Utente 343XXX
Salve, lo scorso anno al Policlinico di Messina mi sono sottoposto a un intervento chirurgico di osteosintesi con placca e viti a seguito di una frattura diafisaria al V metacarpo, il medico mi ha detto che dopo 6 mesi avrei potuto rimuovere i mezzi di sintesi in caso di fastidio.
Causa lavoro mi sono spostato a Imola, di professione faccio il grafico e nel disegnare risconto parecchio dolore nella nocca forse a causa dell'inclinazione a gobba di asino che si è creata, la zona della cicatrice si gonfia e compaiono delle leggere macchioline arancioni intorno a quell'area, alzare la nocca spingendoci contro mi da una sensazione di sollievo...
Qui a Imola al controllo mi hanno scritto: va bene, lieve angolazione ampiamente accettabile, cicatrice dorsale con cheloide; attualmente dolenzia a livello IV spazio intermetacarpale lassità e dolenzia allo stress ulnare della MCF come da interessamento del L.collaterale radiale.
Per farla breve mi hanno consigliato una RMN per studio della MCF e dei legamenti collaterali, il risultato è che sembra non ci sia niente e probabilmente mal tollero il mezzo di sintesi.
Pareri in merito? non so se togliere i mezzi di sintesi e già che ci sono mi far correggere l'angolatura..
Grazie per il tempo dedicatomi

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Dr. Giorgio Leccese
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Gentile Signore,

l'eventuale fastidio (molto raro) legato a una placca con viti (suppongo in titanio), non dovrebbe coinvolgere la "nocca" (cioè l'articolazione metacarpo-falangea), a meno di una sua applicazione eccessivamente distale.

La lieve angolazione della diafisi non procura alcunchè.

La cicatrice (non credo proprio si tratti di cheloide, ma molto più probabilmente di una cicatrice ipertrofica e leggermente diastasata), potrebbe invece essere alla base dei suoi fastidi, ma soprattutto le aderenze che potrebbero essersi formate tra cute cicatriziale, tendini e osso.

Valuterei piuttosto queste aderenze, prima di pensare a rimuovere la placca.

Buona Pasqua !