Utente 155XXX
Salve, mia nonna all'età di 85 anni, dopo una caduta, ha riscontrato una frattura epifisi distale del radio destro. Al reparto di ortopedia del pronto soccorso, dopo raggi e accertamenti le hanno immobilizzato polso ed avambraccio con "cartone" e fasciatura, solo dopo una settimana hanno effettuato il tiraggio e hanno ingessato il braccio.
Durante i 40 gg di gesso ed ancora oggi, a distanza di 6 mesi, la mano continua a intorpidirsi e formicolare ed ha poca forza.
Dall'esame elettromiografico, risulta la sindrome del tunnel carpale, grave a destra e moderata a sinistra.
Sicuramente la sindrome era latente, quindi presente al momento della caduta ma senza sintomi, ora: è possibile che la manovra del tiraggio abbia messo in luce il problema? è perchè tale manovra è stata effettuata dopo una settimana dalla caduta e non subito?
Il mio quesito è il seguente: qual'è la percentuale di riacquisto della forza e della mobilità della mano, tenendo presente che si tratta di una paziente anziana, con varie patologie, tra le quali il diabete?
Ora con sforzi e dolori, riesce a fare i movimenti strettamente necessari per vivere la quotidianeità, operando si potrebbe riscontrare il blocco totale della mano?
Grazie.

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[#1] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signora,

no, non è stata la trazione ad accrescere la compressione sul nervo mediano, bensì la formazione del callo osseo, oppure i frammenti ossei sul versante palmare, qualora non bene in sede.

Il recupero della forza e della motilità di polso e dita dipendono dalla intensità e frequenza con cui farà la kinesiterapia domiciliare (attiva e passiva), mentre il recupero (o meno) della funzione neurologica segue altre strade.

In linea di massima, conviene decomprimere chirurgicamente il nervo, cosa che però non può essere fatta se sua nonna non recupera prima il movimento di polso e dita (per non incorrere poi in eccessiva rigidità articolare).

Buona serata.
[#2] dopo  
Utente 155XXX

Iscritto dal 2010
Il callo osseo viene a formarsi autonomamente, quindi l'eventuale presenza di frammenti ossei sul versante palmare, qualora non bene in sede, come afferma lei, dottore, può essere dipeso da una ingessatura sbagliata?

Il movimento del polso e delle dita è stato recuperato attraverso le classiche sedute di fisioterapia effettuate dopo la rimozione del gesso, ciò che mi rende restìa all'ipotesi di operare il nervo mediano, è il risultato dell'intervento, nonchè la ripresa ottimale della motilità.
Escludendo l'intervento chirurgico e la somministrazione di farmaci, non vi è altra possibilità di alleviare il dolore e il fastidio?

Grazie.
[#3] dopo  
Dr. Giorgio Leccese
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Se ha parestesie da compressione estrinseca del nervo media, a prescindere che si tratti del callo osseo o di frammenti dislocati in direzione palmare, il nervo va decompresso chirurgicamente.

L'intervento è di routine e non comporta particolari problemi (se ben eseguito), mentre risolve l'attuale sintomatologia.