Utente 338XXX
Stimati dottori avrei bisogno alcuni chiarimenti circa la situazione di mio padre,
mio padre ha 70 anni operato di doppio bypass coronarico da 14 anni. in tutti questi anni i controlli sono sempre stati regolari e la sua situazione ottimale molto spesso i vari specialisti che hanno operato le diverse indagini periodiche (scintigrafie, eco-cardio, elettrocardiogramma) hanno messo in discussione, ovviamente in maniera scherzosa, il fatto che avesse avuto un infarto in quanto il cuore non reca nessuna traccia e ha una perfetta funzionalità. Pochi giorni fa da un controllo alla vescica viene fuori un piccolo polipo da asportare attraverso citoscopia. L'urologo ci chiede una visita cardiologica esterna per anticipare i tempi dell'intervento. L'eco-cardio sempre perfetto solo che viene fuori una fibrillazione atriale con frequenza media di 80 battiti.
L'ultimo elettrocardiogramma prima di quello effettuato nel contesto di questa visita risalente a novembre 2013 era perfetto (tra l'altro il medico di base di papà è un cardiologo quindi papà è sempre monitorato). Lo specialista ci dice di stare tranquilli che in medicina bisogna andare sempre con estrema calma, oltre alla cardioaspirina che papà prende regolarmente prescrive della calciparina e dopo l'intervento si attuera un piano terapeutico.
Mi chiedo: Non era il caso di ripetere in questi giorni un elettrocardiogramma per capire se si tratta di un caso di fibrillazione parossistica, persistente ed evitare che si cronicizzi? Dimenticavo di dire che papà non avverte nessun sintomo. nei due giorni trascorsi dalla visita continuo a monitorare papà da un punto di vista pressorio e i valori mediamente sono 120/75 con 75 battiti. Cosa mi consigliate di fare.Grazie di cuore, Giuseppe P.

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[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Se è stata riscontrata una f.a. Che prima non c era è evidente che si tratti di una f.a. Parossistica.
Per questo motivo l aspirina non serve a niente e suo padre deve eseguire terapia con eparina a basso peso molecolare in vista dell intervento.
Dopo l intervento dovra passare dalla eparina al warfarin ( coumadin) per 4 settimane a dosaggio ottimale per poi tentare una cardioversione.
Il risultato della cardioversione sara ovviamente dipendente dalle condizioni cardiache di suo padre rilevabili alla exografie ( esempio volumetria triale, etc).
Arrivederci
[#2] dopo  
Utente 338XXX

Iscritto dal 2014
Stimatissimo Dottore, mio padre il 27/03/2014 viene sottoposto a resezione endoscopica di eteroplasia vescicale con ottimo esito. Esito dell'esame istologico:carcinoma uroteliale papillare, differenziato (G1) superficiale, base d'impianto indenne. Sottoposto ad intervento di doppio bypass nel 2003 mio padre è sempre stato perfettamente compensato, come le ho scritto nel messaggio precedente. in prossimità dell'intervento alla vescica durante il controllo pre operatorio viene fuori questa fibrillazione atriale normofrequente(assente fino a gennaio 2014) si trattava dunque dopo l'intervento alla vescica di iniziare l'anticoagulante e valutare la possibilità di una cardioversione, qui nasce l'intoppo.
Il cardiologo di papà era irreperibile e il medico di base (anch'esso cardiologo) prescrive a partire dal 21 aprile 2014 (cioè circa un mese dopo l'intervento) una compressa al giorno di Xarelto 20mg. eliminando la cardioaspira. oggi finalmente riesco ad avere l'appuntamento con lo specialista che lo ha sempre seguito il quale è catastrofico. mi dice che di questo farmaco non si conosce nulla, che è stato somministrato a troppo poco tempo di distanza dall'intervento, eche la cardioaspira mio padre non la deve assolutamente eliminare. Allora gli chiedo di elaborare un piano terapeutico secondo lui efficace e lui mi risponde che adesso non può sospendere lo Xarelto che non può aggiungere la cardioaspirina perchè non si conosce l'interazione tra i due farmaci e dopo essersi tenuto le carte in mano per quasi un'ora mi dice di continuare lo Xarelto per altri venti giorni e poi si vedrà. Francamente sono rimasto profondamente perplesso. Come mi muovo?. Certo della Sua risposta La ringrazio anticipatamente
[#3] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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La terapia anticoagulante orale di scelta, in tutto lo stato italiano è il Coumadin.
Solo in alcuni , selezionati pazienti, è possibile prescrivere farmaci del tipo Xarelto o Dabigatran.
Questi farmaci sono costosi e di recente introduZione nel nostro paese , ma l Italia è il 29 esimo paese al mondo in cui può essere prescritto e quindi questi farmaco sono già perfettamente conosciuti per i pro ed i contro ( tranne ovviamente essere sconosciuti al cardiologo al quale vi siete rivolti).
In sostanza il Coumadin, seppure necessiti di periodici controlli di esami del sangue al fine di aggiustare la dose ottimale, è il farmaco di scelta, a meno che per motivi oggettivi sia difficile ottenere una ottimale a coagulazione ( paziente allettato, problemi, tecnici, etc).
Tenga inoltre conto che il Coumadin , in caso di emorragia grave, ha un antidoto banale che è la vitamina K , mentre i nuovi anticoagulanti orali, come lo Xarelto, non ce l hanno.
Ma queste cose sono risapute da tutti i cardiologi, almeno dovrebbero.
Cordialita
[#4] dopo  
Utente 338XXX

Iscritto dal 2014
grazie mille per la risposta e per la celerità. La cosa che mi chiedo a questo punto è per quale motivo il cardiologo non abbia sostituito lo Xarelto dato dal medico di base con il Coumadin? Esiste una motivazione medica che impedisca ciò?
Grazie di cuore
[#5] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini
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Questa è una domanda che deve rivolgere al suo cardiologo.
Non posso certo risponderle io
Saluti