiore, vi sia una "gobbetta" mentre lateralmente il profilo sembra a posto.
Vi ricordo che la frattura pluriframmentaria aveva "spostato" l'osso verso il basso e verso l'interno!
Per cui, visto questo "rialzo" in basso che sento al tatto, dovrei pensare che tolti i fili sia crollato di nuovo ed è per questo che non riesco minimamente a piegare il dito?
O è normale e l'immobilitá è dovuta alla rigidità articolare che si è creata?
È normale che al tatto sento questa "gobbetta"?
Comunque spero che questi altri 17 giorni di attesa senza una lastra post estrazione fili siano la norma, non vorrei scoprire alla fine che sono punto e a capo!
[#30] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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E' normale una certa rigidità nei primi giorni.

Purtroppo, è impossibile ragionare concretamente senza una radiografia.....
[#31] dopo  


dal 2016
Ma è la prassi togliere i fili e non fare una lastra subito dopo?
Cioè se si sono basati su una lastra di una settimana fa si sono affidati al fato o i fili fi k sono un metodo infallibile?
[#32] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Se i Colleghi hanno valutato di non fare subito l'Rx, ma farla tra 7 giorni, evidentemente avranno avuto i loro validi motivi.

Non esiste una prassi rigida: il medico valuta una serie di elementi e, in base a questi, decide.
[#33] dopo  


dal 2016
17 giorni, non 7!
Capisco cosa dice, il problema è che ad ogni controllo c'è un ortopedico diverso, col risultato che ognuno ha una sua idea!
Ho fatto 1000km per 3 volte per avere un risultato migliore rispetto a quello che avrei avuto nella mia regione ed è abbastanza sconfortante...
Già mi era stato detto che 50 giorni fermo sono fuori dalla norma, quindi non capisco perchè attendere altri 17 giorni prima di iniziare fisioterapia!
[#34] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Non sempre andando fuori si ha una prestazione migliore di quella "domestica".

Avere un solo interlocutore è di gran lunga meglio, ma, purtroppo, negli ambienti pubblici è così.....

Se hanno allungato i tempi per la mobilizzazione, probabilmente non ritengono il callo osseo sufficientemente robusto.
[#35] dopo  


dal 2016
Buonasera!
Vi ricordo che nell'ospedale vicino casa mi avevano messo la stecca, per 22 giorni, una volta tolta la frattura è crollata e mi hanno consigliato loro stessi di andare in un centro specifico per la chirurgia della mano che qui dove vivo non esiste.
In ogni modo, riassumo la mia situazione:
Frattura pluriframmentaria base seconda falange quinto dito risalente al 10 febbraio.
Per 22 giorni, dopo riduzione senza operazione, ho portato solo la stecca.
Tolta la stecca la frattura è tornata come in principio.
Dopo una settimana sono stato operato, osteosintesi e riduzione con due fili di K.
Lunedì, dopo 28 giorni e dopo un controllo di una settimana precedente, mi sono stati tolti i fili.
Quindi dalla frattura sono passati 60 giorni tondi tondi, di cui 22 immobilizzati con steccatura, 6 con gesso e stecca e gli ultimi 28 coi fili.
Ora, a 4 giorni dalla "liberazione" il dito è ancora bello gonfio e riesco solo a muovere (e non completamente) la prima falange, mentre le ultime due sono immobili, identiche a come erano con i fili e sento come se fossero saldate tra loro.
Inoltre al tatto ho la stessa sensazione che avevo quando tolta la stecca era crollato, ossia nella parte inferiore sento un osso dove non dovrebbe essere e lo spessore (al di là del gonfiore) mi sembra eccessivo.
Non credo ci saranno miglioramenti prima del 24, quando avrò la visita, perchè per quanto mi sforzi non riesco affatto a muovere le ultime due falangi, come se ci fosse un "problema meccanico".
Quello che chiedo, al di là dell'impossibilità di dire quale sia il mio caso, è se è possibile che le falangi si siano realmente saldate tra loro o se è possibile che tolti i ferri la frattura si sia spostata di nuovo.
Non riesco a comprendere se è normale al tatto sentire questo osso, o non dovrei sentire nulla se il dito è stato ben "raddrizzato"?O è callo osseo?
A questo punto fatte le lastre tra due settimane, se realmente c'è qualcosa che non va cosa mi potrebbe succedere?
Di nuovo una operazione?E quali sono le possibili operazioni?
Scusatemi se chiedo tutte queste cose, ma purtroppo durante le visite nessuno mi ha detto nulla, ogni volta un medico diverso, e l'unico con cui sono riuscito a parlare mi ha solo saputo dire che "è normale che è rigido, che quello che sento al tatto è il callo osseo" che devo attendere la visita e se dopo la fisioterapia la motilità non sarà buona non si escludono altre operazioni...
In sostanza, dopo 60 giorni non ancora riesco a capire se rimuoverò accettabilmente il dito e quale potrebbe essere il risultato peggiore.
Sono però tentato ad andarmi a fare una lastra per conto mio, perchè questa situazione mi sta creando molta ansia e preoccupazione.
Ansia soprattutto perchè penso che il dito resterà a vita in questo stato e non riuscirei a fare più nulla con la mano...
[#36] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Praticamente un romanzo.....la pregherei di fare solo post sintetici.

Il suo problema attuale è la rigidità articolare, dovuta al prolungato periodo di immobilizzazione.

Deve iniziare, quanto prima, una kinesiterapia attiva e soprattutto passima, con esercizi almeno 3 volte al giorno (anche a casa).
[#37] dopo  


dal 2016
Grazie per la sua tempestiva risposta.
Scusatemi.
Sì comprendo ciò ma ho la visita di controllo in cui mi diranno se potrò iniziare la fisio/kinesiterapia solo tra due settimane!
Chiedo venia di nuovo ma l'idea di dover passare ancora mesi in queste condizioni mi deprime, non pensavo un mignolo potesse portare così tanti problemi.
[#38] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Prima inizia gli esercizi prima scongiura il rischio di rigidità.

Però, per forzare, occorre essere certi che il callo osseo sia solido: ciò si può valutare solo radiograficamente.
[#39] dopo  


dal 2016
Questo è assodato.
Vorrei solo capire se visti i rischi di rigidità, è normale che dopo 60 giorni non si sia provveduto a fare una radiografia dopo aver tolto i fili o per lo meno dopo alcuni giorni.
Dopo 60 giorni, altri 18 giorni di attesa per stabilire se è possibile iniziare la fisioterapia sono plausibili?
Al di là di questo vorrei capire se le dimensioni dell'osso, in spessore, ora dovrebbero essere come prima o, per via della frattura, anche con la riduzione, la dimensione finale sarà maggiore...ossi l'osso non tornerà mai come prima?
Se così fosse questo provocherebbe limitazioni al movimento?
Questo perchè, come spiegato, al tatto sento che alla nocca lo spessore è maggiore rispetto all'altro mignolo.
Comunque capisco che per voi le mie perplessità sono "stupidaggini", ma essere costretti ad aspettare tutto questo tempo, senza un controllo e senza una parola da parte dei medici è frustrante.
[#40] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Capisco le perplessità, ma ne dovrebbe discutere con i Medici che la stanno seguendo.
[#41] dopo  


dal 2016
Purtroppo via telefono non è possibile un consulto (certo nemmeno online, infatti più che un consulto cerco delle risposte a domande) e i Medici sono a 500km da casa mia.
Mi rassegno, attendo il 24 Aprile...sempre che la frustrazione non mi porterà a farmi una radiografia prima di tale data.
[#42] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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OK.
[#43] dopo  


dal 2016
Buonasera.
Ieri, finalmente, sono stato visitato dalla fisioterapista.
Mi è stato fatto un tutore per bloccare la prima falange e mi sono stati prescritti esercizi e elettrostimolazione.
Mi è stato specificato di fare gli esercizi, e in particolare l'elettrostimolazione col tutore, poichè il movimento del dito libero è perfettamente inutile alla riabilitazione.
Gli esercizi, alquanto semplici, consistono in mobilizzazioni attive della seconda e della terza falange.
Oggi mi sono recato da una fisioterapista in zona, dove fare la terapia, e questa per prima cosa mi ha preso la mano e mi ha piegato il dito facendomi un male cane.
Ha parlato di "manipolazioni" e nonostante non sia riportato sul protocollo, pare che lei mi farà tali manipolazioni.
La mia perplessità è se le manipolazioni passive, nonostante non mi siano state prescritte, sono da fare e se farle senza tutore abbiano qualche utilità.
Mi è stato inoltre specificato di non forzare troppo, di non oltrepassare la soglia del dolore perchè questo potrebbe portare a una infiammazione con ulteriore perdita di tempo.
Ma oggi, con un semplice movimento passivo ho visto le stelle!
[#44] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Io personalmente concordo con la seconda fisioterapista, non con il primo.

Solo esercizi passivi (in seguito anche attivi): il segreto è però farli almeno 3 volte al giorno (quindi, deve imparare a farli da sè) e bisogna invece raggiungere e superare la soglia del dolore, fino a quando esso è sopportabile, in modo lento e graduale; arrivati a un dolore abbastanza intenso (consideri che l'esercizio ha inizio dal momento in cui avverte dolore: fino a quel momento, non sta facendo nulla), deve fermarsi ma è fondamentale mantenere per 2-3 minuti la posizione raggiunta; una volta che il dolore è di nuovo modesto, continua a flettere passivamente fino a che il dolore torna intenso, e di nuovo mantiene la nuova posizione raggiunta, e così via.

Ogni volta che torna a ripetere gli esercizi, le sembrerà che è tornato al punto di partenza, è normale (non si scoraggi !!): quello che deve prendere come misura del risultato raggiunto è il grado di flessione alla fine dell'esercizio, non quello iniziale.

[#45] dopo  


dal 2016
Grazie per la risposta.
Ho comunque chiamato in ospedale per parlare con la fisioterapista che ha fatto il protocollo.
Mi è stato detto che la manipolazione passiva può esser fatta ma con cautela.
Ebbene, ieri prima seduta esclusivamente di manipolazioni passive.
Ho sofferto molto e oggi ho il dito gonfio, non eccessivamente, ma sicuramente gonfio, provo più dolore rispetto a prima muovendolo e in mattinata lo sentivo più bloccato di prima.
A questo punto non so che pensare!
In ogni modo, chiedo se il gonfiore e il dolore quasi da farmi piangere (e non ho cacciato una lacrima in precedenza, nonostante due riduzioni senza anestesia e l'operazione chirurgica coi fili) siano la prassi.
Ci sono farmaci per ridurre il gonfiore o c'è solo il ghiaccio?
[#46] dopo  


dal 2016
Aggiungo, il dolore si localizza nella parte superficiale e laterale sinistra all'altezza della nocca.
La frattura ha interessato la parte subito sottostante alla base della falange che è integra facendo spostare il moncone verso il basso e verso l'interno a sinistra.
[#47] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Non ha molta importanza il tipo di frattura, purchè sia consolidata.

Ora il problema è solo quello di combattere la rigidità articolare.

Può farsi prescrivere un antiinfiammatorio a lento rilascio.
[#48] dopo  


dal 2016
Comunque, al di là di tutto, come si fa a capire se c'è una lesione tendinea?Dalle radiografie si nota?
L'avrò già chiesto, ma me l'ha chiesto anche la fisioterapista se hanno riscontrato lesioni e so che il modo in cui mi sono procurato la frattura (palla contro il dito a 90°) può provocare rotture tendinee...però in entrambi gli ospedali nessuno ha accennato a lesioni dei tendini o mi ha detto che alla fine può uscir fuori che ci possa essere una lesione!

[#49] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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No, non si nota, ma non parlamo di posiibili lesioni tendinee, bensì di possibili lesioni capsulo-legamentose (è una cosa diversa).

Se queste sono escluse, si deve solo combattere la rigidità articolare facendo tanta e "buona" kinesiterapia.
[#50] dopo  


dal 2016
Grazie per la pazienza che ha nel rispondere prontamente alle mie domande.
Vi tengo aggiornato.
Dopo la prima seduta, per vicissitudini che non sto qui a riportare, ho potuto fare la seconda seduta solo ieri.
Nel frattempo ho comunque fatto esercizi durante il giorno, sia passivi che attivi.
Ieri ho di nuovo provato un dolore immenso, per più di un'ora di seduta.
Nonostante il dolore sopportato, in serata riuscivo però a muovere maggiormente il dito, rispetto ai giorni precedenti,
Questa mattina mi sono alzato e, con grande sorpresa, riuscivo a piegare il dito in modo da far toccare la falange distale sul palmo, subito sopra il polso, e ad estendere (seppur non del tutto) senza provare dolore, cosa che nei giorni precedenti non riuscivo a fare attivamente ma solo passivamente e con molto dolore.
Oggi nella seduta di fisioterapia non ho sentito lo stesso lancinante dolore delle sedute precedenti, o meglio non durante tutte le manipolazioni, ma solo quando si andava a piegare ulteriormente il dito.
Però ora ho di nuovo il dito gonfio e dolorante.
Volevo aggiungere che quest'oggi, e tutt'ora, non riuscivo a piegare ulteriormente il dito, ora riesco quindi a fare una sorta di pugno ma ho come la sensazione che il gonfiore (o il callo osseo?) impediscano il suo naturale piegamento.
Il gonfiore o il callo potrebbero fare da "limite" al naturale piegamento del dito?
Anche se gonfio dovrei comunque sottopormi alle manipolazioni?
Inoltre, il protocollo rilasciatomi dal fisioterapista in ospedale citava anche delle elettrostimolazioni, ma ad oggi nemmeno l'ombra, solo manipolazioni passive.
E' prassi o dovrei permettermi di "ricordare" al professionista che mi tiene in cura che dovrei fare anche queste?
[#51] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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No, deve solo continuare con la kinesi: direi che sta andando benissimo !
[#52] dopo  


dal 2016
Purtroppo la sventura mi perseguita.
Sono incappato in una figura professionale che mi pare abbastanza incompetente in quella che dovrebbe essere la sua materia.
Sul protocollo rilasciatomi dall'ospedale si parla di elettrostimolazione funzionale pro flessione ed estensione da effettuare con tutore.
Ebbene oggi, mi ha palesemente fatto comprendere che non ha idea di dove posizionare gli elettrodi per fare in modo che le dita si flettano o si estendano, a meno di posizionarli direttamente sulla mano, quindi senza utilizzare il tutore.
Per quanto io possa essere ignorante, al volo mi par di capire che la stimolazione dei flessori e degli estensori della mano vada fatta posizionando gli elettrodi in determinati punti dell'avambraccio, non capisco come una figura professionale del campo non sappia come posizionarli.
Vi chiedo se effettuare l'elettrostimolazione è fondamentale o se è possibile evitarla, perchè in tal caso credo non abbia alternative se non cambiare fisioterapista.
[#53] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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TRANI (BT)
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Le ho già detto che va fatta solo la kinesi attiva e passiva.

Può lasciar perdere l'elettrostimolazione.
[#54] dopo  


dal 2016
Comunque, attualmente, a 5 sedute di kinesi riesco a piegare attivamente la mano a pugno facendo toccare la falange distale fino a 3cm dal polso, passivamente arrivo ad aggiungere un cm circa, mentre a fine seduta di kinesi, passivamente, la fisioterapista riesce a piegare il dito "normalmente", seppur provando ancora dolore abbastanza intenso.
Nelle prime sedute il dolore si manifestava principalmente in flessione, mentre ora lo provo anche in estensione, localizzato a livello della falange distale.
Continuo inoltre a notare che la falange distale è leggermente flessa e bloccando le prime due falangi riesco ad estenderla per pochi mm, ma forzando l'estensione con l'altra mano, questa si estende con facilità arrivando alla naturale totale estensione.
Si può parlare ancora di rigidità articolare, anche se non provo dolore quando estendo passivamente per quei pochi mm e non riesco in alcun modo ad arrivare alla totale estensione?
Il gonfiore persiste, in particolare la falange prossimale non interessata dalla frattura e mi da l'impressione che sia una concausa della limitata flessione del dito.
Cerco di ridurlo con antidolorifico ad topico (e in compressa quando anche il dolore è eccessivo) con bagni in acqua e sale e impacchi di ghiaccio.
[#55] dopo  


dal 2016
Dimenticavo, aggiungo che se provo a estendere la prima falange facendo forza avversa (per esempio contro un cuscino) avverto dolore.
[#56] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Direi che è normale.
[#57] dopo  


dal 2016
Aggiorno.
A 8 sedute di terapia sono arrivato a piegare in modo "normale" il mignolo, ma solo passivamente.
Ho raggiunto, naturalmente, anche una maggiore flessione in modo attivo, ma il "problemino" in estensione, che ho riportato in precedenza, persiste.
Provo ancora dolore a fine corsa della flessione e in estensione forzata, anche se quest'ultimo è molto diminuito.
Al mattino però il dito è molto rigido, come se il muscolo si "accorciasse" durante la notte e mi riporta allo stato raggiunto almeno circa 4 giorni fa.
Riesco a "sbloccarlo" solo dopo un 20 minuti di bagno in paraffinna e seguente bendaggio compressivo con la mano a pugno.
[#58] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Per un certo tempo persisterà quanto ha già notato, cioè una maggiore rigidità del dito ogni volta che inizia un nuovo esercizio.
[#59] dopo  


dal 2016
Ulteriore aggiornamento.
Nell'ultima visita mi è stato detto che la flessione è ottima, l'estensione buona, che non ho più bisogno di fisioterapia ma solo di esercizi a casa al fine di guadagnare la totale flessione ed estensione.
A questo punto ho una domanda anche se non è il posto migliore dove farla.
Siccome la frattura è stata provocata durante un allenamento sportivo e quindi sono coperto da assicurazione, a questo punto devo chiudere la pratica?
Devo attendere un ulteriore possibile recupero o ormai vanno accertati i postumi ora?
[#60] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Se il recupero è completo può chiudere la pratica.
[#61] dopo  


dal 2016
Il recupero non è completo, nel senso che non arrivo a flettere e a estendere attivamente il dito come quello della mano sinistra.
Il chirurgo stesso mi ha detto di continuare autonomamente a fare esercizi, al fine di arrivare a una flessione e una estensione totale.
Però non sono stato più richiamato a visita e nella penultima visita mi erano stai dati 40 giorni che scadranno il 02/06.
Inoltre accuso ancora una certa rigidità al mattino e alla sera.
Essendomi affidato ad un avvocato, questi mi ha detto di farmi fare ora un certificato di guarigione con postumi in modo da chiudere la pratica.
[#62] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Potrebbe essere una soluzione valida: infatti, per il recupero completo del movimento potrebbe passare ancora non poco tempo.