Utente 342XXX
Buongiorno, ho 45 anni e mi è appena stata diagnosticata malattia di peyronie. Da circa un mese sentivo un nodulino sull'asta del pene, sotto il glande, dapprima piccolo, poi sempre più grosso e che cominciava a darmi un po di fastidio durante il rapporto sessuale.L'andrologo non ha avuto dubbi nel diagnosticarmi Peyronie estesa che avvolge entrambi i corpi cavernosi, sopra e sotto e forse per questo, dice, non mi crea piegamento del pene. mi ha prescritto x 2 mesi vitamina e 400 mg (2 pastiglie al di) e 4 cp (2+2 ai pasti al di)di Piascledine . tra due mesi ecodoppler dinamico e nuova visita per valutare la situazione. Io leggendo qua e la in internet sono preoccupato anche perche il nodulo sembra sempre piu grosso e le erezioni sempre più scarse in intensità e durata...sarà il pensiero/paura. Non si puo far nulla di meglio?e' solo un mese che è uscito il problema e già non si riesce a bloccare? riuscirò a guarire o sarò destinato a 45 anni ad avere per sempre disfunzione erettile? Possibile che queste maledette placche che poi si cicatrizzano non si riescano a sciogliere? Vi ringrazio anticipatamente se potete fornirmi qualche consiglio utile . Per ultimo volevo anche chiedere agli esperti se , visto che la peyronue sembra si scateni in seguito a traumi (più o meno importanti) se è meglio , in fase iniziale quindi di malattia che avanza, di praticare astinenza o , anche se con difficoltà, mie e del partner fare sesso o perlomeno tentare di farlo? grazie

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Dr. Giorgio Cavallini
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Caro signore,
la regressione completa del peyronie capita raririssime volte. Comunque risuòlterebbe utile un ecodoppler dinamico per capire se sono le placche d il suo pensiero a provare deficit erettivo, nonchè un dosaggio ormonale (Peyronie si accompagna spesso ad ormoni bassi) non fumi. Infiltrazioni locali con verapamile potrebbero risultare utili. Ma nessuno ha bacchetta magica con quella malattia.