Utente 342XXX
Gentili dottori,
da ormai 3 mesi - fra l'altro al culmine di un periodo di stress - ho cominciato a sentire una sorta di soffio nell'orecchio dx che va a tempo con il battito cardiaco.
Ho girato qualche otorino e fatto un po' di esami: audiometrici e impedenzometrici (normali, solo i timpanogrammi fanno il picco leggermente in negativo), rm encefalo, angio rm + mdc (tutto ok), esami sangue completi (tutto nella norma), ecodoppler TSA (anche qui tutto ok).
In pratica mi hanno detto che è una forma di acufene quella che sento io, ed è pulsatile poiché e sincrona col battito cardiaco.
A detta di un paio di questi ORL il mio problema sembra essere causato dalla tromba di Eustachio dx. Non ricordo bene se hanno detto che è troppo chiusa o irregolare. A favorire questa condizione sembra ci siano alcune predisposizioni, tra cui:
- faringite cronica (me la porto dietro da anni ormai)
- setto nasale deviato a dx (spesso respiro male o per nulla da quel lato)
- un difetto dell'ATM, perché con la lingua spingo la mandibola in avanti. Anche il dentista al tempo mi disse una cosa simile (che la mandibola sembrava più "lunga" del normale). Essendo anche ansioso e nervoso spesso ho una masticazione nervosa e di notte a volte sono indolenzito. (non penso però di avere bruxismo).

Vi elenco ora alcune "curiosità" del mio problema.

- è costante 24/24 ma di giorno se faccio altro o c'è qualche rumore non lo avverto, la sera invece è più fastidioso.
- se entro in un posto molto silenzioso (quasi insonorizzato, in pratica quando si sentono quasi le orecchie fischiare) avviene una cosa strana. Nel senso che sento la pulsazione arrivare, quasi come se fosse una ventosa. Poi torno in un posto appena più rumoroso e svanisce. (?!)
- oltre al rumore avverto anche una sensazione fisica. Tipo di pressione, solletico dentro e intorno all'orecchio. La zona destra sembra anche più indurita, non so come spiegarlo.
- se faccio la manovra di valsalva, deglutisco più volte o magari bevo acqua o cambio posizione il problema sembra ridursi o a volte sparire del tutto per qualche secondo.
- quando sbadiglio nell'orecchio sx mi sembra di riuscire a incanalare l'aria nell'orecchio (ho la sensazione che vada verso il timpano), mentre a dx questo non sembra succedere quasi mai.
- ho fatto cura cortisonica e lavaggi nasali ma ho ottenuto scarsi risultati.
- con stati di ansia (a cui sono soggetto) il problema aumenta.

Secondo voi cosa può essere? cosa mi cosnigliate di fare? cure termali, inalazioni?
Grazie.

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Dr. Edoardo Bernkopf
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Gentile Paziente, credo che quello che dicono i Colleghi Otorinolaringoiatri, ai quali si è già rivolto, cioé che "gli acufeni sono la loro tomba" rappresenti in qualche modo la realtà nel senso che si tratta di una patologia molto ostica al trattamento.
Vale forse la pena di prendere in considerazione una possibilità spesso trascurata.
L'acufene può essere un sintomo di una disfunzione dell'Articolazione Temporo Mandibolare (ATM) : se infila i suoi mignoli nei meati acustici esterni con i polpastrelli verso l’avanti, e muove la mandibola, si renderà conto dell'intimo rapporto fra Articolazione Temporo Mandibolare e orecchio, e di come tale rapporto possa essere potenzialmente traumatico, a seconda che lo stop determinato dall'intercuspidazione dentaria fermi la rotazione all’indietro che il condilo compie quando si chiude la bocca. Questo infatti può avvenire correttamente se il morso è normale, o troppo tardi se il morso è profondo o la mandibola è all’indietro (retrusa). Quando la mandibola è biretrusa il problema tende ad essere bilaterale, quando é (o è anche) laterodeviata, il problema è monolaterale o prevalente da un lato.
Il conflitto con il condilo mandibolare può riguardare anche la Tromba di Eustachio, e partecipare a sostenere il problema anche per questa via, come forse accade anche nel suo caso.
Purtroppo l'acufene, se non la tomba, è di certo la bestia nera non solo degli Otorinolaringoiatri, ma anche dei dentisti che si occupano di ATM, perché individua un punto di probabile non ritorno di questo aspetto della disfunzione ATM. Ovviamente quanto sopra non si riferisce a tutti gli acufeni: se c'è di mezzo , ad esempio , un trauma acustico, il discorso non vale (il che è anche peggio per quanto riguarda la prognosi). Anche se l'acufene è monosintomatico , di solito il discorso non vale: è difficile che la disfunzione ATM provochi SOLO un acufene e non altri sintomi. La invito quindi a considerare se compaiono anche altri sintomi di disfunzione ATM (cefalea, cervicalgia, dolore auricolare e all'ATM, rumori articolari con i movimenti della mandibola, vertigini, russare notturno con apnee, ostruzione nasale ecc.), e di valutare la qualità dell'acufene: costante o con momenti di silenzio, intensità sempre uguale o variabile, tempo di insorgenza .
Sottolineo che, nel suo caso, il fatto che l'acufene diminuisca o sparisca con manovre che agiscano sulla tuba, rinforzerebbe l'ipotesi di cui sopra.
Tenga comunque presente che il trattamento prevede l’applicazione di una placca intraorale di riposizionamento mandibolare, opportunamente conformata ad hoc, simile ad un bite, da portarsi 24 ore al giorno (pasti esclusi) per un tempo congruo a poter trarre qualche conclusione sull’efficacia di questo trattamento (almeno 6 mesi, ma per l’acufene può essere necessario più tempo). In questi casi è importante valutare il risultato della terapia sugli altri sintomi riferiti, come ad esempio sul problema tubarico.
Le suggerirei di dare un'occhiata agli articoli linkati qui sotto, nell'ipotesi che lei possa riscontrarvi elementi di somiglianza con il suo problema.
Cordiali saluti ed auguri.

http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1348-acufeni-disfunzioni-articolazione-temporo-mandibolare-atm.html
http://www.medicitalia.it/minforma/gnatologia-clinica/1898-ceruminosi-tappo-cerume.htmlhttp://www.medicitalia.it/minforma/Otorinolaringoiatria/961/Otite-che-non-guarisce-colpa-dei-denti