Utente 404XXX
Gentili Dottori,
14 anni fa ho fatto diversi impianti , sempre dallo stesso dentista, che purtroppo è molto lontano da dove abito e per me ora è diventato un problema.Mi sono recata in uno studi dentistico che già conoscevo per aver accompagnato persone. Mi sono fatta vedere perchè giorni prima mi era venuto come un ascesso sopra un impianto, che si era rotto da solo ed era uscito pus e sangue. Allora sono andata per fare presente la cosa. Inorriditi mi hanno detto che ho una fortissima infezione agli impianti e che c'è tanto pus. Ho chiesto di prescrivermi un antibiotico, anche se dicevano che in questi casi non serve e non si può far nulla oltre a togliere gli impianti quando sarà diminuita l'infezione.Alla fine mi hanno prescritto -Augmentin_- dopo aver assunto le prime due compresse ho iniziato a sentirmi male, vomito, mal di pancia e continue scariche. Allora ho pensato di andare dal dentista che mi aveva messo gli impianti. situazione non facile ma, mi ha iniettato un gel che fa preparare lui, poi mi ha dato un tubetto di gel da mettere ogni volta che lavo i denti. Poi ha detto che mi farebbe una terapia con il laser per due volte, sperando che la situazione migliori e che si possano salvare anche gli impianti.
Ho disdetto l'appuntamento che avevo dall'altro dentista ( per lo stesso giorno).
Loro mi hanno detto che la terapia Laser non fa assolutamente nulla, che sono soldi rubati e non ci devo cascare. Non so più cosa fare, non posso credere che il dentista che conosco da tanti anni e che mi ha sempre curato i denti lui, mi voglia imbrogliare così sfacciatamente.Vorrei un vostro consiglio, almeno sapere se la terapia Laser non serve a nulla.
Spero mi possiate aiutare, perchè vivo sola e devo arrangiarmi per ogni problema,
avessi ancora mio marito sarei più tranquilla.
Scusate la lunghezza del testo ma ho cercato di spiegare un pochino la situazione.
Grazie per la cortese attenzione.
[#1] dopo  
Dr. Armando Ponzi
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ROMA (RM)
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Gentile paziente,
il suo problema si chiama perimplantite: se localizzata meglio togliere l'impianto, se generalizzata possono essere messi in campo dei presidi che però sono 'PALLIATIVI'.
In questa direzione vanno sia il gel che il laser: possono migliorare i sintomi ma non eradicare la malattia.
E' una situazione complessa che va affrontata con una analisi anche radiologica iniziale per un piano di cure realmente efficace.
Cordiali saluti
[#2] dopo  
Utente 404XXX

Iscritto dal 2007
Gentile dottore,
la ringrazio molto per la risposta . Io non sento e non ho sentito dolore per questo problema, un leggero dolore lo sentivo quando spazzolavo i denti ed è uscito pus,
ma dolore vero e proprio non l'ho sentito mai.E' possibile togliere un impianto anche con l'infiammazione in corso?
La terapia con il laser è un palliativo, mi dice, ma pensa che facendola non riuscirei a tirare avanti senza togliere gli impianti? Se l'effetto della terapia non può risolvere assolutamente il problema nemmeno per un certo periodo, mi sembra inutile farla.
Dopo questo disastro sarà possibile mettere altri impianti?
Mi dicono che questa infiammazione è molto pericolosa perchè danneggia i reni e, io ne ho solo uno, e il cuore. E' vero Dottore?
La ringrazio di vero cuore
e invio distinti saluti.
[#3] dopo  
Dr. Pierluigi Scaglia
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CALENZANO (FI)
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Gentile Signora, uso il laser da circa quindici anni e mi ha aiutato a risolvere problemi parodontali con tasche e ascessi gengivali data la sua capacità di sterilizzare le zone dove si riesce a portare i flash, anche con fibre ottiche sottili. Le confesso che non ho mai provato a curare periimplantiti, non so come reagiscono le superfici metalliche dell'impianto. Però prima di toglierlo direi che vale la pena di provare.
Cordialmente.
[#4] dopo  
Utente 404XXX

Iscritto dal 2007
Gentile Dottore, la ringrazio per la sollecita risposta, proverò a fare questa telapia, visto che anche lei me lo consiglia.
Poi le saprò dire i risultati.
Grazie ancora.
[#5] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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GENOVA (GE)
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Non è questione di laser o non laser, ma di terapia, e la terapia delle periimplantiti, per chi la sa eseguire, ovviamente, non è un palliativo ma è risolutiva in almeno la metà dei casi.

Gli approcci possono essere multipli e diversamente combinati: introduzione di farmaci nelle tasche gengivali che restino a contatto per una settimana, laser, curettage delle tasche, lisciatura della parte dell'impianto esposte, in modo che dall'osso esca una superficie liscia.
Quest'ultimo è l'intervento più radicale, che da più possibilità di successo, almeno secondo la mia esperienza personale

E' possibile comunque togliere l'impianto anche con infezione in corso, se dovesse essere necessario.