Utente 342XXX
Salve,
mi è capitato di portare mio figlio dal dentista,
è mi ha consigliato ortopanramica e telecranio per maleocclusione
dopodichè sono tornato da lui e mi ha detto che l'ortodonzista doveva fare lo studio cefalometrico, quando sono andato li ho visto che chi ha fatto questo studio è un odontotecnico che fa gli apparecchi,
quello che chiedo lo può fare , sono rimasto un pò perplesso,
penso che possa fare solo gli apparecchi sotto indicazioni dell'ortodozista
è cosi ??
[#1] dopo  
Dr. Pierluigi Scaglia
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CALENZANO (FI)
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Ha perfettamente ragione, la prassi: è visita, analisi cefalometrica e studio dei modelli da parte del medico ortodonziista, il quale poi decide il tipo di terapia da seguire, ne rende informato il paziente, o i genitori, raccoglie il consenso e procede, nel caso di "fisso", all'applicazione degli trumenti necessari alla terapia, nel caso di "mobile", o costruisce in proprio l'apparecchio o si affida ad un laboratorio che esegue il lavoro in base alle sue indicazioni, lo applica in bocca controllandone la rispondenza delle caratteristiche ed illustra le metodiche di utilizzo. Fissa poi un calendario di controlli per verificare il funzionamento ed apportare le eventuali necessarie modifiche. Purtroppo spesso si assiste a collaborazioni improprie da parte di odontotecnici, che magari, per cultura personale e pratica, sono bravissimi, ma non abilitati.
Cordialmente.
[#2] dopo  
Dr. Sergio Formentelli
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GENOVA (GE)
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E' un REATO, quello di esercizio abusivo della professione medica.

Il Senato ha appena approvato un decreto legge (il 3 aprile 2014) all'unanimità ( UNANIMITA'!!!!! ) che inasprice le pene.

«Art. 348. - (Esercizio abusivo di una professione). - Chiunque abusivamente esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da 10.000 euro a 50.000 euro. La condanna comporta la pubblicazione della sentenza e la confisca delle attrezzature e degli strumenti utilizzati».

L'attività odontoiatrica richiede l'abilitazione professionale.



I prestanome, ovvero i medici o odontoiatri che permettono il reato sono condannabili secondo quanto dettato dall'articolo 110 del codice penale fino a 2 anni di sospensione professionale o fino alla radiazione in caso di recidiva, e le pene previste sono estese anche a coloro che «concorrono nel medesimo reato».