Utente 149XXX
buonasera, scrivo per chiarimenti. devo effettuare un test di tolleranza alla claritromicina per una probabile allergia alla penicillina. dico probabile perchè ho avuto una reazione orticarioide (mia madre dice macchie) ad una iniezione di penicillina retard da bambina, in seguito alla quale dissero ai miei genitori che ero allergica alle penicilline e di non somministrarla piu.
da piccola ho assunto in alcune occasioni il bactrim e forse altri antibiotici (non posso escudere della stessa classe perchè i miei pensavano fossero da evitare solo le iniezioni) ma i miei genitori non ricordano assolutamente quali. ho 38 anni e non ho più assunto antibiotici, solo una volta a 18 per una bronchite, mi sembra l'unixime ma dopo tanti anni non ne ho la certezza.
oggi avendo necessità di assumere un antibiotico di copertura per delle cure dentarie si è posto il problema con il dentista per cui mi sono decisa a sciogliere questo dubbio.
la mia domanda riguarda il test e la sua eventuale pericolosità. so che si effettuerà in dh e mi chiedo se ci sono rischi concreti. l'allergologo a cui mi sono rivolta mi ha rassicurato ma mi è sembrato un po evasivo.
altro dubbio, se non ho mai assunto la claritromicina e va tutto bene, non è possibile che questa prima assunzione mi "sensibilizzi" e ci possa essere la possibilità di reazione allergica alle prossime somministrazioni?
aggiungo che non sono un soggetto allergico, da piccola ho sofferto di bronchite asmatica, non tollero gli orecchini di bigiotteria che mi gonfiano il lobo delle orecchie e ricordo un unico fenomeno allergico a 20 anni, orticarioide, mai più ripetuto ma di cui non sono riuscita a darmi una spiegazione, non avevo assunto farmaci e come 'unico cibo diverso avevo "abusato" di caramelle tipo dietorelle, ne mangiavo 6-7 al giorno e all'epoca ho pensato a qualche colorante o additivo per cui le ho eliminate senza altri episodi.
ringrazio per le eventuali risposte.

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[#1] dopo  
156628

Cancellato nel 2015
Gentile utente,
i test sono effettuati in modo da ottenere una condizione di sicurezza massima; chiaramente esiste sempre un certo margine di rischio che varia da caso a caso e a seconda dei farmaci che si decide di testare (e solitamente, a meno che non si pongano indicazioni particolari, si cerca di portare vicino allo zero). In caso di reazioni il personale medico e infermieristico è preparato a risolvere ogni eventuale problema.
La possibilità di una sensibilizzazione esiste nel momento in cui esiste l'esposizione, ma è minima (e questo non vale solo per la claritromicina ma - seppur con probabilità diverse per molecole diverse - per qualsiasi allergene, di qualsiasi origine).
Saluti,
[#2] dopo  
Utente 149XXX

Iscritto dal 2010
grazie dott. marchi, è stato molto gentile... approfitto ancora della sua disponibilità per un ultimo dubbio.
ho effettuato il test e sono "sopravvissuta", per cui mi hanno rilasciato un attestato in cui si consiglia l'assunzione di claritromicina in caso di bisogno.
ora, io non avevo mai assunto questo antibiotico, ma leggendo molte richieste di consulto ho notato che molti riferiscono reazioni dopo due-tre giorni di terapia non alla prima assunzione... ora mi è venuto questo dubbio fobico... come si fa a dire che non sono allergica se ho assunto il farmaco solo la mattina del test? o le diluizioni crescenti a cui me lo hanno somministrato mimano più assunzioni , per cui è come se lo avessi preso più volte sia pure a breve distanza temporale?
grazie mille per l'eventuale risposta, la ringrazio anche per la pazienza :)