Utente 155XXX
Salve, chiedo un consulto per mio marito di 66 anni , ex fumatore con diffuse bolle enfisematose.
Nel 2009, dopo un ecg da sforzo indicativo della necessità di una coronarografia, gli viene accertata una cardiopatia ischemica ( stenosi 30% TC ostiale, D2 con stenosi severa del marginale ottuso, Cdx ostruita ma visibile da circolo collaterale, stenosi critica del MO1 risolta con stent medicato); situazione verificata invariata con coronarografia del 2011.
Terapia betabloccante, ace inibitore, cardioaspirina , crestor e, da circa un mese, protettore gastrico a presidio di gonfiore gastrico e avvertite sensazioni extrasitoliche.
L'eco-doppler cardiaco del mese scorso registra ectasia del bulbo(45mm) e del tratto ascendente dell'aorta (42mm) in aumento rispetto al 2012 ( 42 bulbo 41 radice); insufficienza valvolare di grado moderato; disfunzione diastolica di I grado, insufficienza mitralica lieve, insufficienza tricuspidale lieve.
Per ultimo nei giorni scorsi é stato sottoposto all' holter che, testualmente, é stato così refertato :
"ritmo sinusale a f.c media 65/b min. Normale conduzione AV .Frequentissimi battiti extrasistolici ventricolari a più morfologie, diverse coppie, un breve run di TVNS di 5 battiti. Assenza di alterazioni morfodinamiche di ST - T a carattere transitorio rispetto alla traccia basale significative per ischemia"
In attesa del controllo da parte del cardiologo del S.S.N richiesto dal medico di base per fare il punto della situazione, gradirei il Vostro parere con specifico riferimento alle anomalie segnalate durante la registrazione holter e in particolare al run TVNS di 5 battiti che sembra essere un sintomo da non sottovalutare .
Infine, pur considerando il suo relativo benessere, chiedo se, dopo oltre due anni dall'ultima coronarografia , non sarebbe opportuno effettuarne un'altra di controllo.
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Credo proprio che abbia bisogno di una nuova coronarografia, anche prospetticamente per una eventuale decisione chirurgica del trattamento del problema aortico (dilatazione e insufficienza valvolare).Questo però deve essere concordato con un cardiologo di fiducia e all'altezza del problema e quindi questo è il consiglio che posso darle.
Saluti cordiali
[#2] dopo  
Utente 155XXX

Iscritto dal 2006
Grazie per la sollecita risposta.
Mi pare di capire che Lei ritenga urgente valutare soprattutto la reale dilatazione del bulbo aortico. Ci è stato detto che l'intervento diventa obbligato quando la dilatazione raggiunge 50 mm. Ma forse la misurazione con l'ecodoppler non é precisa e la si fa meglio con la coronarografia ? E come mai, dottore Rillo, non mi ha risposto sul referto dell' holter e in particolare sul quel run di TVNS di 5 battiti? queste aritmie dipendono dalla dilatazione della valvola aortica?
Grazie d'anticipo per l'ulteriore chiarimento.

[#3] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Guardi la coronarografia non è indirizzata alla valutazione delle dimensioni aortiche, ma al presenza di alterazioni strutturali nuove dell'albero coronarico...Le aritmie che lei presenta sono più probabilmente secondarie al problema ischemico (senza poterle visionare non posso dirle di più) e comunque 5 battiti non rappresentano una TV sostenuta (quindi in questi Casi il rischio è più basso). Ciononostante l'Holter esprime quello che accade al suo cuore solo nelle 24 h della registrazione e per questo le ho consigliato un approfondimento in questa direzione. Per l'aorta l'ecocardiografia è un'indagine abbastanza attendibile, ma è operatore-dipendente (i risultati cioè dipendono dall'esperienza di chi l'esegue)....Più precisa è la TAC con mezzo di contrasto, ma prima è opportuno dare priorità alla coronarografia, a mio giudizio...
Saluti
[#4] dopo  
Utente 155XXX

Iscritto dal 2006
La ringrazio, dr. Rillo, per la risposta esaustiva anche se non rassicurante.
Il cardiologo della SSN che ha recentemente visitato mio marito non ha dato gran peso alle anomalie dell' holter né all'esito
dell 'ecodoppler limitandosi a confermare la terapia.
Forse non si può chiedere di più ad una visita ambulatoriale del servizio sanitario.
Lei , invece, consiglia di sottoporsi ad un'altra coronarografia; ma il problema é che non é per niente facile farla.
Quella del 2011, dopo due anni dall'intervento di angioplastica, fu imposta dal risultato di un nuovo ecg da sforzo ritenuto borderline per segnali ischemici.
L' esame era stato eseguito nella stessa struttura sanitaria che aveva effettuato l'intervento emodinamico e fu , pertanto, quasi d'obbligo accertare se il risultato dell' intervento (2009) avesse subito modifiche o se la situazione complessiva fosse cambiata.
Dopo quella seconda coronarografia che diede conferma della stabilità della situazione , i medici dell'ospedale imputarono il risultato ambiguo del test ergometrico alla precarietà complessiva delle coronarie ( Cdx occlusa ma collateralizzata D2 con stenosi severa del marginale ottuso ) che tuttavia non poteva essere ulteriormente migliorata; ma, per di più, convennero che, nel caso di mio marito, l'ecg da sforzo non poteva considerarsi esame utile per indicare la necessità di coronarografia .
A questo punto, considerata la qualità dell'intervento di angioplastica ricevuto in quella struttura, non si può certo cambiarla per ottenere un'altra coronarografia attraverso l'esito scontato di un nuovo ecg da sforzo .
Forse si potrebbe sottoporre il referto dell' holter al cardiologo che ha applicato lo stent e chiedergli se , alla luce delle anomalie registrate, ritiene utile un nuovo controllo.
Condivide questo percorso o ne suggerisce altro?
Cordiali e grati saluti.

[#5] dopo  
Dr. Mariano Rillo
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Caro signore a distanza non è facile interpretare i problemi senza avere un quadro generale e uno dettagliato...Le ulteriori informazioni che aggiunge mi fanno propendere per una condivisone del percorso che propone. Chieda un parere al collega emodinamista che la conosce meglio di me. Sicuramente saprà darle indicazioni per il meglio.
Cordialmente
[#6] dopo  
Utente 155XXX

Iscritto dal 2006
Grazie , dr. Rillo, molte grazie per la Sua disponibilità.