Utente 340XXX
Salve, volevo porre una domanda riguardo all'anestesia che mi fu somministrata per l'intervento di tonsillectomia.
Avevo 5 anni quando mi sono operato alle tonsille (1984), ricordo che l'anestesia mi fu somministrata tramite una maschera e che respirai un gas dall'odore molto forte, penetrante, dolciastro ed irritante. I miei genitori, presenti durante l'induzione, mi hanno riferito che persi coscienza dopo pochi secondi ma nel frattempo mi agitai molto. Il mio ricordo è la maschera, il palloncino nero collegato ad essa e l'odore molto sgradevole ed irritante.
Utilizzando la mia precedente descrizione e visto il periodo dell'intervento è possibile risalire al tipo di gas utilizzato?

Grazie anticipatamente.

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[#1] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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Buonasera, lei ha inalato un gas anestetico che appartiene alla classe dei cosiddetti "alogenati". Esistono diversi gas "alogenati" che nel tempo sono stati migliorati e soppiantati da più nuovi e maneggevoli. La caratteristica chimica di base però è sempre abbastanza simile per cui proprio quelle caratteristiche organolettiche che lei cita sono ancora presenti.
Dal vecchio alotano ed enfluorano siamo poi passati ai più recenti isoflurano, desflurano e sevoflurano. Come potrà notare dal nome, un dato comune è la presenza di un elemento del gruppo sette della tavola periodica degli elementi, fluoro, per la precisione.
Lei ha poi descritto una caratteristica dell'induzione anestetica gassosa che si usa per addormentare i bambini. Cioè quel tipico stato di agitazione incosciente che precede il sonno. E' una tecnica ancora usata che però da sola non è sufficiente a proseguire l'anestesia perchè è necessario poi una volta addormentato il paziente, incannulare un vena, potenziare l'anestesia con altri farmaci somministrati in vena anche se la si prosegue e la si mantiene con l'inalazione dei gas.
A differenza di quello che si fa nell'adulto ciò serve ad evitare nei piccoli pazienti il traumatismo di una puntura venosa da svegli sempre mal accettata.
Cordiali saluti.
[#2] dopo  
Utente 340XXX

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La ringrazio per la puntuale ed esaustiva risposta. Per quanto mi è stato detto, la mia anestesia consisteva solo in quella fase di induzione e poi non c'è stato mantenimento. Potrebbe essere relativo alla breve durata dell'intervento? Mi hanno detto che l'operazione è durata forse meno di 15 minuti. Durante il sonno respiravo spontaneamente?
[#3] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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No, sarà stato intubato per proteggere le vie aeree e per questo indotto ancor più profondamente con anestesia ev, oltre che per garantire una corretta analgesia durante l'intervento e permettere al chirurgo la possibilità di accedere in bocca. Generalmente i genitori dopo la prima fase in maschera vengono fatti uscire dalla sala. Anche intubato in pochi minuti probabilmente avrà riacquisito una respirazione spontanea.
Saluti
[#4] dopo  
Utente 340XXX

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Grazie di nuovo per l'estrema chiarezza e la grande disponibilità, l'ultima domanda: cosa mi avranno somministrato ev? una benzodiazepina, miorilassanti ed analgesici oppure esisteva già il propofol?

[#5] dopo  
Dr. Stelio Alvino
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L'introduzione del propofol nella pratica clinica è del 1977 però dubito che in Italia ci fosse già e comunque la sua formula chimica fu ampiamente rimaneggiata rispetto al farmaco che usiamo oggi perché il veicolante della molecola ipno-inducente creava delle gravi reazioni anafilattiche. Probabilmente a quel tempo si usò un derivato barbiturico o anche la ketamina che da sempre, per chi ha dimestichezza col farmaco rappresenta l'anestetico elettivo per i bambini. Il miorilassante a breve durata potrebbe essere stato utilizzato per l'intubazione sempre che non si fosse preferito esclusivamente l'alogenato in alta concentrazione che da un certo rilassamento muscolare. Possiamo fare solo delle ipotesi però, è passato già molto tempo e non saprei quelle che potessero essere le abitudini del servizio di anestesia dell'ospedale dove fu operato.
saluti