Utente 337XXX
salve a tutti

ho una frattura dello scafoide da luno tempo ormai, non guarisce poichè non è stata diagnosicata; prima di porre il vero e proprio consulto riporto l'esito della più recente risonanza magnetica effettuata (risale a novembre 2012)

esiti non consolidati, in pseudo-artrosi, di pregressa frattura dello scafoide, tipo B2 di Herbert, con aspettobeante della rima articolare ed assente segnale della spongiosa ossea del frammento prossimale, suggestivi per manifestazioni necrotiche asettiche; modesto edema della spongiosa del frammento distale.
sui restanti componenti scheletrici del polso non si apprezzano segni da riferire a lesioni ossee a focolaio o di tipo traumatico in atto.

Lieve grado di diastasi scafo-lunata (circa 4mm).
Rapporti articolari radio-carpici, carpali e carpo-metacarpali conservati.
modeste note sinovitiche reattive con presenza di una sottile falda di versamento intrarticolare a livello radio-carpico.
disomogeneo segnale della FCT.
nei limiti della norma, per calibro e morfologia, il tunnel carpale e le strutture tendinee in esso accolte.
regolare calibro e conservato segnale dei tendini della regione dorsale del carpo.
nulla da segnalare a carico dei tessuti molli.

quando ho consultato Il medico che dovrebbe operarmi inizialmente ero fiducioso in quanto prospettava la possibilità di operare e specificamente segnalava la soluzione di prendere frammenti ossei dal gomito o dall' anca e di innestarli sulla lesione. Le brutte notizie sono arrivate dopo: ha aggiunto infatti che se dall'operazione sarebbero derivati "netti migloramenti", la situazione non sarebbe mai tornata com' era prima, inoltre il processo di artrosi è ormai iniziato e in nessun modo si potrebbe fermare.
Ora spiego la mia situazone personale: ho 27 anni, dire che sono un patito di sport è poco, vivo per lo sport!! e dire che questa frattura è limitante è dir poco; non che sia il peggiore dei mali, s'intende, ma, prima di rassegnarmi ad accettare serenamente il mio destino (artrosi), vorrei accertarmi che sia davvero una soluzione obbligata, onde poter vivere senza rimorsi.

chiedo quindi a voi popolo dei medici di soccorrermi in aiuto rispondendo alle seguenti domande:

1) cosa vuol dire netto miglioramento? per intenderci, potrò tornare a fare una verticale?

2) non c'è proprio nessuna soluzione a questo maledetto processo di artrosi?e' mai possibile che andiamo sulla luna e non riusciamo a guarire una frattura?non siete proprio in grado di indicarmi qualcuno che possa darmi un responso migliore? ci sono delle tecniche moderne e/o alternative, anche in altri paesi, anche se comporta recarsi all'estero? se si, le conoscete, potreste indicarmele per favore?

grazie infinite dell'attenzione, mi scuso per la lunghezza del testo ma volevo essere abbastanza competo

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

le sue prospettive dipendono:

1) da una perfetta riuscita dell'intervento sullo scafoide, con consolidazione ottimale dei due frammenti.

2) dall'eventuale presenza di un'artrosi della radio-carpica già in atto (non mi sembra però che questa sia attualmente presente).

Se l'artrosi è già presente ci sarebbero alcune limitazioni funzionali residue e quindi non ci sarebbe un recupero funzionale completo.

L'intervento serve per curare la pseudo-artrosi attuale e per prevenire l'artrosi in futuro.

Buona giornata.
[#2] dopo  
Utente 337XXX

Iscritto dal 2014
Gentile Dr. Leccese

Innanzitutto grazie mille per la risposta veloce ed attinente,

da quanto ho capito, il recupero funzionale può essere completo (o quasi) secondo la sua prospettiva (se non sussiste "artrosi della radio-carpica") ?
Si tratta di un'operazione difficile o è piuttosto semplice?
Sa indicarmi cortesemente, anche contattandomi privatamente se necessario, un medico in grado di effettuare quest'operazione, che potrebbe garantirmi una buona probabilità circa il positivo esito dell'operazione, anche con riuguardo al completo (o quasi) recupero funzionale in vista della possibilità di riprendere le attività sportive?

Grazie ancora, distinti saluti
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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