Utente 338XXX
Buongiorno, nell'ottobre 2012, mentre correvo ho calpestato violentemente un fondo di bottiglia rotto, la classica lama che si forma in quei casi, si è infilata sotto la pianta del piede tra il metatarso del secondo e terzo dito.
La ferita non si è mai infettata o dato problemi.
A novembre 2012 il corpo ha espulso un pezzo di vetro.
Ad Aprile 2013 avevo ancora dolore, quindi mi sono fatto operare da un ortopedico, ha tolto altri 2 pz di vetro. Il problema non si è risolto però e ad oggi il problema è identico a quello prima dell'operazione di Aprile. Si è riformato un callo ed il dolore esattamente come prima dell'operazione precedente.
Dall'eco, non si capisce se sono ancora pz di vetro o aderenze, mi hanno spiegato che il vetro non si vede.
Sono una guida alpina, riesco a lavorare ma sempre con dolore, da medio a forte. Capirete quindi la mia preoccupazione, temo un'altra operazione che potrebbe portare agli stessi risultati della precedente, e vorrei conoscere un ortopedico o un chirurgo con le mani di "velluto"!
La settimana scorsa l'ultima visita ortopedica, mi è stato consigliato di fare delle iniezioni di cortisone per provare a rilasciare le aderenze e quindi evitare l'operazione chirurgica, in quanto non mi poteva garantire la risoluzione del problema.
In ultima analisi, scusandomi per la mancanza di terminologia appropriata vi chiederei:
Il vetro (bottiglia di birra verde) non si può proprio vedere con nessuno strumento?
C'è qualche chirurgo o chirurgia specializzata sul piede o sui copri estranei, vetro in modo particolare che mi potete consigliare?
vi ringrazio per l'aiuto.
g.

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Dr. Giuseppe D'Oriano
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Solo ecograficamente è possibile escludere la presenza di schegge di vetro, sempre che queste siano di dimensioni tali da poter essere rilevate dalla sonda ecografica(più è "potente" la sonda più aumentano le possibilità), anche una risonanza magnetica potrebbe evidenziarle.
Il problema non è solo la loro individuazione nei tessuti; le schegge, una volta rilevate, possono essere asportate solo sotto guida ecografica, le sembrerà strano ma anche in spazi piccoli, senza un aiuto ecografico, è come cercare un ago nel pagliaio.
Rivolga la sua richiesta, per l' indicazioni di eventuali centri, in Ortopedia,
Cordiali saluti