Utente 118XXX
Buonasera,
scrivo per mia mamma, 63 anni, alla quale 2 mesi fa è stato diagnosticato un tumore alla testa del pancreas, il chirurgo (prof. Massimo Falconi) ha ritenuto che la soluzione migliore sia l'intervento, tra due settimane quindi verrà sottoposta a duodenocefalopancreasectomia.
Sono perfettamente cosciente che l'intervento è molto rischioso e complesso e mi chiedo cosa dovremo aspettarci per il post operatorio, toccherà a me assisterla nell'immediato post operatorio e nei giorni seguenti e sono molto spaventata, non so cosa aspettarmi e non so se sarò in grado.
Potreste gentilmente spiegarmi cosa succede nel post operatorio? Di che tipo di assistenza avrà bisogno mia mamma? Sarà intubata? Dopo quanto tempo potrà muoversi? Sarà alimentata con il sondino?
Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrete concedermi.

Cordiali saluti

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[#1] dopo  
Dr. Andrea Favara
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Il fatto che il tumore sia operabile è sicuramente positivo.
L' assistenza postoperatoria in ospedale verra' garantita dal personale medico infermieristico nel migliore dei modi.
Verra' dimessa solo a problemi postoperatori risolti.
Il collega che la segue ha grande esperienza e competenza, stia tranquilla.
Prego
[#2] dopo  
Utente 118XXX

Iscritto dal 2006
Gentile dottor Favara,
la ringrazio per la sua risposta.
Torno a disturbarla per porle un quesito più etico che strettamente medico.
Mi sono informata tantissimo in questo periodo sul tumore al pancreas e quello che mi chiedo è: visto che non esistono possibilità di guarigione perché sottoporre i malati a interventi e terapie che tolgono loro una vita normale e provocano dolori fortissimi? che senso ha? allungare la vita di 6 mesi? 1 anno?
nel caso di mia mamma, lei ad oggi sta bene, non ha dolori o disturbi vari, certo magari le verranno a breve ma potrebbe anche avere qualche altro mese tranquillo.
invece tra 5 giorni subirà questo intervento che la devasterà e non la farà più essere la persona di prima, per non parlare della chemioterapia post operatoria.
Perché fare tutto questo se tanto la non guarigione e la morte a breve sono certe?
Perché non accompagnare semplicemente mia mamma verso la morte nel modo più indolore possibile?
so che la scienza deve andare avanti e "usare" i malati per trovare nuove cure, ma da figlia tutto questo mi fa molto male.
[#3] dopo  
Dr. Andrea Favara
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La sopravvivenza nei casi operabili con intento curativo è significativamente superiore rispetto all' astensione terapeutica.
[#4] dopo  
Utente 118XXX

Iscritto dal 2006
vero ma si parla comunque in termini di mesi e non di decenni
[#5] dopo  
Utente 118XXX

Iscritto dal 2006
gentile dottor Favara,

le scrivo per aggiornarla sulla situazione.

Mia mamma è stata sottoposta all'intervento in data 19/3/2014, il chirurgo ci ha detto che la procedura è tecnicamente e oncologicamente andata bene, dicono di essere riusciti ad asportare tutta la massa e ad ottenere margini liberi da malattia.

Ora attendiamo l'esito dell'esame istologico.

Le faccio però una domanda:
mia mamma è già stata dimessa dall'ospedale ieri (24/3/14) a soli 5 giorni dall'intervento e io mi chiedo ma non è troppo presto?
le complicanze sono frequenti dopo questa operazione quindi non era più
prudente tenerla ancora un po' in osservazione?

aggiungo che uscita dalla sala operatoria non le hanno lasciato il sondino nasogastrico e che il giorno successivo all'intervento le hanno dato da bere e il giorno successivo ancora le hanno dato da mangiare.

Ora è a casa perchè dicono che così dovrebbe riprendere meglio le forze, questo è sicuramente vero, ma io sono preoccupata per le possibili complicazioni che possono insorgere dato il breve lasso di tempo passato dall'intervento e temo che noi familiari non potremo essere in grado di riconoscere eventuali situazioni patologiche che dovessero presentarsi

[#6] dopo  
Dr. Andrea Favara
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Molto bene.
Se non ha competenze specifiche in materia non credo corretto discutere la gestione postoperatoria della signora programmata da specialisti nel campo.Auguri!